Citazione Originariamente Scritto da NoSync
Certo, probabilmente il clima di S. Francisco è meglio di quello di Trondheim, ma credo che (ad oggi, 2006, con tutto quanto è a noi occidentali disponibile) siano ambedue preferibili a quelli del Cairo.

Ad oggi, noi occidentali. In queste locuzioni c'è la chiave perché oggi ben pochi svolgono attivitÃ* all'aperto (per esempio) e ben pochi devono dipendere dall'attivitÃ* primaria (agricoltura) per sopravvivere.

Una volta che tu immagini una civiltÃ* all'aperto e che deve campare di terra allora le cose cambiano e parecchio. nel Nord (il very Nord) non cresce il frumento, non crescono tanti alberi da frutto, non crescono le erbe (di varia natura). La dieta è povera, si campa di caccia. Il freddo aguzza l'ingegno? Mah, insomma: diciamo che il freddo ti costringe a pensare 24h su 24 a come difenderti da esso. Ripeto: nessuna civiltÃ* è nata in maniera autonoma nel Nord, è stata sempre importata.

Ciò che io amo (e credo anche tu) dei paesi nordici è però la riservatezza che il freddo, forse, induce. Il caldo, il tepore, invitano all'aria aperta, alla piazza. E nella piazza si vocifera, si parla, non esiste lo spazio mio distinto dal tuo. C'è la caciara, come bene si dice qua a Roma. In un posto freddo la sera si è a casa, davanti al focolare. In antico questa era una condanna a morte (gente isolata, che non sapeva nulla del mondo, ignorante). Oggi, con internet sei certamente meno isolato. Ma rimane quall'austeritÃ* e quella riservatezza di carattere comune un po' a tutte le popolazioni che vivono ad alte latitudini. (Riservatezza che non è orsaggine: spesso quelle sono le popolazioni più ospitali).