Ciao a tutti!
Nonosante parecchie ricerche su internet non ho ancora capito in maniera chiara il processo di formazione della grandine all'interno del cumulonembo. Le informazioni che ho trovato sono spesso contrastanti o tralasciano alcune fasi, quindi mi affido a voi!
C'è qualcuno che saprebbe spiegarmelo in maniera dettagliata? In particolare mi sfugge il motivo per cui nella struttura a cipolla del chicco vi siano strati opachi e trasparenti.
Grazie!
Ciao.
La grandine si forma per via delle correnti ascensionali che trasportano le gocce di pioggia verso quote in cui la temperatura è abbondantemente sotto zero. Il tutto si ripete più volte fino a che il chicco di grandine diventa troppo pesante per essere sostenuto dalle correnti ascendenti. Allora ecco che precipita verso il suolo. Sono stato forse un pò troppo sintetico, spero tu abbia capito....![]()
Intanto grazie della risposta!!!
Mi sapresti spiegare il perché nella zona intermedia del cumulonembo (dove la temperatura e' inferiore allo zero) troviamo sia cristalli di ghiaccio che acqua sopraffusa? Mi sfugge il motivo per cui una parte dell'acqua, pur essendo sotto la temperatura di solidificazione, non diventa ghiaccio ma resta allo stato liquido…
Grazie!!!
Non ho capito bene neanch'io il perchè della tua seconda domanda
Quel che so è che la zona intermedia del cumulonembo è quella dove si hanno le maggiori vorticità e le maggiori velocità ascensionali
Quindi è facile che la goccia liquida superi lo zero termico a gran velocità, rimanendo quindi allo stato liquido, almeno finchè non "perde" la spinta ascensionale", rallentando e congelandosi...ma questo avviene solo nella parte alta del cumulonembo
Penso che sia per quello
E' una questione fisica che coinvolge l'energia libera.
Un discorso un po' complesso, ma che in linea di massima dice questo: più una goccia è piccola (si parla di micron e multipli) più basso è il suo punto di congelamento, in particolare se si parla di acqua PURA, senza nuclei di condensazione di qualche tipo.
E in nuvole come cumuli, cumulonembi, nembostrati o altostrati particolarmente spessi l'ambiente è talmente umido e mite (rispetto all'ambiente) che al loro interno si formano miliardi e miliardi di goccioline che talvolta "esauriscono" i nuclei di condensazione presenti e quindi in parte rimangono allo stato PURO; queste ultime goccioline (come le altre) sono non più grandi di micron o decine di micron, dimensioni sufficientemente piccole da mantenerle liquide fino a parecchi gradi sotto lo zero.
Non c'è però un limite ben definito; è più un qualcosa di probabilistico, nel senso: tra gli 0 e i -12°C (mi pare) praticamente tutte le goccioline PURE di quelle dimensioni sono ancora allo stato liquido; tra i -12 e un valore intermedio (-25/-30°C, non ricordo bene) una certa quantità di queste goccioline subisce comunque un congelamento; tra i -30 e i -40°C la gran parte delle goccioline congela, sotto i -40°C TUTTE sono congelate nonostante le dimensioni.
La sopraffusione è comunque uno stato d'equilibrio instabile, e basta una vibrazione o l'incontro con un'altra gocciolina per provocare il congelamento (pensateci: il solo fondersi con un'altra gocciolina ne provoca l'aumento di dimensioni, e quindi il discorso sull'energia libera viene meno o comunque diventa meno utilizzabile).
Ultima modifica di Lorenzo Catania; 13/12/2013 alle 11:29
"La meteorologia è una scienza inesatta, che elabora dati incompleti, con metodi discutibili per fornire previsioni inaffidabili" (A. Baroni)
Notevoli sia l'intervento di Lorenzo Catania, che il fenomeno in sè
Posso anche sottoporti un messaggio che avevo scritto da un'altra parte? Così puoi spiegarmelo bene e correggere anche le "cazzate"
Parla delle tipologie di neve
C’è la neve propriamente detta ok, ma le altre esattamente come si chiamano?
