Sono daccordo su tutte le considerazioni relative al fatto che venga pubblicizzata la "festa" del matrimonio (ormai orchestrata come un grande spettacolo... l'ultimo acui sono stata non finiva più, du'coioni...), e non si consideri più invece l'impegno che si prende e le responsabilità etc. Questo è sicuramente il punto cruciale.
Come detto, tutto si può buttare via e ricomperare, e così ancheil compagno/compagna.
Assolutamente, tragicamente vero.
Se si scende però nella realtà dei singoli casi - mi ripeto - occorre esserci dentro veramente per valutare.
Ad esempio, in quello sopra citato:
- lui lavora manualmente 10 ore al giorno
- lei lavora part-time e poi si smazza un figlioletto (di entrambi) di sette mesi.
Sinceramente, che nel bilancio lui pretenda anche la cena pronta, è per lo mano da negoziare sul campo.
Un figlio, appunto, non è una passeggiata né un peluche, e l'impegno che gli si dovrebbe rivolgere penso debba essere minimo minimo pari a quello che un operaio in fabbrica rivolge alle sue macchine. Forse anche un pelino di più, a dir il vero...
Tutto alla fine si gioca sull'atteggiamento di lui, in questo caso: arriva a casa e crolla semplicemente, o arriva a casa e in maniera strafottente "pretende" che arrivi la pappa pronta leggendo il giornale? La reazione, dall'altra parte, varia molto: si passerebbe da un "poverino, come sei stanco", all'"vaff...arrangiati", perché quando hai esaurito le energie psichiche nell'impegno di capire una bestiola frignante che non hai mai avuto prima per le mani (c****, le macchine almeno hanno sempre il libretto di istruzioni, e i pulsanti giusti per risolvere i problemi!!!), i nervi sono al limite... e al solito, non si capisce bene perché la donna debba essere santamente paziente ed eroicamente sopportante in ogni condizione.
Altro esempio: io sono cresciuta in una casa in cui mio padre, ingegnere, era il "grande esperto" di pulizia dei bagni, nel fine settimana era acqua corrente in vasca e lavandini e lavoro di fino in tutti gli angoli. Mia mamma cristonava perché si sprecava acqua (lei è cresciuta in Liguria), però ovviamente apprezzava, e dava pure una mano.
Gli scontri invece erano in cucina, perché su cosa aggiungere nella pentola hanno tutt'ora idee divergenti. Caricare la lavastoviglie è chiaramente lavoro da ingegneri (mia mamma mette le cose non con precisione, dice lui), mentre lo stiro - purtroppo... infatti mio fratello sa stirare benissimo - è di mia mamma. Insomma, parlo di una coppia della generazione fra le due guerre, e ho sempre visto mio padre collaborare, nei periodi in cui non era all'estero, ovviamente.
Altro elemento di cui va tenuto conto: il "lui" che non fa i mestieri, come si comporta abitualmente.
Conosco persone precise e ordinate (probabilmente traumatizzati da piccoli da una mamma di quelle col pavimento a specchio...) che stanno attente a come si muovono in casa, fanno passare l'acqua sul lavandino dopo essercisi fatti la barba sopra, lasciano le cose quasi al loro posto o le archiviano in vicinanza della cesta degli sporchi; mentre altri lasciano il dentrificio spalmato sul lavandino, calzini sparsi sul pavimento di tutta la casa, la tazza della colazione sulla tavola etc.
Chiaro che nel secondo caso, magari la femmina di turno sia un po' contrariata e poco disponibile a far trovare al "signorino" tutto perfettamente a posto...
Il matrimonio è impegno, daccordo, ma se alla fine, aperto il pacchetto, scopro che contiene un posto da serva full-time, magari ci ripenso e restituisco il prodotto al mittente.
Dall'esterno, insomma, sembrano tutti santi, e quello/a che passa per isterico è sempre il poveretto/a che, raggiunta la goccia che fa traboccare il vaso, esplode e dice in una volta sola tutto quello che pensa.
https://it.notizie.yahoo.com/lei-ser...141616832.html
Sentite questa in Nigeria
Ciao e innanzitutto.....grazie.
