Come non ho MAI incensato alcune sparate di Bossi, cosi' mi sento libero di aprire 3d su TPS. Evito magari di star li' a precisare il verbo che sta davanti a ''duro'' per una pura e semplice forma di rispetto che i miei genitori mi han insegnato per qualsiasi persona.
Come se fosse antani...
always looking at the sky
''E' nei ritagli ormai del tempo che penso a quando tu eri qui''
Vasco.
come se uno facesse il Pesto con l'Edera...
(Claudioricci, lunedi' 8 gennaio 2007)
Dai che non ho mai inneggiato allo sciopero fiscale!
Io dico che la difficoltà + grande in questo periodo di risanamento forzato dei conti pubblici è trovare il giusto equilibrio tra prelievo fiscale e recupero di efficienza statale.
La frase di TPS avrebbe avuto miglior esito se gli italiani avessero potuto constatare un maggiore sforzo sul secondo punto.
E' ora di governi forti in grado di far digerire concetti come "Sacrificio" e "Stringere la cinghia", in grado di definire le priorità.
Sarkozy mi sembra abbia proposto un modello simile ed è stato apprezzato dall'elettorato francese, non ha promesso la luna ed ha indicato un percorso ben preciso da seguire.
A me non dispiacerebbe qualcosa di simile, ma con gli attuali protagonisti e con l'attuale sistema credo che di pane amaro ne mangeremo ancora un bel pò!
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Con tutte le difficolta' gestionali dovute alla presenza di anime radicalmente diverse nella coalizione di maggioranza, questo e' quello che ha fatto il centrosinistra nel suo programma elettorale. Contrapporre "siamo nella cacca, bisogna lavorare" a "niente tasse e veline per tutti" ha influito positivamente (almeno nelle persone dotate di un minimo di senso dello Stato) sulle possibilita' di vittoria del CSX. Vittoria che, ahinoi, si e' rivelata su molti aspetti abbastanza inutile. (Eslcudo Bersani, TPS, e lotta all'evasione... per il resto lasciam perdere che e' meglio...).
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#NousAvonsDéjàGagné
Beh, naturalmente questa è la tua interpretazione e la rispetto, ma io che faccio parte di quelle persone prive di senso dello Stato ti posso assicurare che non ho colto questo messaggio o l'ho colto in parte.
Se non sbaglio Prodi promise che non ci sarebbe stato un aumento delle tasse eppure...
Con questo non voglio dire che in assoluto non avrebbe dovuto aumentarle, ma il messaggio agli elettori fu un altro.
Si era parlato di riforme, ma finora l'unica di un certo peso è stato il ritocco estetico a quella del cdx sulle pensioni!
Io credo sia meglio non ritornare sul chi è meglio o chi è peggio, sono cadute già troppe teste in questi giorni e non vorrei infervorare qualcun'altro!
La cosa + da par condicio che posso dire in questo momento è che "nella melma siamo e nella melma resteremo per molti anni ancora", ma almeno possiamo venire a sfogarci nell'Agorà di MNW.
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aveva un maglione da comunista con le tarme che cantavano bandiera rossa!
se tu hai una mela e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno.ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea,
e ce le scambiamo allora abbiamo entrambi due idee.(g.b.shaw)
Apro posito,ai riaprito laeroporto che son tutti incazzati come dei bepponi alla festa dell'unità? (Alby)
La cosa più bella della neve? Il silenzio che l'accompagna nella caduta. Un silenzio non imposto, che dovrebbe essere la norma e invece è l'eccezione, tanto da gridare alla "calamità naturale". Forse non è la neve, ma il silenzio ad essere visto con sospetto. Nel silenzio si ascolta, nel silenzio si ragiona. Il silenzio, come la neve, non è noia, è gioia. Dovrebbe nevicare più spesso.
No, figuriamoci, non è mia intenzione alzare i toni. Il mio giudizio non riguarda l'effettiva realizzazione di quanto promesso o meno. Il mio ragionamento è un passo indietro: in una democrazia matura idealmente dovrebbe vincere il candidato che si dimostra più credibile in campagna elettorale. E proporre un programma (criticabile quanto si vuole) articolato e strutturato come quello del CSX, dovrebbe inviare all'elettore un messaggio migliore di un candidato che propone un programma di 3 pagine in cui dice che caleranno le tasse e che tutto negli ultimi 5 anni è andato meglio delle previsioni. Tutto qui.
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#NousAvonsDéjàGagné
Il Ministro Padoa Schioppa lo diceva agli italiani vessati dalle tasse o alle coop rosse?
Ormai lui sa che la fine del regime è vicina e se ne frega di quello che dice..tanto un posto ce l'ha,mica è precario..
