Di seguito il riassunto del 2024 per i radiosondaggi di Udine-Rivolto; siccome si tratta di un riassunto piuttosto lungo, l'ho diviso in tre post.
Qui sotto trovate una tabella riassuntiva che riporta le medie decadali, mensili, stagionali (e delle loro metà) ed annuali registrate per tutte e tre le grandezze, gli scarti dal riferimento 1991/2020, i valori estremi e la posizione nella relativa classifica.
Gli scarti positivi, nulli e negativi sono evidenziati in rosso, verde e blu; le posizioni in rosso sono calcolate in ordine decrescente (quindi dalle medie più calde/alte a quelle più fredde/basse), quelle blu in ordine crescente (quindi dalle medie più fredde/basse a quelle più calde/alte).
I record eguagliati o battuti sono evidenziati con il carattere grassetto e sottolineato.
Tabella.jpg
Ora commento brevemente i dati della tabella, rimandando ai vari post del 2024 per un’analisi più approfondita dei mesi e delle stagioni.
Dopo un dicembre caldo e con zero termico elevato, gennaio nel complesso è stato piuttosto mite e con zero termico elevato; i geopotenziali non sono stati molto alti.
La sua parte più interessante è stata indubbiamente quella centrale: pur non avendo portato ondate fredde decise, ha avuto varie temperature negative e lo zero termico è stato varie volte inferiore ai 1500 metri.
Essa ha limitato le anomalie positive di questo mese; al di fuori della parte centrale, gennaio non ha combinato proprio nulla.
La prima decade è stata la continuazione e poi la conclusione del periodo piuttosto mite iniziato dalla parte centrale di dicembre.
La terza decade è stata molto calda, con zero termico molto alto come pure i geopotenziali (da record); essa è stata dominata in lungo ed in largo dall’alta pressione subtropicale che non ha lasciato il minimo spiraglio per avere il minimo episodio invernale.
Febbraio è stato caldissimo, sfiorando il record del 1998 e piazzandosi al terzo posto tra i mesi invernali più caldi insieme al dicembre 2016; anche lo zero termico è stato molto alto e mediamente ben sopra i duemila metri mentre i geopotenziali sono stati discretamente elevati.
Questo mese non ha portato la minima ondata fredda, dato che la temperatura è scesa solo leggermente sotto lo zero e lo zero termico è arrivato al massimo a 1400 metri; le prime due decadi sono state caldissime e quasi sempre stabili continuando quanto iniziato dalla parte finale di gennaio, la terza decade è stata molto perturbata ma, come detto poc’anzi, anch’essa non ha visto neppure l’ombra di un’irruzione fredda.
Nel complesso l’inverno è stato caldissimo (da record), con zero termico molto alto e geopotenziali discretamente elevati.
Esso è stato francamente pessimo: tutti e tre i mesi sono stati miti ed esso ha portato solo modeste sfreddate.
A mio parere è stato uno degli inverni peggiori in assoluto, sia per i risultati complessivi e sia per il fatto che esso non abbia avuto proprio nulla degno di nota: un’ondata fredda decisa, una decade con temperatura media negativa e con zero termico inferiore ai 1500 metri.. non è accaduto nulla di tutto questo.
Ha avuto pochi giorni con temperatura negativa (appena 22) ed è il peggiore di tutti; come giornate aventi zero termico inferiore ai 1500 metri è il secondo tra i peggiori
L’inverno è andato in crisi a partire dal 2013/14 e questo ne è stata un’altra conferma; in questo caso è andata anche peggio di altre volte, poiché tutti e tre i mesi sono andati male e dicembre e febbraio sono stati molto caldi.
Anche se ci limitassimo a fare il confronto con i dieci inverni precedenti questo farebbe una brutta figura perché sarebbe tra i peggiori in un insieme composto da inverni spesso mediocri; di conseguenza è stata una stagione indifendibile da tutti i punti di vista.
Marzo è stato caldo e con zero termico moderatamente alto; i geopotenziali sono stati praticamente in media.
Esso non è stato statico o dominato totalmente dall’alta pressione: la prima decade è stata la continuazione dell’ultima di febbraio con parecchia pioggia e neve (ma quasi solo a quote medie), la terza ha visto il passaggio di un fronte freddo e poi di altre perturbazioni per cui non si può dire che il dinamismo sia mancato.
Nonostante il dinamismo, questo mese è stato molto più primaverile che invernale: abbiamo avuto solo due colpi di coda invernali, peraltro brevi e di modesta entità, in mezzo a molti giorni miti.
Aprile è stato caldo, con zero termico e geopotenziali elevati.
Esso si può dividere esattamente a metà: la prima è stata caldissima, praticamente quasi estiva, e la seconda quasi invernale.
La prima metà ha stabilito due record molto importanti, ossia i nuovi picchi massimi mensili di temperatura e zero termico; riguardo quest’ultimo, esso ha superato i quattromila metri per la prima volta durante il mese di aprile ed ha sfiorato il primato mensile di maggio.
La temperatura ha raggiunto i sedici gradi, migliorando il primato stabilito nel 2011; il vecchio record mensile dello zero termico (risalente al 2012) è stato superato per sei volte nel giro di una settimana.
La seconda metà mensile ha portato la situazione opposta: il clima si è fatto decisamente freddo, la temperatura è scesa anche sotto lo zero e lo zero termico anche sotto i 1500 metri, il tutto accompagnato da maltempo e nevicate a quote basse per aprile.
Nel complesso maggio è stato un mese molto tranquillo, molto vicino alle medie di riferimento per tutte e tre le grandezze.
Esso è stato dominato dal flusso atlantico, che impedisce sia fasi calde che fasi fredde prolungate: la particolarità di questo mese è l’essere stato costantemente vicino alla media e non solo nel suo complesso.
Proprio perché questo maggio è stato molto tranquillo, c’è poco da dire su di esso: è stato il mese meno anomalo della primavera, ha avuto picchi massimi decisamente inferiori ad aprile ed ha confermato di essere uno dei mesi dell’anno che è stato interessato in maniera minore dal GW.
La primavera è stata complessivamente molto calda con zero termico molto elevato e geopotenziali discretamente elevati; essa è la terza più calda, è seconda per lo zero termico e decima per i geopotenziali.
Essa è partita molto forte, tant’è vero che la prima metà ha stabilito i nuovi primati per la temperatura e lo zero termico; la seconda ha avuto caratteristiche opposte, è stata sottomedia ed ancora più instabile ma i suoi scarti non sono stati paragonabili a quelli della prima parte, questo spiega come mai la primavera sia stata nettamente sopra le media.
Una particolarità di questa stagione è l’aver fatto segnare i record positivi stagionali durante la sua prima metà, in particolare ad aprile; far segnare i primati stagionali durante la prima metà non è affatto comune anche in estate e in inverno, figurarsi in primavera e in autunno (poiché durante queste stagioni le medie cambiano molto rapidamente, come pure la lunghezza delle giornate).
Per quanto riguarda la temperatura, avevamo raggiunto il picco massimo durante la prima metà stagionale anche nel 1989, 2011, 2019 e 2021 (cinque volte totali su 44); nel caso del 2011 e 2019 il primato era stato segnato in aprile.
Riguardo lo zero termico, i precedenti sono stati registrati nel 2004, 2019 e 2023 (quattro casi totali su 44); in tutti e tre i casi il picco massimo era stato registrato in marzo, per cui quanto accaduto quest’anno è un fatto inedito per questa serie di dati.
