E' una fortuna che certi tipi di controlli dipendano da un'agenzia sovranazionale allora.
Se così non fosse nonostante la Francia sia una potenza Flamanville avrebbe avuto meno ritardi.
Ribadisco: dipende sempre del motivo per cui se ne parla. Se è una questione energetica fine a se stessa allora effettivamente arrivi quando arrivi che il problema non si pone.
Se entra nel quadro della decarbonizzazione per motivi climatici era già tardi ieri, figuriamoci aspettare altri 50 anni (perchè, anno più anno meno, questo è l'orizzonte di cui si parla).
Quindi "rubare" campi coltivati a fini alimentari per produrre carburante. Bello vivere nella parte del mondo che si può permettere gli sprechi alimentari eh?
Neutrofilo, normofilo, fatalistofilo: il politically correct della meteo
27/11: fuori a calci i pregiudicati. Liberazione finalmente.
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Troppo tardi...
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27/11: fuori a calci i pregiudicati. Liberazione finalmente.
Esistono tanti modi per fare il bioetanolo o altri biofuel, anche dalle alghe (in California vicino S. Diego era allo studio, ho visto foto di un grosso impianto).
POi se è per questo, si buttano nel cesso 4 milioni di ettari per produrre tabacco (e anche il vino, che a differenza dell'olio non è così essenziale, anzi si potrebbe usare pure l'uva per fare il bioetanolo, i contadini sarebbero ricchissimi dopo), aggiungiamo inoltre, che si buttano anche tante tonnellate di cibo, questo potrebbe essere usato per il biofuel, avoia quanta roba c'è...
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E la resa quant'è? Perchè gli ordini di grandezza sono importanti.
Mi interessano sempre le misure.
Anche a me capita di buttare cibo e potrei mettermi in casa le attrezzature per produrre etanolo. Ma alla fine non arriverei manco in ufficio...
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27/11: fuori a calci i pregiudicati. Liberazione finalmente.
Gli USA utilizzano il 40% della produzione di mais (circa 16 milioni di ettari su 40 totali) per produrre etanolo in grado di soddisfare circa il 10% della domanda di benzina.
I numeri possono cambiare un po' con altre colture ma il finale è sempre lo stesso, il contenuto dei biocarburanti è comunque marginale.
Il like è solo per frase finale
Secondo me ci vorrebbe una analisi approfondita dell'impatto della pandemia dal lato dell'offerta, prima di saltare alle conclusioni sulle cause dell'inflazione (a cui indubbiamente hanno contribuito anche le politiche fiscali molto espansive).
La produzione di petrolio è ancora circa un paio di milioni di barili sotto i massimi del 2019, chiaramente c'è stata una difficoltà a riprendere l'attività estrattiva dopo il tracollo dei prezzi del 2020 che ha messo in crisi molti produttori (soprattutto quelli ad alto costo negli USA). Settori estremamente capital intensive come quello dell'energia si sono ritrovati con una carenza di investimenti legata alla forte incertezza della pandemia e alle perdite del tracollo del 2020, il timore di ritrovarsi di nuovo con un eccesso di produzione come nel 2020 ha portato a non investire quanto sarebbe stato necessario.
Poi ci si è messo anche Putin con il gas in Europa, ma il problema è globale e da solo fa più di metà dell'inflazione osservata.
Concordo.
Cerco di evidenziare i vari punti di vista ai fini della ricerca dialettica di una visione il meno soggettiva possibile del problema.
Per me dopo inflazione da domanda e da costi si potrebbe adesso introdurre l'inflazione da politica.
Leggevo che la Lagarde ha dichiarato con nonchalance che l'Europa potrebbe ben fare a meno del gas russo se decidesse in tal senso. Se avesse detto che siamo pronti a lanciare un attacco con tutta la nato probabilmente i governanti e ricconi russi sarebbero stati piu tranquilli![]()
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