Ripeto: quota di mercato e utile sono 2 cose diverse.
Non esiste una legge univoca che leghi la redditività alle quote di mercato in un mercato libero; e il fatto che il mercato sia interno o estero non sposta la questione.
Anzi ... Può benissimo succedere che se insegui le quote di mercato lo fai proprio a spese della redditività; se poi riesci a importi la cosa funziona altrimenti rischi pesantemente; e lo dico per esperienza personale avendo vissuto per qualche anno una politica aziendale di tipo "bisogna prendere il cliente ad ogni costo" (in tutt'altro settore); il risultato è stato un'infinità di commesse in perdita e se non arrivava un compratore dall'estero a quest'ora quell'azienda sarebbe ad ingrossare l'elenco delle chiuse ..........
E abbiamo "in casa" un esempio spettacolare che al secolo fa Fiat, azienda che ha recuperato redditività proprio nel momento in cui le sue quote di mercato erano ai minimi storici.
Neutrofilo, normofilo, fatalistofilo: il politically correct della meteo
27/11: fuori a calci i pregiudicati. Liberazione finalmente.
Si, abbiamo capito massimo.
Ma se la Mivar col 33 % ha chiuso vuol dire che non era una quota sufficiente per creare reddito, stante il basso tasso di tecnologia della stessa e i presunti bassi ricarichi applicati. Nel caso della Mivar non credo che più si abbassi la quota di mercato e più cresca l'utile. Ripeto, nel caso Mivar.![]()
Non mi pare che abbiamo capito a dire la verità stando al bold (a proposito, reddito è "sinonimo" di fatturato non di utile), ma non importa.
Nel caso in cui operi di fatto su un solo mercato e di quel mercato ne detieni addirittura 1/3 e tale quota non è sufficiente c'è qualcosa di profondamente sbagliato ...
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