CASO CLAPS: SCENARIO VIOLENZA CONFERMATO, NUOVI ESAMI
25/03/2010 07.59.16
[Basilicata]
Uno scenario ancora più fosco: è la sensazione che si prova il giorno dopo l'autopsia sul cadavere mummificato e scheletrizzato di Elisa Claps (trovato mercoledì scorso, a 17 anni dalla scomparsa), che potrebbe aver pagato con la vita la reazione ad un tentativo di violenza sessuale, e prima dei nuovi controlli che la Polizia farà sabato nel sottotetto della canonica della Santissima Trinità, a Potenza, dove i resti umani della ragazza sono stati scoperti. Fonti investigative hanno definito "verosimile" lo scenario legato all'abuso o alla violenza sessuale: il sospetto che l'omicidio sia avvenuto come conseguenza di un rifiuto non è nuovo, al punto che Danilo Restivo è indagato dalla Procura della Repubblica di Salerno per violenza sessuale, omicidio e occultamento di cadavere. Ma vi sono elementi che lo sostengono, anche se da soli non sono sufficienti: il fatto che i pantaloni che la ragazza indossava quel 12 settembre 1993 siano stati trovati aperti e il reggiseno slacciato potrebbe anche essere legato al tempo passato. E' per questo che i risultati dell'autopsia saranno decisivi: in primo luogo per stabilire definitivamente che si tratta di Elisa Claps; poi per acquisire prove a carico del suo assassino ed eventualmente per chiarire se il cadavere sia stato spostato o sia rimasto per 17 anni in quel sottotetto, nella posizione in cui è stato trovato mercoledì mattina. Domande, quelle relative alla ricerca dell'assassino, per rispondere alle quali gli investigatori non aspetteranno solo le conclusioni del medico legale che ieri ha eseguito l'autopsia, a Bari. Sabato prossimo gli esperti della Polizia scientifica torneranno nel sottotetto della canonica: saranno eseguiti nuovi rilievi e altro materiale sarà prelevato per essere esaminato. Non si tratta di una novità: la chiesa della Trinità è chiusa e presidiata dalla Polizia dal giorno dopo il ritrovamento del cadavere. L'aula liturgica rimase aperta alcune ore giovedì mattina, ma poi venne chiusa al pubblico e sarà riaperta solo quando la Polizia scientifica avrà finito di scattare foto, fare riprese, misurare, prelevare materiale. Non si vuole trascurare nulla: dopo 17 anni, un particolare decisivo può anche venire da un indizio all'apparenza insignificante. Intanto, la facciata della chiesa che dà su via Pretoria, la strada più frequentata dai potentini, è meta di un pellegrinaggio ininterrotto: a terra vi sono striscioni, mazzi di fiori, un orsacchiotto. Sul muro, messaggi per Elisa, condanne per l'assassino, frasi critiche sulle indagini: nel complesso, la descrizione dello stato d'animo di una città che ancora non si è ripresa da uno shock che non ha mai provato.
"We are all star people, from the dust we came and to the dust we shall return. So let's celebrate Love. Ciao Mamma.
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