Sergio, io non solo ti do pienamente ragione, ma spero proprio che tutti leggano il tuo intervento e capiscano come questo problema sia di fondamentale importanza e come questo dovrebbe essere tra i primi ad essere affrontati (e al centro delle varie campagne elettorali) perchè il tempo è molto inferiore a ciò che si possa credere.
L'idrogeno è una falsa speranza per i motivi riportati al post #68, il costo di produzione (e anche l'energia necessaria all'elettrolisi) è troppo elevato, senza contare che il platino si esaurirebbe in un batter d'occhio. Certo che un'impresa che abbia sufficienti capitali come quella di Settimo torinese non ha a mio avviso fatto una scelta inoculata nel rendersi completamente indipendente: il milione di euro potrebbe tranquillamente essere recuperato negli anni a venire se le cose andranno (male) come sembra.....
E l'intera comunità? Si attacca al tram.
Petrolio e gas hanno raggiunto il plateau. Il nucleare per altri vent'anni non sarà così conveniente e soprattutto creerebbe problemi non indifferenti in altro senso. I biocombustibili sottraggono spazio all'agricoltura classica causando l'impennata di cereali e affini.
Cosa rimane? Poco, troppo poco per tenere fronte all'attuale consumo di energia globale. Forse bisognerà ripensare in toto il sistema di produzione e adattarne i consumi. Ma in ogni caso si avrebbe dovuto iniziare ad agire fin da subito, puntando il più possibile sulle rinnovabili. E invece....
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[B] Don't panic. But if you panic, be the first.
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Ottimo, Blizzard. Ho letto il tuo post 68. Queste erano le risposte che volevo sentire. Io non voglio essere per forza a favore dell'idrogeno, ma voglio che mi si dimostri perchè non è una strada percorribile.
Non può essere utilizzato su vasta scala. Bene.
Ciò però non vuol dire che in piccole e isolate realtà non possa portare dei vantaggi, giusto?...
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Se nel tuo condominio avete un milione di euro da investire per renderlo autosufficiente, allora sì.........però affrettatevi perchè il costo del platino è in forte ascesa.
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yes! i contributi della Regione per lo sviluppo delle fonti rinnovabili ( fotovoltaico ), ossia il modo per finanziare in parte la produzione di idrogeno per gli Orafi
Se il progetto fosse stato di produrre l'idrogeno per gli Orafi utilizzando al 100% gli idrocarburi...non avrebbero avuto manco 1 euro di contributi dalla Regione
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Sito Meteo https://meteoinpuglia.it
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Sembrerebbe proprio come detto da Sergio: qui leggo delle belle differenze rispetto a quanto riportato ieri da Repubblica. Non si accenna assolutamente ad un uso abitativo e anche la via del fotovoltaico non è così vicina come sembra (la maggior parte se non ho letto male si produrrà nei primi tempi con il metano).
E’ unico al mondo e serve quattro aziende orafe aretine. L’appuntamento è per domani alle 11 nella zona industriale di San Zeno ad Arezzo. E’ lì che il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, aprirà i rubinetti del primo idrogenodotto al mondo realizzato in area urbana, capace di servire quattro aziende orafe, ma con l’obiettivo, entro la fine di quest’anno, di raddoppiare la quantità di gas erogato. I mille metri di tubazione di dieci centimetri di diametro, che corrono a poco più di un metro sotto terra, forniranno ogni ora circa 16 metri cubi di gas a 3 atmosfere, un livello che corrisponde a 53.000 metri cubi all’anno. L’obiettivo del progetto “Idrogeno per Arezzo” è quello di aumentare il numero delle aziende fornite e di arrivare entro il 2008 ad erogare almeno 100.000 metri cubi. "Quella di Arezzo è una tappa importante – commenta il presidente Martini – della Toscana del futuro, una regione più sostenibile ed ecompatibile in cui si dà impulso all’economia nel rispetto dell’ambiente. L’idrogeno ci aiuterà a cogliere l’obiettivo di respiro europeo che ci siamo dati, di incrementare del 20 per cento la quantità di energia prodotta con fonti rinnovabili, anche a servizio delle nostre aziende. Vanno in questa direzione sia l’esperienza aretina che il primo distretto italiano dell’idrogeno sorto lo scorso anno nel pisano e che abbiamo finanziato con 11 milioni di euro dalla Regione».“Idrogeno per Arezzo” è costato invece 1,2 milioni, con un contributo regionale di 400.000 euro. L’accordo volontario per la realizzazione del progetto è stato sottoscritto nell’aprile del 2004, mentre i lavori per la sua realizzazione sono iniziati due anni dopo. L’idrogenodotto collega 4 aziende orafe che usano il gas per il loro processo produttivo e per alimentare i quattro co-generatori a fuel cell da 5kW prodotti ed installati presso di loro. «Non è un caso – conclude Martini – che siano già pervenute richieste per estendere la rete ad altre aziende orafe vicine e che un operatore di telefonia locale voglia posare un cavo di fibra ottica accanto al tubo dell’idrogeno. Tra gli sviluppi futuri c’è anche la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili, il fotovoltaico, e l’utilizzo della sovrapproduzione per l’alimentazione di mezzi ecologici».
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