Giugno è stato caldo, con zero termico e geopotenziali discretamente elevati; esso è stato piuttosto instabile, questa caratteristica è stata in comune con maggio.
La prima metà mensile è stata complessivamente molto vicina alla media, la prima modesta onda di calore arrivata a fine prima decade è stata compensata dal fresco successivo.
In seguito l’estate ha ingranato: abbiamo avuto due ondate di calore nel giro di dodici giorni intervallate da alcuni giorni in media, le ondate sono durate pochi giorni ma sono state intense; la terza decade ha avuto medie degne di una di luglio o agosto con ondata di calore, le sue anomalie positive hanno più che compensato quelle modeste delle altre due decadi.
L’instabilità persistente ha impedito che le ondate di calore fossero lunghe, ma non che fossero intense: infatti anche quest’anno la temperatura ha superato i venti gradi, per la sesta volta durante gli ultimi otto giugni.
Anche il valore minimo della temperatura merita una segnalazione: la temperatura si è avvicinata ai cinque gradi, questo fatto non accadeva dal 2013 e prima ancora era relativamente frequente fino al termine degli anni Novanta.
Riguardo lo zero termico, il picco massimo ha superato i 4500 metri pure quest’anno; questo fatto era quasi sconosciuto durante i primi vent’anni per poi prendere piede durante gli anni Duemila e diventare una presenza fissa a partire dal 2016 (con la sola eccezione del 2018).
Luglio è stato molto caldo, con zero termico da record e geopotenziali elevati.
Buona parte della prima decade è stata la prosecuzione e poi la conclusione di quanto accaduto a giugno: durante i primi giorni del mese abbiamo avuto una rinfrescata decisa (che si è avvertita bene anche al suolo) ed accompagnata da forti temporali, tant’è vero che la temperatura è scesa anche sotto i dieci gradi e lo zero termico ha sfiorato i tremila metri.
In seguito, la situazione è cambiata radicalmente, siamo passati da un tempo spiccatamente instabile (ma non fresco, perlomeno in quota) ad un tempo molto più stabile e molto caldo a tutte le quote.
Non sono stati avvicinati i record, ma abbiamo avuto molti giorni con temperatura sempre superiore ai quindici gradi, zero termico oltre i quattromila metri e geopotenziali sopra i 5800 con pause brevi e temporanee.
Riguardo lo zero termico, questo luglio ha avuto la media più elevata di tutti superando il luglio 2015; è stato anche il mese estivo e non con la media più alta, ma il suo primato è durato pochissimo perché stato scavalcato da agosto.
Questo luglio è stato davvero molto costante e tosto, ha avuto ben 24 giorni con ZT superiore ai quattromila metri; solo il luglio 2015 ha fatto meglio, con un valore in più.
Agosto è stato la prosecuzione della fase iniziata dal 6-7 luglio: è stato un mese martellante e praticamente privo di pause, ha fatto segnare addirittura un triplice record assoluto diventando il mese più caldo, con lo zero termico ed i geopotenziali più elevati di tutti i mesi estivi e non.
Anche agosto non ha fatto segnare record puntuali, anche ha avvicinato parecchio quello dello zero termico (punta massima di quasi 5100 metri); esso, analogamente a luglio, ha avuto quasi solo temperature oltre i quindici gradi tranne un valore (!) e ben 22.5 giorni con ZT oltre i quattromila metri.
La sue seconda decade ha avuto le medie più elevate di tutte quelle dell’estate, piazzandosi al quarto posto assoluto tra le più calde ed al sesto per lo zero termico (sia tra quelle estive e non).
A mio avviso non è stato solamente un mese molto caldo, ma un mese storico.
L’estate è stata caldissima, con zero termico da record e geopotenziali molto elevati; essa è la seconda più calda ad appena un decimo dalla 2003, è seconda per i geopotenziali a tre metri dalla 2022 ed è stata la prima ad avere uno zero termico medio addirittura superiore ai quattromila metri.
L’estate, a differenza della primavera, ha dato il meglio di sé durante la seconda parte accelerando in maniera brutale a partire dal 6-7 luglio: è iniziata una forte e persistente ondata di calore che si è veramente conclusa solamente verso metà settembre.
Il bimestre luglio-agosto è stato infernale, con temperatura quasi costantemente superiore ai quindici gradi, zero termico sopra i quattromila metri e geopotenziali superiori ai 5800 metri; è stato il bimestre luglio-agosto avente le medie più elevate in assoluto e la seconda parte dell’estate ha superato tutti i record precedenti.
Lo slancio è stato tale da portare l’estate addirittura sul podio per tutte e tre le grandezze ed a stabilire il nuovo record di ZT stagionale (per la quinta volta nelle ultime dieci!).
Settembre è stato un po' più caldo della media ma con ZT e geopotenziali molto vicini ad essa.
La prima decade è stata la prosecuzione, un po' attenuata, della lunghissima e molto intensa ondata di calore che era iniziata il 6/7 luglio: sono state registrate ancora temperature sopra i quindici gradi e zero termico superiore ai quattromila metri, seppur in graduale calo con il passare dei giorni.
In seguito è arrivata la vera e propria fine dell’ondata di calore poc’anzi detta: la situazione si è praticamente ribaltata, la temperatura è scesa sotto i dieci gradi mentre lo zero termico è sceso sotto i tremila metri, per entrambi i casi non è stata una toccata e fuga ma questi valori sono stati registrati per diversi giorni.
La terza decade è stata la più tranquilla delle tre e si distingue proprio per questo: sia la temperatura che lo zero termico sono rimasti vicini alle medie per una manciata di giorni prima del saliscendi finale.
Nel complesso le anomalie positive della prima decade sono state compensate per lo zero termico ed i geopotenziali, ma non completamente per la temperatura.
Ottobre è stato mite con ZT e geopotenziali elevati; il tutto nonostante questo mese sia stato piuttosto movimentato e perturbato.
Esso è stato il mese con lo zero termico ed i geopotenziali più elevati del trimestre, è la nona e l’ottava volta che accade.
Ottobre ha dato il meglio di sé durante la prima decade: essa è stata sotto la media per tutte e tre le grandezze, la temperatura è scesa sotto i cinque gradi e lo zero termico fino a duemila metri; la cosa si è notata anche per le nevicate fino a quote medie che sono cadute sui monti.
In seguito, nonostante il continuo passaggio di perturbazioni, la situazione si è capovolta: le anomalie negative sono scomparse, le medie decadali sono salite e la terza decade è stata quella che ha avuto le medie più elevate di tutte.
In particolare, la temperatura si è mantenuta spesso vicino ai dieci gradi e lo zero termico vicino ai tremila metri, portando un clima più vicino a quello di settembre che a quello di ottobre; i geopotenziali sono saliti con il trascorrere dei giorni, la terza decade è stata da record e praticamente estiva da questo punto di vista (essa ha avuto i gpt medi sopra i 5800 metri).
La terza decade è stata quella con le medie più elevate (fra quelle di ottobre): per la temperatura era già accaduto otto volte, per lo ZT tredici e per i geopotenziali sedici.
Novembre è stato complessivamente mite, con zero termico e geopotenziali elevati.; esso non è riuscito ad insidiare i mesi con le medie più alte, ma si è posizionato ugualmente fra i primi dieci perché la classifica nella parte alta è un po' sgranata.
La prima decade è stata molto calda, con zero termico e geopotenziali molto alti: per la temperatura è rimasta dietro solamente alla 2015 e 2020, per lo zero termico ed i geopotenziali è rimasta dietro solamente alla 2015, per queste due grandezze essa è stata praticamente estiva.
