Tutti sappiamo che un sensore di temperatura esterna deve essere schermato e ciò può essere ottenuto con diversi sistemi, fino ad arrivare, in teoria, alla semplice esposizione del sensore in zone adatte ad una misurazione corretta. Ognuno, quindi, potrebbe avere adottato dei provvedimenti atti allo scopo ma differenti l’uno dall’altro. Ed ecco nascere, secondo me, il vero problema. Finchè utilizziamo i nostri dati per proprio uso non abbiamo nessun bisogno (passatemi il termine) di certificazione dei dati stessi: conosciamo la nostra stazione e l’installazione della sensoristica, nonché l’affidabilità della stessa. Nel momento in cui esportiamo i nostri dati, ad esempio partecipando alla rete MeteoNetwork, occorre una omogeneità e riproducibilità del sistema di misurazione. Non ha senso, ed entro nell’argomento di pertinenza, affermare che si possiede uno schermo che è quadrato anziché rotondo, che uno ha il piatto grande e l’altro ricurvo, che uno è sempre esposto al Sole e l’altro no,…..e potrei continuare all’infinito.
Per la serietà ed attendibilità di una rete così fatta andrebbero realizzati dei piani di standardizzazione e non, come nel caso specifico, affidarsi esclusivamente a test di confronto.

Ciao, Alessandro.




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