Su questo hai perfettamente ragione. Il NE ha dato prova, nel recente passato, di esser stato in grado di passare da una povera economia agricola, di mezzadria malpagata e emigrazione, ad un livello economico paragonabile alle aree più sviluppate dell'Europa. Sicuramente ciò è avvenuto grazie alla totale dedizione al proprio lavoro e ad una capacitÃ* di "inventarsi" imprenditori. Lo Stato centrale, effettivamente, non ha dato particolari stimoli affinchè ciò avvenisse, rimanendo sempre l'entitÃ* lontana e poco interessata che ancor oggi è nella testa di noi triveneti.Originariamente Scritto da griffa-petrucci
Detto ciò, a mio modesto parere, la frase dell'amico friulano è uno di quei luoghi comuni che andrebbe eliminato una volta per tutte.![]()
io ho vomitato sul sedile di un 737 AF (per chi non è pratico af=air france). figo, no? (Fedex dixit)
Si sÃ* che sei l'intelletualone dell'agorÃ*.Originariamente Scritto da Jadan
Alla fine teorie e basta.
La cazzata è nel ritenere il sud in una posizione territoriale sfavorevole.
Le aziende Inglesi , tedesche e Americane delocalizzano la produzione da secoli e nei posti più disparati del mondo.Se trovavano terreno più fertile al sud italia rispetto al nord , sarebbero andate lì. 500km in più non fermano l'economia.
Idem per il turismo.
Credo che un sapientone come te capisca queste ovvietÃ*![]()
puntiamo ancora a 7 mesi con almeno 1 over 30°C , come nel 2011!
Mi dÃ* fastidio usare discorsi lunghi e contorti per esprimere concetti semplici.Perciò spesso ricorro a luoghi comuni per tagliare corto.Originariamente Scritto da strauch67
puntiamo ancora a 7 mesi con almeno 1 over 30°C , come nel 2011!
Non essere sicuro che non sappia....Originariamente Scritto da candalostie
Trasporti via nave. Infatti Gioia Tauro è diventato, in poco tempo, uno dei principali porti d'Europa. Ma una volta sbarcata in Calabria, la merce dove va? Cioè: io vengo dalla Cina e devo portare merce in Europa. Secondo te che faccio? La sbarco a Reggio da dove deve poi partire per farsi 1.500 Km per arrivare alle Alpi, o la sbarco, con una notte di navigazione in più, a Marsiglia? Gioia Tauro, infatti è un porto per container. Cioè arrivano le grandi porta container, sbarcano sul molo e dal molo questi container vengono trasferiti su altre navi che partono alla volta di tutto il mondo. Ma le merci in Calabria non ci restano. Infatti quel porto, pur gigantesco, ha creato solo unpiccolissimo indotto.
Liretta. E' assolutamente evidente che a guadagnarci dalla liretta sono le imprese esportatrici. E secondo te, negli anni '60, era più facile che un'impresa esportatrice nascesse a 100 Km dal confine o a 1.500?
Aziende in crisi. Certo, molte imprese hanno saputo riorganizzarsi e delocalizzarsi. Molte però vivacchiano. Non sono un fattore di espansione: stanno cercando di mantenere le quote raggiunte. L'industria veneta, insomma, che negli anni'80 era uno dei motori di tutta Italia, oggi è, rispetto a queglia anni, in ribasso. Benetton, per fare un esempio, ha fatto la sua fortuna facendo maglioni in Veneto. Per mantenere la sua fortuna oggi fa il casellante in tutta Italia (domani chissÃ*).
Maurizio
Rome, Italy
41:53:22N, 12:29:53E
Capisco. Però, molte volte, a ragionar per luoghi comuni si finisce per svilire il proprio pensiero.Originariamente Scritto da candalostie
Mandi furlan![]()
io ho vomitato sul sedile di un 737 AF (per chi non è pratico af=air france). figo, no? (Fedex dixit)
Adesso ti racconto una storia. Vera.Originariamente Scritto da strauch67
Me la raccontò alcuni anni fa un mio amico valdostano che era fisioterapista. Aveva in cura un anziano veneto che, tra una seduta e l'altra gli raccontò la sua vita. Che era quella di un giovane e misero ragazzino veneto che, appena finita la guerra emigra in Val d'Aosta (che è piena di veneti e calabresi). Arrivato in Valle entra come operaiuccio alla Cogne (acciaio). Contemporanemente al lavoro di fabbrica questo splendido ragazzo comincia a frequentare le scuole serali. Scuole durissime: verifiche a ripetizione. E se, nel corso di una verifica, venivi bocciato non ripetevi l'anno o la verifica: venivi mandato via dalla scuola e rimanevi in catena.
Passo dopo passo, diploma dopo diploma, questo tipo arriva alla laurea di Ingegneria. Continua a lavorare alla Cogne e ne diventa uno dei massimi dirigenti.