Io a volte le chiamo precipitazioni "paranevose", per definire una precipitazione che deriva dalla neve, ma neve vera e propria non è
Per quel che so:
- pioggia congelantesi o gelicidio: neve che fonde completamente attraversando uno spesso strato mite alle quote superiori, trasformandosi in pioggia...questa, nel caso incontri uno strato ben sottozero a livello del suolo, spesso almeno qualche centinaio di m, ricongela a contatto con le superfici creando la famosa "glassa" di ghiaccio (detta verglas in francese, vetrone o gelicidio)
- graupel: io ho sempre chiamato graupel quella precipitazione fatta da piccoli granellini che rimbalzano, in stile 18 gennaio 2005 come dice Mat....si forma quando la neve fonde parzialmente mantenendo la struttura del fiocco. Questo, invece di sciogliersi, si appallottola su se stesso e si compatta. Succede quando un fiocco di neve attraversa una colonna d’aria con strati caldi al suo interno, ma meno spessi di quelli che danno il gelicidio. Spesso, quando con le prp moderate la colonna si sistema, a questa precipitazione subentra poi la neve vera e propria
- neve tonda: è la neve da rovesci convettivi...la neve fonde parzialmente appallottolandosi o sciogliendosi parzialmente. Poi viene trasportata in alto dalle correnti convettive che la riportano in "alto" fin dove l’aria è sottozero...così si crea una membrana di ghiaccio esterna alla neve compattata
Ecco quindi che precipita una meteora che è una via di mezzo tra la grandine e la neve (il tipico "polistirolo" di ieri sera)
Capita frequentemente in occasione di temporali nevosi o precipitazioni di tipo convettivo, come quella del 21 novembre 2013 nel novarese
- nevischio: l’ho sempre inteso come l’embrione del fiocco (il tipico microfiocco)...cade solitamente con aria a T sottozero a tutte le quote o comunque con aria molto secca
Sia chiaro...sono io che ho sempre pensato fosse così
Magari sbaglio
PS Molti chiamano graupel la 2a e la 3a tipologia di precipitazione, ma son due tipi distinti che hanno origine ben diversa l’uno dall’altro, anche se non ho mai capito il "nome ufficiale"
Giusto,
anche se dalla nuvola possono partire direttamente gocce di pioggia vere e proprie (l'ambiente più caldo, in caso di scorrimento mite su cuscino freddo, è proprio all'interno della nuvola).
La distinzione è questa:
- Graupel: si forma quando delle goccioline d'acqua sopraffusa si toccano e congelano l'una sull'altra. Se l'ammasso (una sorta di fiocco di neve soffice e freddo, granuloso) diventa sufficientemente pesante, cade al suolo presentandosi come una grandinina o un ammasso di grandinina che si sbriciola facilmente.
- Grandine piccola: E' l'evoluzione del graupel, quando viene incapsulato da gocce d'acqua che gli congelano addosso, creandogli una specie di custodia trasparente o opaca. La grandine che poi arriva al suolo non necessariamente parte da qui; è sufficiente che ci siano delle gocce d'acqua che si amalgamano tra loro congelando.
- Sleet: fiocchi di neve che hanno attraversato uno strato caldo "miscelandosi" tra loro, o direttamente pioggia, che prima di arrivare al suolo attraversano di nuovo uno strato freddo presentandosi alla fine come una graniglia fine trasparente.
La neve tonda in realtà non ha una definizione ufficiale, e si può ricondurre al graupel![]()
"La meteorologia è una scienza inesatta, che elabora dati incompleti, con metodi discutibili per fornire previsioni inaffidabili" (A. Baroni)
No, esatto. E' sufficiente un bel nembostrato pasciuto che contenga goccioline sopraffuse.
Mah, dalle nostre parti si tende a confondere un po' tutto, chiamando neve tonda quella precipitazione che "sembra neve", e graupel quella che "sembra grandine".
In realtà è anche difficile tenere distinte le tre definizioni in sede di osservazione, perché queste precipitazioni possono anche comparire assieme durante uno stesso episodio![]()
"La meteorologia è una scienza inesatta, che elabora dati incompleti, con metodi discutibili per fornire previsioni inaffidabili" (A. Baroni)
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