
Originariamente Scritto da
Fenrir
Ma no, non sono rischi superflui. Chiunque abbia una passione che non sia raccogliere francobolli, e che abbia insita una certa dose di rischio, è pronto anche ad accettare il rovescio della medaglia.
Basta uno sport. Qualunque sport ti espone a un rischio di morte. Non mi pare che quando Senna è morto in auto tutti lo abbiano canzonato dicendogli che era un ********.
Se secondo voi il rischio di morire nullifica il senso di uno sport, allora non ci sarebbe più F1, moto mondiale, nuoto, calcio e il 99,9% degli altri sport. Io nella mia passione della montagna metto in conto il perdere la presa su una roccia e volare nel vuoto, ma la cosa non mi ferma, come non ferma altri scalatori. Se quello ha una passione per la sauna tanto forte quanto la mia passione di scalare, anche lui avrà messo in conto di rimanerci. Siccome so quanto forti sono le passioni per chi le vive, e so quanto chi non le vive può giudicarle stupide, di certo da "appassionato" non mi metto a puntare il dito contro chi muore per le proprie passioni facendo il passo più lungo della gamba.
Chi lo fa secondo me non ha capito cosa significa avere una passione. Ma il mondo del resto è pieno di giudici, quindi non è che mi sorprenda più di tanto. Non so come essere più chiaro di così.
Segnalibri