
Originariamente Scritto da
albedo
Sono malato e la prima cosa che ho fatto stamattina è di chiamare il medico, naturalmente lasciando un messaggio nella segreteria perché cor cavolo che rispondono direttamente. Mi sono reso disponibile ad andare all'ambulatorio nonostante il febbrone, solo che avrei voluto una risposta celere per farmi un'idea di quando devo uscire...
Già il capo si è quasi svenato quando gli ho detto che non venivo perché sono malato: "ma siamo in due, cribbio, dovrò richiamare tizio da casa!"

.
Da noi è una cosa quasi inconcepibile stare a letto per una banale influenza, si lavora sempre e comunque a meno di malattie tipo infarto, meningite o gravi lutti familiari.
Quando morì suo padre il mio capo stette fuori redazione giusto il tempo per il funerale, poi tornò regolarmente al lavoro...
Ma non è questo il punto. Quello che vorrei sapere dai medici del forum è come mai oggi non vanno più a visitare i pazienti, ma deve essere sempre il paziente a scomodarsi, sottoponendosi a lunghe file negli ambulatori e pagando pure il parcheggio.
Questo posso anche arrivare a capirlo per gli adulti, ma non lo comprendo per i pediatri. Portare un bambino a farsi la visita con 40° di febbre (come è successo a entrambi i miei figli di recente) significa sottoporli ad un disagio, nonché prendere giorni di ferie e permessi perché parte tutta la mattinata. Il tutto perché il pediatra ha migliaia di pazienti (mentre potrebbe averne 50 come alcuni suoi colleghi di paesi più piccoli) e altre dieci attività collaterali più o meno legate alla medicina (il mio è anche scrittore e presidente del Club Sherlock Holmes, per esempio, ma lasciamo perdere...

).
La sua scusa è più o meno questa: "è ormai provato e riprovato che ai bambini non fa male uscire con la febbre". Stika, dico io! Tanto più sarà provato e riprovato che ad un medico non fa male (se non al suo tempo prezioso

) andare a visitare i bambini da sano.

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