Con il trascorrere dei giorni le anomalie positive si sono gradualmente attenuate, poi la terza decade ha portato le prime temperature negative ed i primi valori dello zero termico inferiori ai 1500 metri; da questo punto di vista questo novembre si è comportato similmente agli ultimi (la data della prima temperatura negativa, a partire dal 2019, è stata il 1° dicembre, 21, 29, 21, 25 e 21 novembre).
Essa è stata complessivamente quasi invernale per la temperatura, ha avuto un’anomalia negativa come non accadeva da inizio ottobre; riguardo lo zero termico ed i geopotenziali non è andata così, a mio parere medie di 2200 e 5600 metri non sono prettamente invernali
Da segnalare che, se in quota la temperatura è andata sotto lo zero solamente a partire dal giorno 21, al suolo avevamo già registrato temperature negative già da vari giorni: in effetti le giornate brevi e l’inversione termica ormai si fanno sentire e la correlazione fra temperature in quota ed al suolo diminuisce rispetto ai mesi estivi.
Quest’anno l’arrivo della prima sfreddata invernale si è fatto notare anche per la prima neve che è caduta su parte della pianura triveneta; andando a memoria credo che un tale evento mancasse dal 2010.
A mio parere si è trattato di un novembre come diversi altri di questo periodo; quindi, non freddo e con i primi scampoli invernali relegati verso la sua fine.
L’autunno è stato complessivamente mite, con zero termico e geopotenziali elevati.
Esso si è posizionato fra i migliori dieci per tutte e tre le grandezze: la sua temperatura media è stata superiore agli otto gradi, lo zero termico medio è stato superiore ai tremila metri ed i geopotenziali medi superiori ai 5700 metri.
Riguardo alla temperatura ed allo zero termico, a partire dal 2011 è successo già diverse volte che le loro medie fossero superiori alle soglie citate sopra; di conseguenza questo autunno non si è discostato molto dai precedenti.
La sua prima metà ha avuto scarti modesti dalle sue medie di riferimento; al contrario, la seconda è stata parecchio sopra ed ha stabilito due nuovi primati per lo zero termico ed i geopotenziali.
In effetti da settembre e per buona parte di ottobre il tempo è stato spesso perturbato, il gran caldo del bimestre luglio-agosto è terminato definitivamente dopo pochi giorni di settembre; a partire dall’ultima parte di ottobre e per tutto novembre la situazione si è capovolta, ha piovuto pochissimo ed a cavallo tra ottobre e la prima parte di novembre ha fatto molto caldo (la prima parte di novembre è stata estiva per lo zero termico ed i geopotenziali).
I geopotenziali medi della seconda parte sono stati superiori, seppur di poco, rispetto a quelli della prima parte: è la seconda volta che accade, dopo il 2020.
Anche se è più una curiosità statistica che altro, mi sembra opportuno segnalarla: solitamente le medie delle due metà stagionali sono ben distanti fra di loro, analogamente a quanto accade durante la primavera, è piuttosto difficile avere una differenza minima tra di loro.
Quest’autunno si è comportato in maniera opposta rispetto a quello del 2023: l’autunno dell’anno scorso era stato caldissimo durante la prima metà, era stato praticamente estivo, la sua seconda aveva visto un drastico ridimensionamento delle anomalie positive ed i geopotenziali erano stati molto bassi.
Infine, dicembre è stato complessivamente piuttosto mite, con zero termico e geopotenziali elevati.
La prima decade è stata leggermente sotto le medie, ancora una volta essa è stata la migliore del mese (nonostante essa abbia le proprie medie di riferimento più elevate rispetto alle altre due).
La altre due hanno avuto scarti positivi apprezzabili: entrambe sono iniziate sotto la media (la terza in maniera più marcata), poi la situazione si è ribaltata e la calura successiva ha più che compensato il freddo iniziale.
Non c’è molto da dire su questo mese, esso è stato il solito dicembre che si verifica quasi sistematicamente dal 2013 in poi: ha avuto diversi giorni con temperatura negative a zero termico inferiore ai 1500 metri, ma nessuna ondata fredda decisa e lo zero termico è sceso poche volte sotto i mille metri.
Nel complesso questo dicembre è stato in linea con le medie degli anni Dieci e con quelle parziali degli anni Venti.
(continua)
Discussione che raccoglie medie e statistiche sulle grandezze in quota (principalmente medie ad 850 hPa, quota ZT, geopotenziali a 500 hPa) di Udine:
http://forum.meteotriveneto.it/showt...tiche-in-quota
Il 2024 ha avuto una temperatura media di 8°C, a +1.8°C dalla 1991/2020; è stato l’anno più caldo di tutta la serie, battendo il 2023 di ben sette decimi.
Le due metà hanno avuto medie di 5.9°C e di 10.1°C, entrambe hanno avuto uno scarto di +1.8°C dalle proprie medie; la prima ha eguagliato il record positivo del 2007, la seconda ha eguagliato il record positivo del 2015 e 2023.
La differenza tra le due metà è di 4.2°C (in perfetta media); essa è al diciassettesimo posto fra le più basse insieme al 2000 ed al 2010.
Riguardo le stagioni, solamente la seconda parte primaverile è stata sotto la media (-0.8°C).
La seconda parte dell’inverno 2023/24, la prima parte primaverile e la seconda dell’estate hanno stabilito il nuovo primato positivo nelle loro classifiche, battendo rispettivamente il 1989/90, la 2017 e la 2003.
Non abbiamo avuto mesi sottomedia; il mese più freddo e più caldo sono stati gennaio (1.4°C) ed agosto (18°C), quelli con le anomalie positive minori e maggiori sono stati maggio (0.1°C) ed agosto (3.5°C)
Agosto ha stabilito il nuovo record, battendo il 2003 di quattro decimi; è stato il mese più caldo di tutti dal 1981 in poi, anche considerando tutti quelli dell’anno.
Ci sono state otto decadi sottomedia, su 36 totali: la prima di gennaio (-0.1°C), la terza di aprile (-3.3°C), la terza di maggio (-0.2°C), la seconda di giugno (-0.3°C), la seconda di settembre (-1.8°C), la prima di ottobre (-0.7°C), la terza di novembre (-1°C) e la prima di dicembre (-0.7°C).
La seconda di luglio, quella centrale di agosto e la prima di settembre hanno stabilito il nuovo record positivo nelle loro classifiche.
La più calda è stata la seconda di agosto (19.2°C) e la più fredda è stata la seconda di gennaio (-0.5°C); le decadi più anomale sono state la prima di febbraio (+5.6°C) e la terza di aprile (-3.3°C).
I valori estremi sono stati -6.3°C e 21.8°C, registrati il 10-20 gennaio ed il dodici agosto; non abbiamo battuto o avvicinato i record assoluti, essi sono -16.1°C del 7 gennaio 1985 e 25.8°C del 25 luglio 1983.
È stato invece stabilito il nuovo primato positivo per aprile, i 16.2°C registrati il giorno sette battono i 15.2°C registrati l’otto aprile 2011; questo valore è anche primato per la prima metà primaverile, battendo sempre il valore del 2011.
Lo zero termico medio è stato di 2872 metri, a +314 dalla media di riferimento; è la nuova media record, batte il 2020 di 93 metri.
Le due metà hanno avuto medie di 2485 (+303) e 3260 metri (+326); la prima ha stabilito il nuovo record positivo battendo il 2007 di 23 metri, la seconda è al secondo posto fra le medie più alte nelle loro classifiche.
