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  1. #23421
    Uragano
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Presidente Visualizza Messaggio
    Io a volte ho grossi problemi di cervicale.. fossimo nella prima repubblica una bella pensioncina non me la toglierebbe nessuno.
    Io sono a Lisbona fino a domani ma ho la tosse allergica... che accolita di forumisti fracidoni che siamo
    La"classifica"delle estati italiane dal 1948 al 2009:
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  2. #23422
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Per il momento giornata tranquilla.
    Speriamo che duri...
    Neutrofilo, normofilo, fatalistofilo: il politically correct della meteo
    27/11: fuori a calci i pregiudicati. Liberazione finalmente.

  3. #23423
    Uragano
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da FunMBnel Visualizza Messaggio
    Per il momento giornata tranquilla.
    Speriamo che duri...
    Cala un botto lo spread spagnolo.Ormai sono sotto i 100 punti base.Benissimo anche i titoli portoghesi,bene quelli sloveni. In Slovenia ha vinto un governo conservatore ma non eurofobo o portatore di piani B :
    SPREAD Titoli di stato Europei Vs BUND

    Vorrei riprendere un discorso fatto con @snowaholic giovedì: è vero che in Italia manca un partito di sinistra-sinistra con elevato supporto elettorale,capace di fare politiche di contenimento del disagio e questo è un gran male(il partito di quell'ex magistrato siciliano pesa elettoralmente il 2,5%).
    Ma,ahinoi,manca pure un partito liberale ed europeista,socialmente conservatore alla Ciudadanos.
    Quindi le anomalie sono due,come sono due i gemelli diversi del populismo che hanno fortuna in Italia.
    Come si spiega questa situazione?E perchè in Italia non si crea un fronte repubblicano alla francese?
    Ho la mia idea ma vorrei confrontarmi(anche con gli altri, @FunMBnel in testa)
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  4. #23424
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Questi sono fenomeni che hanno tempi lunghi.
    Le nostre debolezze strutturali sono sempre state dipinte come colpa di qualcun altro.
    Il dibattito su questi temi va da "è colpa dell'Euro e degli eurocrati di Bruxelles; usciamo sfasciamo tutto" a "noi vorremmo fare un po' di cose, ma l'Europa ce lo impedisce".
    La versione "abbiamo problemi irrisolti dal '45 che si sono aggravati dagli anni '80 in poi" in pratica non esiste: quelli che la sostengono sono 4 gatti, non usano il megafono e di fatto non hanno avuto spazio. Abbiamo una sedicente classe giornalistica che ha inventato il giornalismo della dichiarazione senza domande.
    Qualche anno fa si diceva che era colpa di "Lui", che pensavano al pane (i giornalisti o lavorano per lui o potrebbero lavorare per lui un domani ). Direi che il tempo ha dimostrato che non era questa la ragione: evidentemente è un proprio servilismo naturale. "Lui" è stato mollato per il suo clone in piccolo e oggi non c'è problema a salire sul carro dei "nuovi", anzi.
    Il sedicente giornalismo d'inchiesta è una roba vergognosa (ogni riferimento al recente show della Gabanelli su spread & co. è puramente voluto). Trasmissioni su trasmissioni "famose" teoricamente punte di diamante che l'unico apice che raggiungono è quello dell'ignoranza. E no: non sto pontificando dall'alto del pulpito della cultura o dello snobismo; invito chiunque a seguire una puntata il cui argomento sia quello della propria specializzazione per accorgersi della fila di cialtronate che vengono inanellate. E da qui la domanda è inevitabile: se sull'argomento che io conosco (per studio, mestiere quel che è) mi accorgo delle cialtronate a raffica non è che funziona esattamente così per tutti gli altri, solo che io non ho gli strumenti per valutarli, questi altri? Ebbene sì, funziona tristemente così.

