
Originariamente Scritto da
mat69
Buongiorno a tutti.
Tentiamo di inquadrare i movimenti a medio lungo termine che sembrano disegnarsi a partire dall'attuale quadro sinottico.
L'attuale circolazione, figlia della tardiva invernata appena trascorsa, dovrebbe rimanere attiva ancora fino alla metà della prossima settimana (con afflusso di aria fredda responsabile fino a quel momento di temperature minime piuttosto basse), momento da cui dovrebbe estendersi alle medie latitudini e proteso fino al Mediterraneo un'area di alta pressione dalle sembianze meno fugaci e accompagnata da un più corposo aumento dei gpt in area subtropicale.
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Ma... guardando i movimenti circolatori del nostro emisfero si scorgono segnali tali da dubitare che la quiete descritta dalla sinottica sopra postata possa avere carattere di stabilità e durevolezza.
La diminuzione dei geopotenziali in sede polare ben rappresentata da una svolta del posizionamento dell'
AO index su valori positivi

e, stando alla maggioranza di clusters neanche di poco,
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va a ridistribuire in maniera maggiormente omogena la vorticità potenziale in area polare rinforzando in maniera considerevole la "macilenta" invernata dell'area canadese, nonostante che il "grosso" del
vp permanga ancora in area euroasiatica:
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La fase pertanto di stampo primaverile che vede l'estensione dell'alta atlantica anche sulla nostra penisola potrebbe essere contestualmente figlia sia del naturale procedere della stagione sia della fase contrassegnata proprio dalla netta salita dell'
AO index che favorirebbe una minor propensione a scambi meridiani e all'instaurazione di una sorta di zonalità "alta".
Dicevo c'è un "ma" rappresentato contestualmente da diversi fattori che potrebbero imprimere durante la terza decade del mese una nuova svolta circolatoria:
1. una situazione caratterizzato da
ssta che non favorisce l'instaurarsi di una tipica situazione da
NAO +:
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Guardate rispetto alla salita dell'Arctic oscillation come la
NAO rimanga addirittura lievemente al di sotto della neutralità:
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2. Come il
PNA index rimanga invece su valori nettamente positivi e che pertanto favorisca, visto tra l'altro il ripristino della circolazione polare, ondulazioni ad onda lunga capaci di generare verosimili forcing meridiani in uscita dagli States (ora che il vortice canadese sembra redivivo)
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ma soprattutto che:
3. la repentina e successiva pronunciata discesa, possa lasciare ad intendere ad un nuovo intenso disturbo (onda calda) indotto verosimilmente dall'
ENSO ancora ben posizionato su anomalie positive, in grado ancora una volta di andare a condizionare la stabilità del vortice polare con una nuova intrusione destabilizzante:
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Motivo per cui non escluderei nello scenario italico (senza naturalmente scendere in dettagli impossibili al momento da inquadrare) contraddistinto da una fase (22-28 marzo) contrassegnato da nuovi impulsi freddi e perturbati tali da poter ritardare anche non poco (termicamente intendo) l'avvento di una primavera più franca e riguardanti grossomodo gran parte della nostra penisola, e da una successiva fase (prima decade di aprile) più mite per il centro sud ma contrassegnata da tempo generalmente instabile perturbato salvo non escludibili a priori piccole fasi di intervallo a beneficio specialmente delle regioni meridionali.

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