La differenza fra le due metà è di 775 metri (+23 dalla media); è al diciannovesimo posto fra le più alte.
Riguardo le stagioni, sono state sottomedia la seconda parte primaverile (-148 m) e la prima autunnale (-11 m).
La prima parte primaverile, la seconda dell’estate e dell’autunno hanno stabilito il nuovo primato positivo nelle loro classifiche, battendo rispettivamente la 2017, la 1992 ed il 2020.
I mesi sottomedia sono stati due, ossia maggio (-12) e settembre (-46); i mesi con la media più bassa ed alta sono stati gennaio (1871) ed agosto (4246 metri), quelli più anomali sono stati settembre (-46) e febbraio (+668).
Luglio ed agosto sono stati i migliori nelle loro rispettive classifiche, battendo il 2015 ed il 1992 nelle loro graduatorie; essi sono anche al secondo e primo posto assoluto tra tutti i mesi dell’anno, sempre a partire dal 1981.
In altre parole, luglio era diventato il mese con la media più elevata in assoluto anche considerando tutti i mesi dell’anno; agosto lo ha scavalcato diventando così il mese con la media più alta di tutti, ha battuto il 1992 nella sua classifica.
Le decadi sottomedia sono state sei: la terza di aprile (-533), la terza di maggio (-56), la seconda e la terza di settembre (-526 e -41), la prima di ottobre (-70) e la prima di dicembre (-82).
Le decadi più anomale sono state la terza e la prima di aprile (-533 e +994 metri).
La prima di aprile, la seconda e terza di agosto hanno stabilito il nuovo record (positivo) nelle loro classifiche.
I valori estremi sono stati di 676 e di 5093 metri, registrati il venti gennaio e l’undici agosto; non abbiamo eguagliato o battuto i primati annuali, lo ZT non ha mai raggiunto il suolo ed il record positivo annuale è di 5122 metri registrati il ventun agosto 2023.
È stato invece stabilito il nuovo primato positivo per aprile, i 4301 metri registrati il giorno sette battono i 3780 metri registrati il 27 aprile 2012; esso è anche primato per la prima metà primaverile, sono stati battuti i 3693 metri registrati l’undici marzo 1990.
I geopotenziali medi sono stati di 5684 metri, a +38 dalla media 1991/2020; hanno eguagliato la media record del 2022.
Le due metà annuali hanno avuto medie di 5631 (+32) e 5738 metri (+44); esse sono al quarto e secondo posto tra le più alte nelle loro classifiche.
La differenza fra le due metà è di 108 metri (+14 dalla media); essa è al sedicesimo posto tra le più alte.
Le stagioni sottomedia sono state la seconda metà primaverile (-25 m) e la prima autunnale (-16 m).
La seconda parte estiva ed autunnale hanno stabilito il nuovo record positivo, superando rispettivamente la 1992 ed il 2020.
Solamente settembre è stato sotto la media (-11 metri), con maggio avente scarto nullo; i mesi con la media più bassa ed alta sono stati marzo (5547) ed agosto (5850 metri).
Analogamente alla temperatura ed allo zero termico, agosto ha superato tutti i mesi dell’anno, ha battuto (nella sua classifica) la coppia 1992-2017 di otto metri ed il luglio 2022 di quattro.
Le decadi sottomedia sono state nove: la prime due di gennaio (-36 e -43 metri), la prima di marzo (-6), la terza di aprile (-72), la terza di maggio (-18), la seconda e la terza di settembre (-66 e -10), la prima di ottobre (-52) e la prima di dicembre (-16).
La terza di gennaio e la prima di novembre hanno stabilito il nuovo record positivo nelle loro classifiche.
Ora metto le classifiche annuali per tutte e tre le grandezze:
Classifica_T850.png Classifica_ZT.png Classifica_GPT.png
Adesso i grafici con le medie annuali:
Grafico_medie_annuali_T850.jpg Grafico_medie_annuali_ZT.jpg Grafico_medie_annuali_GPT.jpg
Poi tre grafici con le anomalie mensili rispetto alla 1991/2020:
Scarti_T850.jpg Scarti_ZT.jpg Scarti_GPT.jpg
Le medie decennali della temperatura, fra gli anni Ottanta ed i Dieci, sono 5.9°C, 5.8°C, 6°C e 6.8°C; i mesi sottomedia per ciascun decennio passano da 77 su 119 (64.7%) a 72 su 120 (60%), a 68 su 120 (56.7%), a 39 su 120 (32.5%) mentre il dato parziale degli anni Venti è di dieci mesi su 48 (20.8%).
Le medie dello ZT sono 2527, 2488, 2517 e 2665 metri; i mesi sottomedia sono passati da 66 (55.5%) a 75 (62.5%), poi a 71 (59.2%) a 40 su 120 (33.3%) mentre il dato parziale degli anni Venti è di 14 mesi su 48 (29.2%).
Le medie dei geopotenziali sono 5642, 5641, 5638 e 5560 metri; i mesi sottomedia sono passati da 64 (53.8%) a 66 (55%), poi a 68 (56.6%), a 40 (33.3%) mentre il dato parziale degli anni Venti è di nove mesi su 48 (18.8%).
Durante gli anni ’80 abbiamo sei anni sottomedia per la temperatura (con il 1982 ed il 1990 in linea), altrettanti per lo ZT (con il biennio 1989-1990 di un soffio sopra ad essa) e geopotenziali.
Solamente il 1983 ha medie molto elevate soprattutto per la temperatura e lo ZT; dall’altro lato abbiamo il quadriennio 1984-1987 con medie decisamente basse e fra i primi dieci.
Il 1983 è stato a lungo l’anno più caldo di tutti, era stato eguagliato dal 2007 ed a partire dagli anni Dieci esso ha perso rapidamente posizioni (ora è decimo); anche nel caso dello zero termico il 1983 è rimasto in testa a lungo, anche in questo caso è stato superato ripetutamente a partire dagli anni Dieci ed ora è ottavo.
Nel caso dei geopotenziali il migliore è il 1989 (settimo), che riesce a tenersi dietro alcuni esponenti degli anni Dieci.
Le primavere sono per gran parte fresche o fredde, con aprile che è più vicino a marzo rispetto a maggio; abbiamo la primavera più fredda e con lo ZT più basso di tutta la serie (la 1987), mentre quella con i gpt più bassi è la 1984.
Gli anni ’80 hanno la gran parte delle estati fresche (1983 a parte, che è ancora vicina alle prime dieci per tutte e tre le grandezze) e con ZT basso; l’estate più fredda di tutta la serie è la 1984, mentre la 1989 primeggia per ZT e geopotenziali.
Gli autunni sono invece miti per gran parte del decennio, in particolare settembre ed ottobre, e sul finire di esso si raffreddano; come accade ora, avevamo una transizione spesso graduale dall’estate all’autunno ma all’epoca si partiva da estati decisamente più fresche.
Gli inverni seguono il percorso opposto, ossia sono piuttosto freddi (soprattutto febbraio) per buona parte del decennio mentre alla fine di esso si scaldano e ne abbiamo due piuttosto caldi (1988/89 e 1989/90); il 1988/89 è l’inverno che attualmente ha i geopotenziali più elevati di tutta la serie.
Gli anni Ottanta detengono il record assoluto di temperatura: il sette gennaio 1985 la temperatura era scesa a ben -16.1°C, mentre il 28 luglio 1983 la temperatura era salita a ben 25.8°C.
Le medie decennali degli anni ’90 rimangono molto simili a quelle del decennio precedente.