    Moltiplica questa cosa per anni e anni e anni e inevitabilmente la cosa fa presa, c'è poco da fare. E non solo in gente che non ha gli strumenti per farsi un'idea. Considerato che poi questi sono oggettivamente pochi abbiamo dipinto il quadro.
    Sommaci la crisi probabilmente peggiore dal dopoguerra che, inevitabilmente, scatena gli istinti più bestiali ed hai il quadro.
    Devo anche dire che siamo molto OT.
    Ultima modifica di FunMBnel; 04/06/2018 alle 10:57
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  5. #23425
    Uragano
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Friedrich 91 Visualizza Messaggio
    Quindi: sicuramente la flat tax ha un effetto meno immediato di altre politiche keynesiane tipo i bonus di renziana memoria oppure pseudo investimenti pubblici che non sono investimenti bensì modi di creare posti di lavoro totalmente slegati da qualunque logica economica. Ma nel medio-lungo periodo rende il sistema economico molto più sano ed efficiente rispetto alle politiche keynesiane volte ad aumentare i consumi.
    C'è flat tax e flat tax. Una cosa è una flat tax come quella proposta dall'IBL, una cosa è questo ibrido che flat tax non è, intanto perché ci sono due scaglioni, e poi perché resterebbero comunque diverse detrazioni. In altre parole, una cosa è discutere la teoria (comunque da sperimentare, visto che nessun paese di rilievo ha una flat tax), un'altra cosa metterla in pratica.


  6. #23426
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Già solo il fatto di discutere di un ossimoro, flat tax e 2 scaglioni, è molto divertente.
    In ogni caso non è più flat neanche nell'applicazione, visto che per le famiglie se ne parla nel 2020... Poi l'anno prossimo vediamo eh...
    Comunque la cosa è geniale: per coprire (parte della) flat tax facciamo scattare le clausole di salvaguardia sull'IVA; così quelli del 2020 son sicuri di pigliarselo nel loro profilo migliore almeno per un anno. Ma in fondo è giusto così: se son riusciti a convincere che le promesse fossero realizzabili sarà uno scherzo convincere che non è vero che dalle tasche stano uscendo più soldi.

    In compenso dopo il reddito di cittadinanza ora è spuntata la pensione di cittadinanza; mi limito a citare un commento letto da FB: prima reddito di cittadinanza, poi pensione di cittadinanza; un Paese meraviglioso dove nessuno fa un cazzo dalla nascita alla morte.
    Ultima modifica di FunMBnel; 04/06/2018 alle 12:25
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  7. #23427
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da Josh Visualizza Messaggio
    Cala un botto lo spread spagnolo.Ormai sono sotto i 100 punti base.Benissimo anche i titoli portoghesi,bene quelli sloveni. In Slovenia ha vinto un governo conservatore ma non eurofobo o portatore di piani B :
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    Vorrei riprendere un discorso fatto con @snowaholic giovedì: è vero che in Italia manca un partito di sinistra-sinistra con elevato supporto elettorale,capace di fare politiche di contenimento del disagio e questo è un gran male(il partito di quell'ex magistrato siciliano pesa elettoralmente il 2,5%).
    Ma,ahinoi,manca pure un partito liberale ed europeista,socialmente conservatore alla Ciudadanos.
    Quindi le anomalie sono due,come sono due i gemelli diversi del populismo che hanno fortuna in Italia.
    Come si spiega questa situazione?E perchè in Italia non si crea un fronte repubblicano alla francese?
    Ho la mia idea ma vorrei confrontarmi(anche con gli altri, @FunMBnel in testa)
    Difficile dare risposte a queste domande, provo a buttare lì qualche spunto.

    Il liberalismo in Italia praticamente non mai esistito se non in forme molto elitarie e minoritarie, difficile ipotizzare qualcosa di simile a Ciudadanos.
    La cultura cattolica, quella socialista, quella comunista, quella post-fascista sono state tutte stataliste-corporativiste, molto diffidenti verso il capitalismo. Manca proprio la capacità di governare l'economia di mercato e l'ignoranza verso i suoi meccanismi di funzionamento è veramente pervasiva. Questo è un problema sia per una destra liberale sia per una sinistra moderna (che smetta una buona volta di pensare al sovvertimento del capitalismo come obiettivo finale e pensi invece a come indirizzarlo).

    Ciudadanos e Macron hanno anche saputo sfruttare a loro vantaggio situazioni molto particolari, ritrovandosi con il leader giusto al momento giusto (mi riferisco alla contrapposizione separatismo catalano/nazionalismo spagnolo cavalcata da Ciudadanos e al sistema a doppio turno francese con harakiri della destra che ha portato Macron ad essere l'unico anti FN possibile, in un proporzionale contro un Juppè secondo me non arrivava al 20%).

