
Originariamente Scritto da
mat69
Quoto naturalmente l'ottima analisi di Stefano, specialmente nella parte in cui sottolinea, come in altre occasioni ribadito, l'importanza di una situazione in Atlantico caratterizzata da una rilevante anomalìa positiva alle medie latitudini in grado di generare, ricorrendone le condizioni favorevoli, una deviazione delle correnti dal getto polare principale governato dal
vp e inoltre da un dipolo nell'Atlantico settentrionale +/- , caratterizzato da anomalìe positive e negative rispettivamente a W e ad E dell'Islanda e a ridosso del Vecchio continente.
Quest'ultimo ha finora operato come deciso deterrente nei confronti dell'instaurazione di correnti zonali in grado di attraversare tutto il comparto settentrionale dell'Oceano entrando anche fino all'Europa settentrionale e in zona
WR.
Non mi dilungo nel dire che proprio nella Russia Europea è in atto un deciso raffreddamento dovuto all'attuale dislocazione del gelido nucleo del
vp, al momento in una fase di particolare debolezza.
Il serbatoio gelido in fase di ulteriore consolidamento proprio in queste zone e l'auspicabile mantenimento dell'attuale disposizione delle
SST, potrebbero generare una sorta di progressiva termicizzazione altopressoria proprio dell'area compresa fra la Siberia centro occidentale e la Russia europea.
Questo nel breve medio termine.
Quanto al lungo termine è praticamente cosa ormai certa il notevole rinforzo del vortice polare dovuto alla concomitanza di fattori strato-troposferici.
I primi dovuti a reiterati upper coolings tuttora in corso che dovrebbero ricompattare gradualmente i vari piani isoentropici e quindi giungere tra circa una quindicina di giorni a serrare in modo piuttosto deciso le isoipse del vortice polare anche in bassa stratosfera e bucare così in troposfera.
I secondi motivi, appunto troposferici, dovuti alla carenza di scambi di masse d'aria polo equatore e attribuibili all'attuale debolezza ondulatoria subtropicale (mjo) cmq ad una sua fase non favorevole unitamente all'inibizione di forcing ad onda lunga dovuti principalmente alla situazione teleconnettiva del comparto pacifico e rappresentabile in primis dal PNA index.

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