Abbiamo sette anni sottomedia per la temperatura, otto per lo ZT e sette per i geopotenziali (il 1993 di un nonnulla); il 1996 è l’anno più freddo e con lo ZT più basso di tutta la serie, mentre fra quelli con le medie più alte abbiamo il 1994 ed il 1992.
Le primavere rimangono complessivamente stabili rispetto al decennio precedente.
Marzo aumenta lo ZT ed i geopotenziali; aprile diminuisce leggermente le sue medie raggiungendo il minimo mentre maggio inizia ad aumentare le sue medie alla fine del decennio.
Le estati si scaldano, in particolare giugno ed agosto; giugno inizia la sua corsa a partire dal 1996, mentre agosto scavalca luglio ed inizia a prevalere per lo zero termico.
Riguardo gli autunni, quasi tutti sono sottomedia e spesso anche pesantemente; abbiamo l’autunno più freddo di tutti (il 1998) mentre il 1996 primeggia per ZT e geopotenziali.
Tutti e tre i mesi diminuiscono le proprie medie raggiungendo il minimo, settembre è quello che varia di più e novembre quello che cambia di meno; l’estate lascia la presa su settembre (che spesso rappresenta uno stacco netto rispetto ad agosto) mentre abbiamo alcuni novembri di stampo praticamente invernale.
Gli inverni hanno medie più alte rispetto al decennio precedente, in particolare gennaio e febbraio (mentre dicembre migliora); essi fanno segnare il loro decennio peggiore insieme agli anni Dieci e Venti.
Le medie decennali degli anni Duemila rimangono molto simili a quelle del decennio precedente, ma si fanno evidenti i cambiamenti che poi prenderanno in pieno gli anni Dieci.
Per la temperatura, abbiamo quattro anni sottomedia (con il 2003 ed il 2008 in linea con il riferimento) e troviamo quelli che per ora sono gli ultimi due anni molto freddi (2005 e 2010); il 2007 è il più caldo di tutti (decimo), seguito dal 2006 (sedicesimo).
Per lo ZT abbiamo sette anni sotto la media, ma tre (2002, 2008 e 2009) hanno scarti minimi da essa; per i geopotenziali ci sono sei anni sottomedia, ma il 2008 ha scarti minimi ed il 2002 è in media mentre il 2010 è l’anno con la media più bassa di tutta la serie.
Le primavere iniziano ad aumentare le proprie medie, in particolare dal 2007 in poi; a partire da quell’anno inizia una lunga fase caratterizzata da svariate primavere calde.
La primavera 2007 è ancora la migliore di tutte per temperatura e zero termico.
Marzo rimane stabile per temperatura e ZT mentre diminuisce i geopotenziali, aprile si scalda vistosamente sempre a partire dal 2007 distanziandosi da marzo; analogamente alla primavera, dal 2007 in poi scompaiono quasi completamente i mesi con medie basse e quelli con medie elevate si fanno molto frequenti.
Maggio, seguendo la tendenza iniziata a fine anni ’90, aumenta le sue medie e raggiunge il proprio massimo; presenta spesso delle vere e proprie ondate di caldo di stampo estivo.
Le estati si scaldano ancora e quelle fresche scompaiono quasi completamente; iniziano a salire anche la quota dello ZT ed i geopotenziali.
Si verifica la famosa estate 2003, la quale segna medie molto più elevate delle precedenti e di varie stagioni successive: in altre parole, essa si piazza prepotentemente in cima alle classifiche dominandole a lungo, stabilendo un nuovo termine di paragone (e limite) e cambiando anche la percezione del caldo.
Essa è ancora l’estate più calda di tutta la serie, anche se oramai di un solo decimo; con il senno di poi, è la capostipite delle super estati che arriveranno dagli anni Dieci in poi.
Giugno aumenta ancora le sue medie in maniera decisa, luglio ritorna ad essere il mese con le medie più elevate dell’anno a spese di agosto (che diminuisce un po' le sue medie, anche a causa di alcuni mesi decisamente freschi).
Gli autunni aumentano leggermente le proprie medie per tutte e tre le grandezze; il 2006 è ancora quello avente lo ZT più elevato di tutta la serie, mentre il 2010 è (al momento) l’ultimo autunno con medie basse.
Settembre diminuisce leggermente le sue medie, raggiungendo il suo minimo; analogamente agli anni ’90, esso rappresenta spesso uno stacco netto dall’estate.
Su ottobre non c’è molto da dire, se non che aumenta un po' le sue medie senza però tornare a quelle degli anni Ottanta.
Novembre si mantiene stabile per gran parte del decennio, poi inizia a mitigarsi e le temperature negative tendono a concentrarsi nella seconda parte mensile; si porta un po' sopra le medie degli anni Ottanta, ma non di molto.
Gli inverni fanno segnare il loro decennio migliore, insieme agli anni ’80: abbiamo diversi inverni freddi con ZT e geopotenziali bassi, oltre che vari mesi molto rigidi (ed anche alcune metà stagionali) con anche nevicate importanti fino in pianura.
Per esempio, abbiamo i due inverni più freddi della serie (2005/06 e 2009/10), quello con lo ZT e gpt più bassi (2009/10) e diversi nella prima parte della classifica; nel mezzo ci sono due inverni mediocri (2006/07 ed il successivo).
Dicembre migliora ancora e fa segnare il suo decennio migliore, come pure gennaio; anche febbraio diminuisce le sue medie, anche se rimane un po' sopra a quelle degli anni Ottanta.
Durante gli anni Dieci si sovrappongono tutti i cambiamenti avvenuti durante i decenni precedenti ed anche altri e quindi le medie decennali di tutte e tre le grandezze hanno un forte aumento.
Probabilmente l’improvviso aumento della media decennale dipende anche dal modo in cui gli anni vengono raggruppati nei decenni: in altre parole, se ad esempio considerassimo i decenni 1985-1994, 1995-2004, 2005-2014, 2015-2024 e così via avremmo medie decennali diverse e probabilmente non osserveremmo il salto appena evidenziato.
In ogni caso, si note subito la scomparsa degli anni con medie basse, segnatamente per temperatura e zero termico, a favore di anni con medie molto alte.
Per la temperatura, solo il 2013 è in media e tutti gli altri sono sopra di essa: abbiamo vari anni molto caldi, troviamo il 2015 seguito a breve distanza dal 2019, dal trittico 2011-2014-2018, dal 2020 e dal 2012 tutti compresi fra il terzo ed il decimo posto (il 2012 è insieme al biennio 1983-2007).
Per lo ZT, solamente il 2013 è leggermente sotto la media; anche in questo caso troviamo vari anni ai primissimi posti della classifica (2020, 2015, 2019 e 2011 fra la seconda e la settima posizione, poi il 2014 ed il 2016 sono nono e dodicesimo e sono seguiti dal 2012, 2018 e 2017).
Anche per i geopotenziali l’unico anno sottomedia è il 2013, mentre troviamo il 2015, 2020 e 2011 fra il terzo ed il quinto posto; in questo caso il dominio degli anni Dieci è meno netto rispetto alle altre due grandezze, dato che vari anni a cavallo degli anni Ottanta e Novanta si sono piazzati fra i primi dieci aventi le medie più alte.
In ogni caso, la tendenza al rialzo è visibile.
Le primavere aumentano ancora le proprie medie, ma in misura minore rispetto al passaggio dagli anni Novanta ai Duemila (tranne che per i geopotenziali); come detto sopra, le stagioni con medie basse spariscono quasi completamente a vantaggio di quelle aventi medie alte.
