
Originariamente Scritto da
guid49
Perchè non ci fai un piccolo riassunto?
Per non ripetere giustamente le solite considerazioni sull'argomento, riporto un brano tratto da un famoso testo ottocentesco, che si riferisce al lontano 1878, a favore di chi si preoccupa per la grave situazione climatica che si va delineando.
Una statua dell'autore è presente nei Giardini Pubblici milanesi, un'altra nella sua Lecco
"Siamo ancora già verso la metà del marzo e dura ancora il bel tempo: il tempo veramente eccezionale di quest'inverno. .......
Il febbraio poi, primavera spiegata. Mantelli e pastrani si dimenticavano sugli attaccapanni, o si portavano sciolti e sbottonati, inutile peso alle spalle sudanti. ......
Il cielo sereno; il diadema de' miei monti, ch'ero solito vedere in questa stagione sparso e anche coperto di nevi, non biancheggiava che per la nativa bianchezza delle dolomie che ne forman le vette. Sul Resegone soltanto, apparivano in fondo ai burroni, quasi fettucce d'argento, alcune striscie, rimasugli delle scarse nevi cadute nell'invernata. Là in fondo, verso tramontana, dove il lungo bacino del Lario si presenta come un gran palco scenico, a quinte di rupi e di monti così frastagliati, così fantastici, si vedevano le Alpi. Di solito, in questa stagione non presentano che un grande nevajo tutto d'un pezzo. Quest'anno tutt'altro: un mantello di neve, ma ragnato e lacero, da cui traspariva il nudo dei negri dirupi. E i fiori? Di vederne quanti ne vidi a Lecco, là al piede delle Alpi, non me l'aspettavo certamente. Sui poggi aprichi, lungo i torrenti, le mammole si sarebbero raccolte a corbe. .... I nespoli del Giappone, in piena fioritura, riempivano l'aria d'un gradito profumo; le magnolie, non già chiuse in forma di cornetto acuto, come sogliono vedersi al principio di marzo, ma sbocciate ed aperte, spiegavano tutta la pompa verginale della bianca corolla;...... Vaghe farfalle vivaci e fresche, libere svolazzavano di fiore in fiore, mostravano di credere in buona fede che sul loro mantello variopinto si frangessero i raggi del sole di maggio. ..... Ho detto che il febbraio era già primavera spiegata. Il marzo peraltro, appena nato, non dimenticava del tutto le sue infauste tradizioni. Non potendo dare i meno soliti trattenimenti della pioggia e della neve, ci voleva divertire colle immancabili repliche senza richiesta, soffiando con quanto fiato aveva in corpo. S'immagini, dopo una lunga stagione così asciutta, come voluminosi e densi dovevano levarsi, rotolando sul piano e sul monte, i nembi di polvere. "

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