Sono d'accordo con il tuo intervento, quello che manca molto spesso è il buon senso inteso in ....senso lato.
Credo che gli episodi dove il marito "pretenda" siano sempre meno; ormai l'uomo è abituato a collaborare in famiglia (cosa che ritengo sacrosanta).
Diciamo che nel menage familiare medio ormai si è raggiunta la parità, mentre nell'applicazione della legge sulla separazione no, qui si tutela indiscriminatamente la madre, quasi sempre.
Questo è il guaio, il problema.
Il fatto è che tutti lo sanno, tutti lo confermano (anche le donne) eppure, credo che ci voglia ancora tempo prima che padre e madre separati vengano considerati alla stessa maniera.
La legge parla chiaro "Affidamento condiviso ai genitori" e perchè si affidano i figli alla madre tranne rari casi? (madri malate, tossicodipendenti, psicolabili, ecc.. ecc..)
Ciao Giorgio, Grande Astigiano.
...più vai in alto, più il vento tira...(G. Trapattoni)
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anche alle luce delle discussioni che sono seguite, sono e sarò sempre più convinto che:
PREVENIRE è meglio che CURARE!
ma dico: siamo nel 2000, il mondo è largamente sovrappopolato, ma chi ve lo fa fare di cacciarvi in quel guaio per nulla inevitabile di nome matrimonio?
leggete le statistiche di come va a finire così spesso, guardatevi intorno, tra parenti, amici ... e, chi ancora può, si salvi![]()
Secondo me, c'è del vero in quello che dici. Se non si è più che convinti sugli sviluppi futuri, e soprattutto, non si è ben consapevoli di cosa comporta il tutto, si rischia solo di rimpolpare la statistica dei naufragi in corso d'opera.
Però credo che sia anche una questione di "modelli" proposti dall'esterno, per cui oggi ci fanno pensare al matrimonio in maniera diversa da come lo pensavano i nostri genitori o i nostri nonni (che spesso sono ancora assieme o lo sono stati - letteralmente - "sino a che morte non vi separi"), e alla fine i risultati si vedono.
A parte l'idea stessa di poter tornare indietro - che sicuramente alleggerisce l'impegno - ormai tutto ruota attorno al "giorno più bello della vostra vita", e a come "renderlo unico".
ma fatemi il piacere... se mi sposassi, spererei in una vita di "giorni più belli", non certo in un giorno "unico"!... però tutti abboccano al facile slogan a effetto, e fanno della rappresentazione scenica il fulcro di tutto.
Ricordo un mio amico che inframmezzava a lamentele verso una moglie con cui non c'era quasi più nulla (dopo i fatidici sette anni...), citazioni orgogliose del "suo matrimonio", inteso come cerimonia: l'abito medievale, che non avrebbe mai prestato a nessuno, l'anello copiato dal museo di non so dove, la cerimonia secondo il rito in uso nel XIII secolo etc... ora si sta separando, ma continua a considerare il "suo matrimonio" essenzialmente come una festa ben riuscita. Perplessa...
L'altro giorno, la figlia di una mia amica, laureata da poco in discipline della moda, ha annunciato che vuole specializzarsi come "wedding planner": insomma, orchestrare lo spettacolo è diventata una professione da affidare a terzi, perché non ci si sente più nemmeno all'altezza di organizzare un pranzo per parenti e amici per festeggiare uno degli atti più personali che si possono compiere.
Forse dobbiamo aspettare che il wedding-planner estenda le sue competenze all'intero corso della vita successiva al "fatidico giorno", in modo da dirigere la navigazione e spiegare agli sposini cosa devono fare...![]()
Si sono d'accordo.
Un po', è anche l'immagine idilliaca che la società oggi propone della vita di coppia, e come hai ben detto tu, un tempo si era comunque consapevoli che cosa si affrontava, con tutti i problemi.
Ora le separazioni avvengono in tanti casi per delle scemenze, per tale motivo
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