Marzo, dopo trent’anni di temperatura stabile, si scalda di un grado aumentando anche lo ZT ed i geopotenziali; aprile continua con la fase iniziata dal 2007 in poi ed aumenta fortemente le proprie medie distanziandosi da marzo.
Maggio curiosamente torna sui propri passi: i mesi caldi spariscono quasi completamente a vantaggio di quelli freschi e spesso perturbati, tant’è vero che le medie decennali sono solo leggermente superiori a quelle degli anni Ottanta.
Le estati aumentano ancora le proprie medie, per tutte e tre le grandezze: registriamo diverse stagioni con medie molto alte a distanza molto ravvicinata tant’è vero che le medie decennali sono simili a quelle delle estati più calde dei decenni più datati (1983 e 1994).
L’estate 2003, dominatrice per diversi anni, non è più inavvicinabile e comincia a perdere posizioni per lo zero termico ed i geopotenziali; anche il suo giugno e la sua prima metà estiva vengono battuti.
Giugno aumenta ancora le sue medie, ma senza ancora raggiungere quelle vecchie di luglio ed agosto e rimane quasi sempre il mese estivo con le medie più basse; sembra però che abbia fatto un altro salto in avanti a partire dal 2017 (in termini di caldo e stabilità).
Anche agosto aumenta le proprie medie e diventa il mese che ha quelle più elevate dell’anno a scapito di luglio: fa segnare spesso ZT e geopotenziali molto alti ed è spesso caldo.
Pure luglio aumenta le proprie medie, ma in misura decisamente minore rispetto agli altri due mesi; è il mese estivo che è cambiato di meno rispetto agli anni ’80, in particolare per ZT e geopotenziali.
Gli autunni aumentano notevolmente le proprie medie, portandosi un po' sopra di quelle degli anni ’80 ed il 2011 è quello che ha i gpt più alti della serie: analogamente alle primavere, le stagioni con medie basse spariscono quasi completamente a vantaggio di quelle con medie elevate per tutte e tre le grandezze.
Settembre risale velocemente un po' sopra le medie di partenza: ora l’estate ha riallungato le mani su questo mese, che spesso rappresenta un graduale declino estivo (e qualche ondata di caldo) piuttosto che uno stacco netto come avveniva spesso durante i vent’anni precedenti.
Anche ottobre si riporta circa alle medie di partenza, ma la differenza con gli anni Duemila è minore rispetto a quella di settembre; a partire dal 2013 non presenta più temperature negative, mentre in precedenza ne aveva mediamente una volta su due.
Novembre aumenta le sue medie in maniera decisa, portandosi ben al di sopra di quelle degli anni Ottanta: i mesi freddi spariscono quasi completamente a vantaggio di quelli miti, diminuiscono gli anticipi invernali (o quasi) a vantaggio di periodi anticiclonici e caldi o di periodi miti e piovosi con neve solo ad alta quota.
Gli inverni, dopo un gran inizio (il biennio 2011/12-2012/13 si trova nelle prime dieci posizioni fra le medie più basse), peggiorano in maniera decisa: dal 2013/14 prevalgono gli inverni ed i mesi miti, al contrario di quanto accaduto durante gli anni Duemila.
Abbiamo anche l’inverno con lo ZT più alto di tutta la serie, ossia il 2019/20.
Dicembre aumenta le sue medie in maniera decisa, facendo segnare il suo decennio peggiore: i mesi freddi scompaiono quasi completamente a favore di quelli miti o caldi ed anche le irruzioni fredde decise spariscono quasi del tutto.
Anche febbraio va in crisi, facendo segnare il suo decennio peggiore: anche in questo caso si nota una diminuzione dei mesi freddi a vantaggio di quelli miti ed ora le sue medie decennali sono uguali a quelle di gennaio (mentre durante gli anni ’80 erano ben più basse).
Al contrario degli altri due, gennaio è l’unico mese che tiene duro e pur aumentando anch’esso le sue medie si riporta a quelle di partenza; pertanto esso è l’unico mese invernale che nel complesso ha mantenuto le proprie caratteristiche.
Gli anni Venti sono appena iniziati, per cui si può fare un paragone solamente parziale con i decenni precedenti; al momento sono state confermate varie caratteristiche degli anni Dieci e non si sono quasi registrate inversioni di tendenza.
Le estati continuano ad essere spesso molto calde, la 2003 viene battuta ancora per zero termico e geopotenziali, viene praticamente eguagliata per la temperatura e cadono anche i primati che le rimanevano (seconda metà ed agosto).
Durante questo decennio abbiamo le estati con lo zero termico ed i geopotenziali più elevati di tutti (ossia la 2024 e la 2022); giugno ormai eguaglia (mediamente) le vecchie medie di luglio ed agosto, luglio ha spesso lo zero termico altissimo (oltre i quattromila metri medi) ed agosto è spesso molto caldo.
Gli autunni continuano ad essere miti con le prime isoterme negative che arrivano tardi, ossia durante la seconda parte di novembre; settembre e novembre rimangono circa stabili, ottobre invece è spesso caldo con il biennio 2022-23 da record.
Gli inverni continuano ad essere in crisi, soprattutto dicembre e febbraio, con gennaio che si conferma essere il mese invernale meno colpito dal GW: le ondate fredde sono ancora presenti, ma sono spesso brevi e poco incisive, i mesi freddi scarseggiano ed al loro posto abbiamo lunghi periodi miti (e spesso umidi). Durante gli anni Venti abbiamo l’inverno più caldo di tutti, ossia il 2023/24.
La primavera, al contrario delle altre stagioni, va in controtendenza: le sue medie ritornano indietro a quelle degli anni Novanta e sono ricomparse pure alcune stagioni fredde che erano scomparse tra il 2007 ed il 2020.
In particolare, aprile fa un gran passo indietro rivelandosi spesso freddo e perturbato, ben distante dagli svariati aprili caldi e spesso stabili del periodo 2007-2020. dato che quelli tra il 2021 ed il 2023 sono stati freddi ed hanno avuto medie che sembravano ormai scomparsi dal 2007 in poi.
Per il resto, marzo e maggio rimangono stabili con maggio che continua imperterrito ad essere uno dei mesi che è cambiato davvero poco rispetto al passato.
A partire dal 2022 è iniziata una fase molto pesante, fase caratterizzata da numerosi record importanti e ravvicinati tra di loro; onde evitare un lungo e noioso elenco, ho preferito inserire alcune tabelle che ritengo più leggibili:
Record_T850.png Record_ZT.png Record_GPT.png
Da notare anche che alcuni record sono stati battuti due volte a breve distanza temporale.
Oltre ai record, ci sono stati altri periodi con medie molto elevate, periodi che meritano di essere segnalati; alcuni esempi sono il trimestre febbraio-marzo-aprile 2024, il trimestre maggio-giugno-luglio 2022, settembre e dicembre 2023, la primavera 2024, le estati 2022 e 2024.
Tutti questi primati sono stati stabiliti durante gli ultimi tre anni, il che la dice lunga su come il cambiamento climatico stia picchiando forte.
(continua)
Discussione che raccoglie medie e statistiche sulle grandezze in quota (principalmente medie ad 850 hPa, quota ZT, geopotenziali a 500 hPa) di Udine:
http://forum.meteotriveneto.it/showt...tiche-in-quota
Ora un commento su quanto accaduto durante l’anno scorso.
Il trimestre invernale è stato deludente per l’ennesima volta.