Fmi, Padoa-Schioppa eletto presidente Imfc
mercoledì, 3 ottobre 2007 10.29
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WASHINGTON (Reuters) - Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa è stato eletto presidente del Comitato monetario e finanziario internazionale del Fondo monetario internazionale, rende noto una fonte diplomatica.
I 24 membri dell'Imfc hanno preferito l'ex banchiere centrale europeo al ministro delle Finanze canadese Jim Flaherty.
La corsa al ruolo, che l'ex cancelliere dello Scacchiere britannico Gordon Brown ha usato per influenzare le decisioni del Fondo, si era aperta in luglio quando lo stesso Brown aveva abbandonato l'incarico per assumere la guida del governo al posto di Tony Blair.
Fatta salva una breve parentesi canadese all'inizio degli anni '80, la carica di presidente del Financial and monetary committee è sempre stata detenuta da un europeo.
Ministro,che ne dici di far pagare le tasse a tutti..ma proprio a tutti?
23 settembre 2007Prezzi. Lo strapotere delle coop rosseIn tempi di prezzi che si impennano, la notizia interesserà i consumatori: dati alla mano, il sistema delle coop rosse parla bene (con la pubblicità) e razzola male (sui cartellini dei prodotti). Nonostante i giganteschi benefici fiscali e l’inesauribile serbatoio finanziario del prestito sociale, che pure drogano ampiamente la concorrenza, nei suoi supermercati i prezzi sono più alti che altrove. Non solo: gli stessi prodotti in supermercati coop diversi non hanno gli stessi prezzi. Così le coop rosse non svolgono quel ruolo calmieratore del mercato di cui fanno ampiamente vanto.
A smascherare l’inganno provvede un libro, "Falce e carrello", presentato a Milano e scritto da Bernardo Caprotti (proprietario di Esselunga) e dall’economista Geminello Alvi. Caprotti è un concorrente, certo, ma le cifre e le tabelle snocciolate nel libro non sono contestabili. Vuole vendere la sua azienda, ma non alle Coop. Per questo è stato oggetto di una pesante campagna ed è tuttora nel mirino dei vertici delle cooperative rosse.
Così parla di "legittima difesa". Informando i consumatori con dati oggettivi, relativi alle prime cinque grandi cooperative (Firenze, Adriatica, Estense, Tirreno e Liguria). Alcune perle:
- Una società specializzata ha confrontato i prezzi relativi a 3.100 prodotti uguali e direttamente confrontabili. Con Esselunga pari a 100, troviamo: Modena a 102 (la migliore) e Ferrara a 110 (la peggiore ).
- Una spesa (stessi prodotti) fatta alla coop di Ferrara costa il 10% in più di quella di Modena (medesima cooperativa)
- La stessa confezione di pasta costa 39 centesimi nei supermercati del privato Esselunga, ma 46 alla coop di Bologna (solo per fare un esempio).
- Da questi primi dati appaiono chiare due cose: che le coop rosse nelle "loro" regioni fanno il prezzo; che nelle province dove hanno di fatto azzerato la concorrenza si possono permettere di alzare i prezzi come e quanto vogliono (la borsa della spesa di una massaia di Ferrara costa il 10% in più di una massaia di Modena).
Passi per questo, purchè non si atteggino a primi della classe. L’imprenditore Caprotti segnala che, pur con un fatturato inferiore alle cinque coop prese in esame, paga più del doppio delle imposte. Pagano meno tasse e tengono i prezzi più alti.
Dice Caprotti: "Da quando siamo nati, subiamo prevaricazioni, ingiustizie e prepotenze".
Non se ne può stupire. Il sistema Coop gode di protezioni politiche impensabili. La stanza dei bottoni è in collegamento diretto con quella dei Ds: una porta girevole con un frenetico andirivieni di parlamentari bolliti, assessori locali e sindacalisti in un groviglio inestricabile di interessi economici e clientelari spesso al centro di inchieste giudiziarie. Muove un giro d’affari vicino ai 50 miliardi di euro l’anno e i benefici fiscali che gli riconoscono le leggi, drogano la concorrenza, quando non consentono, nelle regioni rosse e come dimostrano le cifre, un vero e proprio "cartello" che penalizza i consumatori.
Altroché "da domani la Coop congela i prezzi", come recita la pubblicità sui principali quotidiani: ingannevole perché "blocca solo i suoi prodotti a marchio, una percentuale minoritaria del suo assortimento, e per di più temporaneamente". Uno specchietto per le allodole, capitalismo (si fa per dire) in salsa rossa e per di più esentasse.
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