    Infine una cosa che notai parecchi anni fa e forse è stata anche più rilevante di quanto pensassi. Nella società italiana politica e partiti erano molto pervasivi, accompagnati da una forte polarizzazione ideologica che in Spagna non era presente. Questo potrebbe aver lasciato più margini per creare movimenti politici totalmente estranei alle strutture esistenti pescando tra persone che non avevano mai fatto politica attiva. Questo spazio scarso da noi è stato preso tutto da un solo soggetto, forse anche perché è partito molto prima di quelli che hai citato tu.

    Ovviamente in altri casi in cui sono stati i partiti tradizionali a sapersi riadattare forse c'è sempre l'annoso problema della qualità della classe dirigente che torna fuori...

  8. #23428
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da FunMBnel Visualizza Messaggio
    Già solo il fatto di discutere di un ossimoro, flat tax e 2 scaglioni, è molto divertente.
    In ogni caso non è più flat neanche nell'applicazione, visto che per le famiglie se ne parla nel 2020... Poi l'anno prossimo vediamo eh...
    Comunque la cosa è geniale: per coprire (parte della) flat tax facciamo scattare le clausole di salvaguardia sull'IVA; così quelli del 2020 son sicuri di pigliarselo nel loro profilo migliore almeno per un anno. Ma in fondo è giusto così: se son riusciti a convincere che le promesse fossero realizzabili sarà uno scherzo convincere che non è vero che dalle tasche stano uscendo più soldi.

    In compenso dopo il reddito di cittadinanza ora è spuntata la pensione di cittadinanza; mi limito a citare un commento letto da FB: prima reddito di cittadinanza, poi pensione di cittadinanza; un Paese meraviglioso dove nessuno fa un cazzo dalla nascita alla morte.
    Beh, considerato che anche il reddito di cittadinanza non è un reddito di cittadinanza e lo ius soli non era tale, direi che la moda di usare termini impropri (o propagandistici) per definire le proposte politiche è abbastanza consolidata.
    Anche la Flat tax per le imprese è una bella supercazzola, non si capisce se vogliano semplicemente abbassare l'aliquota IRES o se ci siano anche altre modifiche.
    Questo a prescindere dal fatto che a mio modestissimo parere l'IRES non dovrebbe essere una priorità, avvantaggia maggiormente le aziende che già hanno maggiori margini di profitto ed è stata già abbattuta notevolmente negli ultimi anni con risultati pressoché nulli.

  9. #23429
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da snowaholic Visualizza Messaggio
    Questo a prescindere dal fatto che a mio modestissimo parere l'IRES non dovrebbe essere una priorità, avvantaggia maggiormente le aziende che già hanno maggiori margini di profitto ed è stata già abbattuta notevolmente negli ultimi anni con risultati pressoché nulli.
    L'IRES è un non-problema, in primis perché già ora non parliamo di una tassazione spropositata, in secondo piano perché è meglio incentivare un'azienda a reinvestire piuttosto che a distribuire dividendi.

    Di spazi dove tagliare la pressione fiscale sulle aziende ce ne sono a vagonate: IRAP, contribuzione INPS dei dipendenti, per non parlare delle possibili riforme a costo praticamente zero (salvo un po' di dipendenti pubblici a spasso e di commercialisti che si gettano dalla rupe) quale una riforma completa dello scadenziario fiscale.

    L'IRES non è altro che uno specchietto per le allodole, tantopiù in un paese di PMI che stentano a restare a galla.


  10. #23430
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    Predefinito Re: Dura salita o "discesa" verso il default?

    Citazione Originariamente Scritto da NoSync Visualizza Messaggio
    L'IRES è un non-problema, in primis perché già ora non parliamo di una tassazione spropositata, in secondo piano perché è meglio incentivare un'azienda a reinvestire piuttosto che a distribuire dividendi.

    Di spazi dove tagliare la pressione fiscale sulle aziende ce ne sono a vagonate: IRAP, contribuzione INPS dei dipendenti, per non parlare delle possibili riforme a costo praticamente zero (salvo un po' di dipendenti pubblici a spasso e di commercialisti che si gettano dalla rupe) quale una riforma completa dello scadenziario fiscale.

    L'IRES non è altro che uno specchietto per le allodole, tantopiù in un paese di PMI che stentano a restare a galla.
    Esattamente. E come al solito ci giochiamo il pochissimo spazio fiscale disponibile senza ottenere niente, né nel breve né nel lungo termine.

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