Dicembre non ha portato ondate fredde incisive, ormai non può essere più un caso se questo fatto accade spessissimo dal 2013 in poi; esso era accaduto anche in precedenza, ma non in maniera così sistematica e persistente, l’unica vera eccezione a quanto detto a mio parere l’abbiamo avuta a fine dicembre 2014 (e quel mese, senza l’ondata fredda finale, sarebbe stato piuttosto mite).
Gennaio non ha fatto molto meglio, è entrato fra i primi dieci aventi le medie più alte; ha portato solo qualche ondata fredda moderata e nulla più.
È vero che gennaio è stato freddo in anni relativamente recenti (2017, 2019 e 2021), ma è anche vero che ultimamente i mesi miti hanno prevalso (2020, 2022 e 2024); penso che sia presto per stabilire con certezza se si tratta di variabilità interannuale o se anche gennaio stia perdendo vistosamente colpi.
Febbraio è stato il mese peggiore del trimestre: è stato caldissimo e con zero termico molto alto, non ha portato la minima irruzione fredda e per poco non ha avuto neppure un valore negativo in quota (sarebbe stata la prima volta per un mese invernale).
Analogamente a dicembre, febbraio ha confermato di essere entrato in forte crisi a partire dall’inverno 2013/14 e questa ne è un’altra conferma molto forte.
L’inverno è entrato in crisi a partire dal 2013/14, soprattutto nei mesi di dicembre e febbraio; ora è veramente difficile avere stagioni con temperatura media negativa e ZT medio inferiore ai 1500 metri, l’inverno ha perso molta continuità ed il confronto con i periodi 2001/02 – 2005/06 e 2008/09 – 2012/13 è impietoso (e lo è anche al suolo).
Marzo ha avuto un volto nettamente primaverile: l’inverno, come durante febbraio, non si è quasi fatto vedere tant’è vero che questo marzo ha il record negativo di giornate con temperatura negativa e zero termico inferiore ai 1500 metri.
Esso ha avuto medie nettamente più elevate rispetto ai tre precedenti e diversi giorni invernali in meno.
Aprile è stato senz’altro il mese che si è distinto maggiormente durante questa stagione: esso è stato simile al 2016 e non ha avuto mezze misure, con una prima metà a tratti di stampo estivo e una seconda dal sapore invernale.
Questo mese ha fatto segnare alcuni record importanti: quello della temperatura (superando il primato del 2011) e soprattutto quello dello zero termico.
In particolare, questo aprile è stato il primo a presentare almeno un valore superiore a quattromila metri: in precedenza il valore più precoce sopra i quattromila metri era stato registrato il sette maggio 1986.
Il primato precedente è stato letteralmente distrutto (4301 metri vs 3780) ed è stato superato altre cinque volte nel giro di una settimana; con questo valore il record di aprile ha quasi eguagliato quello di maggio (4321 metri) ed è più elevato di quelli del trimestre invernale.
La terza decade del mese non ha fatto segnare primati negativi, ma è stata ugualmente piuttosto fredda: un finale di aprile freddo è diventato frequente durante gli ultimi anni, ma uno con queste medie mancava da 7-8 anni e per lo zero termico dobbiamo tornare indietro al 1997 (tristemente famoso per le gelate in pianura che causarono molti danni all’agricoltura).
Ad ogni modo, aprile da una parte ha confermato che è in grado di portare ondate fredde ma dall’altra ha riportato il caldo intenso che mancava da quattro anni; infine, questo mese ha riproposto medie mensili degne del periodo 2007-2020 nonostante la seconda parte fredda e questo la dice lunga sul gran caldo della sua prima parte.
Maggio è stato uno dei pochi periodi a non avere forti anomalie positive: esso è stato instabile come sta succedendo spesso ed incredibilmente sembra immune o quasi dal cambiamento climatico in atto.
La primavera è stata molto calda, con zero termico decisamente alto e geopotenziali discretamente elevati; una primavera avente medie molto alte mancava dal 2020, dato che la 2021 era stata fredda e le altre due circa in media (ma la 2022 con geopotenziali elevati, più della 2024).
La prima metà ha fatto la parte del leone, poiché è stata da record per temperatura e zero termico, battendo i primati della 2017; il culmine di questa fase si è avuto ad inizio aprile, proprio per quanto descritto nei paragrafi precedenti.
La seconda parte ha portato una parziale inversione di rotta: dico parziale perché l’unico periodo veramente freddo è stato la terza decade di aprile, maggio è stato circa in media.
Questa primavera ha interrotto il mini ciclo 2021-2023, ora è presto per dire se esso è stato una breve parentesi oppure no; nel frattempo questa primavera ha riproposto cose che non si erano quasi verificate durante le tre precedenti (aprile e stagione caldi).
Giugno è stato piuttosto instabile analogamente a maggio, ma al contrario di quest’ultimo non è stato fresco: pur non insidiando la coppia 2003-2019, se considerassimo i giugni fino al 2016 (ossia quelli precedenti all’ultimo gradino verso l’alto) esso sarebbe terzo come temperatura, quarto come zero termico e quinto per i geopotenziali.
Di conseguenza vediamo che giugno, nonostante le apparenze, non è stato un mese innocuo come potrebbe sembrare in prima battuta: la sua persistente instabilità ha impedito di avere lunghe ondate di calore, ma non ha impedito che arrivasse l’isoterma +20°C per la sesta volta durante gli ultimi otto giugni.
A partire dai primi giorni di luglio la situazione è drasticamente cambiata e l’estate si è messa a correre veramente molto forte: l’instabilità si è ridotta di parecchio e non più stata in grado di portare rinfrescate incisive ma solo temporaneo e parziale refrigerio.
Il bimestre luglio-agosto è stato infernale sotto tutti i punti di vista, esso ha mostrato che cosa sono in grado di fare questi due mesi quando si impegnano per davvero; questo bimestre è stato da record per tutte e tre le grandezze, in pratica è stato un’ininterrotta e forte onda di calore perché la temperatura è rimasta quasi sempre oltre i quindici gradi, lo zero termico sopra i quattromila metri ed i geopotenziali sopra i 5800.
Luglio è stato molto caldo e con zero termico davvero altissimo: per la terza volta consecutiva quest’ultimo ha superato i quattromila metri medi, stabilendo stavolta il record assoluto anche considerando tutti gli altri mesi dell’anno (temporaneamente).
Agosto è riuscito a fare anche meglio, facendo letteralmente saltare il banco: è stato il mese più caldo di tutti i mesi estivi e non, battendo addirittura lo storico agosto 2003 (fino ad allora inavvicinabile per tutti, eccezion fatta per il luglio 1983).
Anche per lo zero termico questo mese è stato eccezionale, battendo anche la media record del mese precedente; il precedente primatista assoluto (luglio 2015) è così scivolato dal primo al terzo posto nel giro di due mesi.
Agosto ha anche stabilito il record assoluto per i geopotenziali, portandolo via al 1992 nella sua classifica ed al luglio 2022 (dopo appena due anni) in quella assoluta.
È stato un mese davvero straordinario, sia per i risultati raggiunti e sia per la sua continuità.
L’estate è stata, per l’ennesima volta, molto calda, con zero termico e geopotenziali molto alti; ancora una volta abbiamo avuto una stagione con medie molto alte a distanza ravvicinata, come sta accadendo spesso da almeno un decennio a questa parte.