Nel frattempo alcuni parenti vivevano ancora in Veneto. Si trattava (per così dire) dei più pigri. Di quelli che non se l'erano sentita di intraprendere quel viaggio epocale ed erano rimasti a vivacchiare al paesello. Per cui: ciak! scattiamo l'istantanea a metÃ* anni '50 inizio '60: il tipo , ormai ingegnere, si sta avviando a prestigiosa carriera. I parenti campano ancora sui campi vivacchiando.
Arrivano gli anni '70. L'acciaio entra in crisi, La Cogne comincia a ridimensionarsi e si avvia lungo quel processo che la porterÃ* dai 5.000 dipendenti degli anni '50 al nulla o quasi di oggi. Un cugino del tipo che sbocconcellava rame, ha un giorno l'idea di mettersi a forgiare crocifissi e altre decorazioni per bare e arredi funebri in genere. La sua attivitÃ*, dapprima limitata al paesello, viene richiesta e lui mette su bottega.
Anni '80: la crisi dell'acciaio ha ormai raggiunto dimensioni mondiali. La Cogne praticamente si avvia alla chiusura. Il tipo, diventato nel frattempo uno dei massimi dirigenti, è tra quelli che pianifica la chiusura degli impianti. Dopo aver lavorato una vita in fabbrica il suo ultimo lavoro è smantellare la fabbrica. Va in pensione.
Al paesello, nel frattempo, la botteguccia è diventata impresa. Il tipo comincia a esportare e ingrandirsi.
Fiine anni '80, quando sento la storia. Il dirigente è affetto da un male incurabile che lo colpisce alle ossa. Entro poco morirÃ* e lo sa benissimo. Così bene che lo sa solo lui: ha voluto nascondere la notizia in casa. Di nascosto va dal mio amico per le cure e gli racconta la sua vita. L'altro ha ormai un'impresa che, allora, era solida e florida.
Ecco: entrambi veneti. Uno fallisce e l'altro no. A posteriori lo sai, ma se ritorni agli anni'50: chi era quello che aveva fatto la scelta più laboriosa e impegnativa?
E domani (se non è giÃ* oggi) quando cominceranno a fare crocefissi in Romania?
Perciò che io dico che lo sviluppo di una regione dipende da un mix di circostanze. Quei due erano (almeno) ugualmente laboriosi. Ma uno ha fallito, l'altro no. Perché? Forse quello che è rimasto a casa era più in gamba di un contadinuccio analfabeta che con forza di volontÃ* fa il fonditore e lo studente di ingengneria?
C'è altro oltre la voglia di lavorare....
Maurizio
Rome, Italy
41:53:22N, 12:29:53E
Intendevo dire che potevano nascere fior fiore di aziende esportatrici nelle zone servite da porti che al sud sono numerosissimi.Originariamente Scritto da Jadan
Comunque sinceramente : secondo te le mentalitÃ* lavorative del Nord sono uguali rispetto al sud.
Ne parlo spesso con mia suocera che è di Taranto e anche lei mi dÃ* ragione.
puntiamo ancora a 7 mesi con almeno 1 over 30°C , come nel 2011!
Guarda , adesso te ne racconto una anch'io.VeraOriginariamente Scritto da Jadan
un mio amico ha un'azienda meccanica a nord di Udine con 300 dipendenti.
Circa 6 anni fÃ* gli è stato proposto di delocalizzare nella zona di Bari una parte della produzione.
Bassi prezzi delle infrastrutture , agevolazioni fiscali , basso costo del lavoro.Un mix potenzialmente ricco.
Senonchè è stato avvisato che c'erano un po' di "persone" che dovevano guadagnarci qualcosa per "proteggerti".
Risultato finale : la convenienza calava drasticamente a causa di questi costi "aggiunti" ed in più vivevi nell'incubo pizzo.
Ha preferito creare un'officina in Serbia.(che tra l'altro , ora gli costa poco meno di quella che ha in Italia.)![]()
puntiamo ancora a 7 mesi con almeno 1 over 30°C , come nel 2011!
Cioè? Per esportare in Germania (visto che è lì che finivano le nostre esportazioni) via nave? Ma per piacere...Originariamente Scritto da candalostie
Maurizio
Rome, Italy
41:53:22N, 12:29:53E
Che la mafia esista lo so benissimo. Così come so molto bene che investire al sud è complicato.Originariamente Scritto da candalostie
Ma cerchiamo di non spostare l'asse del discorso. Perché il tutto, cao mai qualcuno se ne fosse scordato, è nato dal fatto che su si lavora e giù no. Al che io ho detto che ci sono anche molte altre ragioni storiche e geografiche che giustificano il divario. Ma NON il fatto che da qualche parte si voglia lavorare e da altre no.
Che il divario esista, insomma, non l'ho mai messo in dubbio. E' il fatto che sia causato dalla pigrizia ciò che contestavo. La mafia è una di quelle cause del divario. Ma, purtroppo, non l'unica. Perché anche laddove la mafia non c'è (in Basilicata, in parte della Puglia, in Sardegna) non è che si veda questo gran sviluppo...
Maurizio
Rome, Italy
41:53:22N, 12:29:53E
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