
Originariamente Scritto da
NoSync
Sicuramente, basti pensare a Venezia che è la prima cittÃ* turistica d'Italia (mi ha stupito leggere che ha più presenze addirittura di Roma ma tant'è, probabilmente per la posizione geografica più favorevole). Per il resto, lo sviluppo del Veneto è derivato da tanti fattori ma secondo me nè tu nè Candalostie avete pienamente ragione. Mi spiego. Il Veneto ha avuto il vantaggio della posizione geografica favorevole e di un boom iniziale spinto dal turismo stesso, come giustamente dici; sono però fattori che richiedono anche capacitÃ* e competenze che non derivano dalla latitudine in sè, ma da un certo tipo di mentalitÃ* direttamente influenzata dalla storia di secoli.
Ad esempio, prendiamo due regioni ambedue settentrionali e ambedue con livelli di ricchezza (almeno attuali) simili, ovvero Liguria e Romagna. Ambedue sono ben collegate con l'Europa e con il mondo e distano più o meno uguale dai principali paesi europei. Allo stesso modo, credo che chiunque possa convenire che per bellezza naturale non ci sia il minimo confronto: la Liguria offre scenari molto più belli e un mare assolutamente migliore (per via dei fondali più profondi, etc etc). Eppure, perchè a tutt'oggi in Romagna praticamente tutti i locali sono climatizzati e in Liguria no? Perchè in Romagna tantissimi alberghi hanno una specie di kindergarten e in Liguria no? Perchè in Romagna gli albergatori conoscono sempre qualche lingua straniera e in Liguria no? E così via. Questo credo dipenda anche dalla mentalitÃ* di una popolazione e non solo dalle condizioni socioeconomiche.
Altro esempio: mio nonno a metÃ* degli anni '50 ha avviato un'impresa (ovviamente nel campo tessile) che mandiamo avanti tuttora, fortunatamente senza grosse crisi per qualche scelta lungimirante di differenziazione operata negli anni '80. A parte questo, mi sono sempre sentito raccontare delle differenze tra gli operai di varia provenienza arrivati su negli anni 50/70. Avevamo il veneto umile, un po' stupido e gran lavoratore. Avevamo il toscano lavoratore, ma orgoglioso e poco obbediente. Avevamo il pugliese, simile al toscano nel modo di operare. Avevamo il campano, che poco lavorava e poco obbediva. Avevamo il sardo, che poco parlava e molto operava. E così via. Generalizzazioni, ovviamente, ma è interessante studiare il comportamente di un soggetto estrapolato dal suo contesto e posto in situazione di apparente paritÃ* (non c'era differenza sociale tra l'operaio pugliese, sardo o veneto, a quei tempi). Oggi succede lo stesso con operai di ben diverse provenienze: abbiamo operai extracomunitari di diversi paesi, e le differenze - in media - ci sono. Ad esempio abbiamo provato più volte ad assumere operai albanesi ma non c'è stato niente da fare. Problemi di mentalitÃ*.
Questo per dire che, mafia a parte, se il Sud è così indietro non dipende solo ed esclusivamente dal fato cattivo ed avverso, ma anche in buona parte dalla mentalitÃ* che si trascinano dietro da centinaia di anni. Questo naturalmente non dipende dal loro DNA, non nascono certo così, ma da una storia fatta da sempre di dominazioni, che fossero arabi, normanni, spagnoli, borboni o... piemontesi (sì, perchè dal mio punto di vista l'UnitÃ* d'Italia non è stata altro che una nuova dominazione per il Sud). Quindi, se da un lato certe generalizzazioni sono ridicole, un fondo di veritÃ* in quanto dicono tanti veneti tutto sommato c'è. Quello che gli sfugge è che se il Sud Italia è così povero non è perchè siano deficienti loro, ma perchè la loro storia centenaria gli ha inculcato una mentalitÃ* che contrasta parecchio con lo sviluppo sociale ed imprenditoriale. Non a caso tantissimi immigrati dal sud, acculturati o meno, quando sono venuti al nord (quindi tolti da un ambiente "deleterio") si sono rimboccati le maniche e hanno avuto successo e apprezzamento per il loro lavoro. Poi io stesso sono a favore di un forte federalismo o persino di una secessione (oppure di una confederazione, sul modello elvetico) e sono convinto che sarebbero positivi sia per le regioni settentrionali che per quelle meridionali.

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