L’estate non è partita fortissimo come ad esempio la 2003, 2019 e 2022 (ma neppure piano), poi ha recuperato moltissimo terreno grazie al terribile bimestre luglio-agosto; la sua rincorsa l’ha portata a battere i record della seconda metà estiva, ad arrivare seconda per temperatura e geopotenziali ed addirittura prima per lo zero termico.
Avevo sottolineato molto spesso, a costo di risultare pedante, come il continuo affollarsi di estati con medie molto alte stesse pian piano facendo scricchiolare l’eccezionalità della 2003: a mio avviso con la 2024 si è chiuso il cerchio, in quanto sono caduti anche gli ultimi baluardi della 2003 che resistevano ancora (agosto e la seconda parte stagionale per la temperatura), in particolare agosto continuava a dominare la classifica senza essere veramente insidiato, e la sua temperatura media è stata quasi eguagliata.
La 2003 rimane comunque negli annali perché aveva stabilito vari record da sola ed in un contesto climatico ben più freddo di quello attuale; come dicevo, i suoi record sono stati eguagliati o battuti, seppur da estati diverse, mentre al suolo essa rimane ancora difficile da avvicinare (eccezion fatta per la 2022).
La 2024, come scritto sopra, ha stabilito il nuovo record di zero termico superando addirittura i quattromila metri medi: è la quinta volta nel giro di dieci anni che la testa di questa classifica cambia (ora la 2003 è scivolata al sesto posto), per i geopotenziali la 2024 è seconda ed ha fatto scendere la 2003 al quarto posto.
Settembre è stato un po' sopra la media termicamente, mentre è stato in linea per zero termico e geopotenziali; esso è stato il mese meno anomalo dell’autunno e tra i meno anomali del 2024, fa notizia proprio per questo.
Esso ha portato la rottura della caldissima estate 2024: a differenza di altri anni, l’estate si è presa solo la prima parte del mese ed in seguito è arrivata la vera e propria conclusione della lunghissima e potentissima ondata calda iniziata due mesi prima.
Non c’è molto da dire su settembre; come detto è stato uno dei mesi meno anomali del 2024 ed ha dimostrato che, nonostante esso si sia scaldato dal 2011 in poi, settembre non è diventato un mese estivo in maniera sistematica ed è ancora in grado di portare l’autunno vero e proprio.
Ottobre è stato complessivamente caldo, con zero termico e geopotenziali elevati nonostante esso sia stato molto perturbato.
Anche quest’anno non sono arrivate isoterme negative, ormai questo fatto è diventato praticamente una costante a partire dal 2013 e non può essere un caso: in precedenza si erano verificati più mesi consecutivi senza isoterme negative, però mai così tanti di fila.
Nel complesso questo ottobre non è stato bollente come la coppia 2022-2023, dalla quale è stato staccato di due gradi, ma è stato comunque caldo ed in linea con vari mesi dal 2017 in poi; proprio da quell’anno ottobre ha probabilmente compiuto uno scalino verso l’alto, con l’eccezione del biennio 2020-2021.
Novembre è stato nel complesso caldo, con zero termico e geopotenziali elevati; esso è stato il mese autunnale più anomalo per ZT e gpt, mentre ottobre lo è stato per la temperatura.
Non c’è molto da dire su questo mese, se non che è stato simile a vari novembri del recente passato; è iniziato molto caldo continuando la fase iniziata durante la terza parte di ottobre, con zero termico e geopotenziali praticamente estivi, è andato in calando e solo durante la terza decade abbiamo avuto i primi veri refoli invernali.
L’autunno è stato complessivamente mite, con zero termico e geopotenziali elevati; esso è stato in linea con vari autunni a partire dagli anni Dieci, che hanno avuto medie nettamente più elevate di quelli degli anni Novanta e buona parte degli anni Duemila (che hanno le medie più basse).
A differenza del 2023 l’autunno ha lasciato poco spazio all’estate, ma ha fatto così anche nei riguardi dell’inverno (solo qualche scampolo a fine novembre); in breve quest’autunno ha continuato la tendenza inaugurata dal 2011 senza proporre nulla di veramente nuovo rispetto ad essa.
In precedenza, ho riportato i vari primati fatti segnare durante l’ultimo triennio (nel commento relativo a questo decennio), ora riporto i primati fatti segnare solo durante il 2024 che sono tutti positivi:
• Temperatura media e quota dello zero termico annuali; eguagliati i geopotenziali annuali.
• Eguagliata la temperatura media delle due metà annuali; battuto lo ZT della prima metà.
• Temperatura media della seconda metà invernale e dell’inverno nel suo complesso.
• Temperatura media e quota dello zero termico della prima metà primaverile.
• Temperatura media, quota dello zero termico e geopotenziali medi della seconda metà estiva; zero termico dell’estate nel suo complesso.
• Quota zero termico e geopotenziali medi della seconda metà autunnale.
• Zero termico medio di luglio: per poco esso è stato il mese avente lo ZT medio più elevato di tutta la serie, anche considerando tutti quelli dell’anno.
• Temperatura media, quota zero termico e geopotenziali medi di agosto: esso è il mese con le medie più alte in assoluto di tutta la serie, anche considerando tutti quello dell’anno.
• Picco massimo di temperatura e di ZT ad aprile; per la prima volta lo ZT ha superato i quattromila metri durante aprile.
Tornando al 2024 nel suo insieme, esso è stato davvero devastante perché esso ha avuto molti e lunghi periodi molto caldi ed ha fatto segnare vari primati molto importanti, primati che testimoniano proprio la pervasività ed intensità del caldo.
L’anno scorso ha messo insieme diversi periodi da record, a mio parere esso ci ha dato un’idea di quali medie (e clima) potremmo avere se mettessimo insieme vari periodi molto caldi che si erano verificati in passato.
In altre parole, ritengo che il 2024 ci abbia mostrato cosa accade se mettessimo insieme alcune tra le stagioni più calde; dico stagioni perché il 2024 si è distinto soprattutto nei record sui periodi lunghi (quindi stagioni e metà annuali) e non tanto sui singoli mesi o decadi.
Esso è stato come un forte maratoneta: la forza di questo tipo di corridori è proprio la grande costanza tenuta per parecchi km e non lo scatto sul breve (che può servire solo in prossimità del traguardo, ma da solo non può bastare).
Il 2024 ha proseguito quanto iniziato dal 2023 ed ha ottenuto questi risultati pur avendo avuto lunghi periodi perturbati (da fine febbraio a fine giugno e da settembre a novembre); il 2024 è stato così caldo che già ad inizio novembre era certo che avrebbe fatto segnare il nuovo record di temperatura annuale, ed ha battuto il primato precedente con ben sette decimi di margine.
È quasi superfluo dire che il 2024 non è isolato, ma è l’ennesima conferma del rapido e forte cambiamento climatico in atto: il cambiamento si nota a vista d’occhio anche senza consultare i dati del passato, basti solo pensare a come sono gli inverni e le estati attuali rispetto a quelle del passato (a mio parere non è necessario andare tanto indietro nel tempo, è sufficiente fare il confronto con gli anni Duemila).
Naturalmente è presto per dire se il 2024 è stato il segnale di un altro scalino verso l’alto o se è stato più semplicemente l’anticipazione di come saranno altri anni in futuro (non necessariamente quelli immediatamente successivi ad esso).
Discussione che raccoglie medie e statistiche sulle grandezze in quota (principalmente medie ad 850 hPa, quota ZT, geopotenziali a 500 hPa) di Udine:
http://forum.meteotriveneto.it/showt...tiche-in-quota
e chissà cosa ci aspetta per il 2025 ...
Segnalibri