Sì, ma c'è il problema del fattore tempo.
Finchè ci sono grandi manifestazioni di piazza, ma polizia, esercito ecc. restano dalla parte del regime rischiamo di parlare di processi ultradecennali.
Che per uno storico/sociologo è argomento interessante visto da qui, ma per chi è là la soddisfazione è ben magra.
Neutrofilo, normofilo, fatalistofilo: il politically correct della meteo
27/11: fuori a calci i pregiudicati. Liberazione finalmente.
Sì, concordo, anche se sottovalutiamo secondo me due dati. Uno di tipo generazionale, ossia che il regime degli ayatollah ha il massimo del consenso in quella che da noi è la generazione dei "boomer", ossia coloro che avevano 15-25 anni nel 1979, mentre è minimo negli under-30 (che alle ultime elezioni presidenziali hanno in larghissima maggioranza disertato le urne). L'altro di tipo demografico è che in Iran l'età media è di 27 anni e 54 iraniani su 100 hanno meno di 35 anni. Infine dopo gli anni '90, che in Iran rappresentarono un periodo di (molto) timida apertura, il controllo del wali-e fiqiyye (ossia di Khamenei) è diventato, negli ultimi 20 anni, talmente opprimente da aver cancellato non solo la dialettica politica tra conservatori e progressisti (ben presente fino ai primi anni 2000) ma addirittura qualsiasi traccia di indirizzo politico (alle ultime elezioni si confrontavano solo candidati premier ultra-conservatori, praticamente tutti con lo stesso programma elettorale). Questo è un regime che non si può permettere la partecipazione diretta a nessuna guerra, senza precipitare a sua volta in una guerra civile e credo che Khamenei ne sia perfettamente consapevole...
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