Razionalmente invece sarebbe inutile vivere così da atei. Sarebbero inutili e da debellare i sensi di colpa ad esempio. Sarebbe utile compiere il male se ci porta vantaggio personale e non rischiamo di essere scoperti e condannati da qualcuno o dalla società. Ogni etica va a farsi friggere perchè ogni cosa andrebbe vista in ottica utilitaristica. Se per assurdo ammazzando un mio nemico ottenessi un vantaggio e in quel momento avessi il 100% di sicurezza di non essere mai scoperto, sarebbe razionale farlo per l'ateo convinto.
Detto in parole povere, che fondamenta avrebbe l'etica in un'ottica in cui vale solo l'esperienza personale nella breve vita umana. Che fondamenta avrebbero quei valori giudicati universali recepiti dalle costituzioni dei paesi più evoluti? Nessuna. Non esisterebbe nulla di universale e oggettivo.
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Non stai descrivendo un ateo, ma da una parte un'opportunista patologico e dall'altra uno psicopatico. E nel mio personale dizionario i concetti non sono semanticamente equivalenti.
Cioè i principi etici avrebbero senso solo in un contesto religioso? Penso che 'na roba del genere non la pensi più nemmeno l'integralista che si fa saltare in aria...
Neutrofilo, normofilo, fatalistofilo: il politically correct della meteo
27/11: fuori a calci i pregiudicati. Liberazione finalmente.
prego?fortunatamente esistono delle regole che esulano dalla mentalità bigotta che appunto regolano questo tipo di cose tralasciando la morale cattolica che, tra l'altro, è la più sbagliata mai vista in relazione a quanto scritto sulla Bibbia e sui Vangeli. Se qualcuno avesse letto per intero Bibbia e Vangeli saprebbe che, ad esempio, la religione Cristiana è molto meno tollerante di quella islamica. Nel Corano non è scritto da nessuna parte che la donna debba essere trattata come viene trattata (anche lì è una strumentalizzazione degli scritti bella e buona) mentre negli scritti cattolici la donna è considerata un essere inferiore che, addirittura ad esempio, non deve andare in chiesa durante le mestruazioni perché considerata impura (e bada bene, mia mamma non ci poteva andare da giovane, quindi fino a poche decine di anni fa era così). questo per dire che la morale Cattolica non è "tutto oro quello che luccica". a noi,. tramite la nostra vita da praticanti obbligati nella tenerà età, vengono raccontate le favolette più belle e piene di morale, ma è solo la cosiddetta mezza messa.
tutto per dire che chi ha un'etica ed una morale non è per forza stato influenzato dalla religione e le ha perché per prima cosa è una persona civile, non perché è un cattolico o cos'altro.
Si vis pacem, para bellum.
ed è proprio papale papale quanto scritto da me nei primi post di questa pagina, quindi quoto alla grande![]()
per quanto riguarda la scuola, sì, siamo in tanti qui dentro ad averla fatta ed è una scuola che funziona davvero. le scienze umanistiche come economia hanno ben poco di umanistico ehvada per sociologia, ma economia è matematica/statistica, c'è poco di umanistico. io cmq al tecnologico ho fatto un po' di economia, i primi due anni si faceva diritto e la nostra prof faceva un quadrimestre di diritto ed un uno di economia. detto ciò, quoto anche tutto il resto, l'approccio scientifico nel 2013 è per me il migliore. Nel 1600 forse era più applicabile quello filosofico o umanistico in genere. ecco perchè più si va avanti col tempo e più spuntano come funghi ragazzi atei. non a caso la scelta del nuovo Papa è palesemente atta a riconquistare consensi, perchè la Chiesa non è niente senza i credenti. Negli anni '50 non avrebbero messo mai un Papa come quello attuale che dice che per lui si possono vendere le chiese per fare della carità
è una bella supercazzola prematurata per il clero una frase del genere.
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Cmq, i discorsi che fa Marco Iannucci non sono tanto campati in aria
Non è assolutamente vero. Il bene della società non è il bene dell'individuo. Il fatto è che la religione da sempre presente nella storia umana ha svolto il suo compito e la morale è stata assorbita nell'etica. Ma mi chiedo, in un mondo perfettamente e dichiaratamente ateo, quanto durerebbe l'etica?
Logica fredda e razionale vuole che lIn un mondo dove l'unica punizione è quella della società e l'unica legge è quindi quella applicata dagli uomini (o dallo Stato meglio ancora), di fronte all'assenza di sguardi l'individuo di fatto non ha nessuno che possa giudicarlo o condannarlo, dunque sarebbe razionalmente coerente ad esempio eliminare fisicamente un nemico, o chiunque possa recare intralcio ai propri interessi e nessuna negoziazione fosse possibile. Non esistendo infatti nulla di eterno, non esistendo nulla di universale, sarebbe tutto relativo. Ognuno potrebbe avere una propria etica di vita e per la mia potrebbe essere lecito uccidere. Infatti in quante tribù sono esistiti sacrifici umani? Chi siamo noi per dire che i sacrifici umani sono sbagliati? Il loro dio per tutta una serie di ragioni afferma che sono dovuti, e loro li compiono senza sensi di colpa. è tutto relativo ragazzi se ci basiamo sulla certezza dell'inesistenza di Dio e dunque sul fatto che tutto sia destinato a morire e scomparire.
I valori degli atei sono quelli provenienti da millenni di morale religiosa. Abbattuta la morale con la religione l'etica crollerebbe in pochissimo tempo. Nessun "sacrificio" o compromesso individuale per il bene collettivo sarebbe giustificato. Ci sarebbe la legge per garantire l'ordine. Ma aldilà dell'eludibile sguardo umano ogni misfatto non avrebbe nè colpa nè giudizio. E di fatto un assassino non visto da nessuno sarebbe un innocente
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il loro dio non ha detto proprio niente Marco, ma proprio niente. sono loro ad aver inteso questa cosa. l'ateo non crede in Dio e non crede nella sua parola, la sua etica è di stampo prettamente CIVILE, concreta, tangibile. è tutto relativo certo, ma non sta né in cielo né in terra affermare che senza un'etica religiosa si giustificherebbe l'assassinio. fortunatamente c'è la civiltà, ci sono le società. e poi basta per piacere, non continuare a vertire il discorso sull'omicidio perchè gli omicidi in nome di dio superano di gran lunga tutti gli altri. basta con sti discorsi aleatori, la credenza in un dio presuppone per forza di cose l'uomo come intermediario della parola di dio, qualsiasi esso sia. l'uomo travisa e riporta ciò che vuole riportare. ma poi da chi? da uno che scende dal cielo e dice di essere il messia? e da questi, secondo te, ne deriva l'etica e la morale? eh no, non funziona così. l'uomo strumentalizza ed è stato capace (come lo è tutt'ora) di giustificare le GUERRE dicendo che sono richieste dal dio di turno. l'uomo crea la morale e l'etica grazie all'uso dell'intelletto, della ragione, cosa che viene privata al credente bigotto fondamentalista che si beve qualsiasi cosa spacciata come parole del signore.
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