Ecco, appunto.
Al 99,99% dei presenti al concerto del primo maggio non gliene frega una cippa degli affari religiosi.
Allora vien da chiedersi il perchè si debba scadere in argomenti non interessanti per la platea durante uno spettacolo di ben altro tenore se non per cercare facili consensi. Ha fatto battute di cui se ne sarebbe benissimo potuto fare a meno, punto.
Che poi l'Osservarore Romano abbia fatto a sua volta un altro errore esagerando, è altrettanto vero ma ciò non toglie che al concerto si sia fatto qualcosa di sbagliato.
Poi avrei anche da ridire su queste feste, classificate in base all'appartenenza politica... Mi altero, e non poco, sulla presunzione di volersi arrogare il diritto di dipingere una festa di un colore politico. E questo vale soprattutto per il 25 aprile. Ma è un'altra storia..
Appunto, libera Chiesa in libero Stato. Quando la Chiesa ha attaccato Rivera non credo proprio che si sia trattato di politica e infatti Rivera ha trovato il luogo sbagliato per la sua tematica; il fatto di Welby non ha per niente a che fare con la politica.
In parte questa storia mi ricorda quando Jovanotti andò sul palco di San Remo a canticchiare Cancella il debito....motivo sbagliato nel posto sbagliato.
Premetto che faccio davvero fatica a esprimermi così, chi mi conosce lo sa: ma penso che siamo arrivati a un punto tale da dover ammettere un paio di cosette.
1.
Penso che le gerarchie ecclesiastiche stiano attraversando un momento molto particolare: attenzione, parlo di gerarchie, non di Chiesa, che è ben altra cosa.
Non riesco a capire per quale motivo abbiano deciso di prendere così di petto tutte le questioni che si stanno ponendo nella società: veniamo da due o tre Pontefici che sono stati eletti in età tutto sommato giovane.
Giovanni Paolo II aveva 58 anni.
Giovanni Paolo I ne aveva 66.
Idem Paolo VI.
L'attuale Pontefice è stato eletto quando aveva già 78 anni: la sua intransigenza era ben nota da sempre, specialmente nei confronti delle questioni etiche e morali.
E' un Pontefice che ha a mio malincuore rispolverato tradizioni antiche, dal banale utilizzo di copricapi quasi dimenticati, fino alla richiesta (non troppo celata) di ripristinare il gregoriano e il latino durante le Celebrazioni.
E' un Pontefice che agli occhi dell'opinione pubblica sembra dare uno strattone all'azione di rinnovamento iniziata dai suoi predecessori: chi lo segue più attentamente tuttavia sostiene che i suoi discorsi e i suoi scritti siano talvolta più intensi.
Attorno al Pontefice fino a poco tempo fa c'è stato Ruini, poi Bagnasco: tutti conoscevano le loro posizioni.
Insomma, una gerarchia ecclesiastica che sta facendo di tutto per dare un'idea di immobilismo, di arroccamento su posizioni e su tradizioni giudicate preistoriche dalla società attuale.
Stanno tracciando una strada netta, a prescindere da come uno intende questa cosa (politicamente o a-politicamente): stanno irrigidendosi sulle loro posizioni, sicuramente consapevoli di rischiare di perdere molti "seguaci" (che brutto termine).
2.
Ho detto di voler separare distintamente quelle che sono le gerarchie ecclesiastiche da quella che è la Chiesa: ma è veramente possibile operare questa distinzione?
Alla fine della fiera il parroco del più piccolo paesello di campagna, volente o nolente, deve per forza di cose seguire le indicazioni dei suoi "superiori".
E in una società dove la TV sta occupando i vuoti lasciati da altri fattori culturali, cosa volete che pensino i più giovani vedendo come stanno proponendosi i "dirigenti" della Chiesa?
Come si può pensare che gli stessi giovani, che spesso critichiamo per la loro irresponsabilità, per la loro maleducazione, per la loro inciviltà, possano accettare che in parrocchia o nel silenzio della propria stanza esistano occasioni di fede, quando per loro la fede è soltanto un ostacolo di fronte alle voglie della vita?
Non è quest'ultimo aspetto che traspare da tutti i discorsi che compaiono sui mass-media?
Come possono pensare di essere attirati da un'esperienza spirituale se per loro spirituale significa "no-ai-dico"?
3. Qui rischio la scomunica
Perchè costringere bambini di 6-7 anni a partecipare a Celebrazioni lunghe e spesso difficili da seguire anche per un adulto?
Perchè in qualsiasi altro ambito esistono approcci progressivi nei confronti del bambino?
Il CSI durante i corsi allenatori da precise indicazioni di come il bambino fino ai 14 anni abbia voglia di giocare e di come in quell'età si debba sfruttare quella voglia per insegnare i concetti base dello sport?
Il bambino vuole giocare -> il bambino impara giocando perchè si diverte.
Perchè il CSI (organo della diocesi) punta forte su questi argomenti e invece in ambito pastorale non esiste nulla in merito?
Perchè a 7 anni devo essere costretto a starmene seduto e in silenzio per 45 minuti (se mi va bene), ad ascoltare parole che molto probabilmente non riuscirò a comprendere fino in fondo nemmeno a 30 anni?
Perchè non mi danno la possibilità di crescere nella fede in maniera più consona alla mia età?
Perchè non mi forniscono altri strumenti per assistere alla "mia Messa" da bambino?
Sembrano considerazioni stupide, ma alla fine quello che conta sono quegli sbadigli che settimanalmente osservo nelle prime file della Chiesa: da lì nasce tutto, specialmente se non si ha la fortuna di avere solide sponde che ci consentano di tirare dritto e di attraversare momenti di non-voglia.
Da quegli sbadigili prende vita la contrarietà a tutto quanto è fede, è spiritualità, è riflessione: prima di perdere tutti i giovani, dateci la possibilità di comunicare meglio con loro.
4. considerazione personale
E' un peccato leggere che la religione (non necessariamente il cattolicesimo) è il male dell'uomo, che è una piaga da estirpare, che la sua relegazione in un angolino è fonte di maggiore civiltà.
PS: mamma mia quanto ho scritto![]()
Stefano Giorgetti
always looking at the sky
Ho visto solo un gruppo che si chiama Modena City Rambles, o qualcosa del genere,
mahhhhh.......... che strano nome.......
.......comunque a parte il nome non mi sono piaciuti.....
......sembra musica fatta in casa.....
Infatti lo sono alcuni cardinali. Ci sono preti che fanno esplicita propaganda di destra(interviste). Non ti accorgi che tutto l'operato di una classe politica è continuamente infarcito di affermazioni religiose e garantisce il suo appoggio alle tematiche della chiesa? Cavolo, l'ex democrazia cristiana, la Cdl, ma soprattutto Casini e Mastella, che leccano le scarpe all'elettorato "politico-cattolico-ecclesiastico" con continua affermazioni di difesa di famiglia, valori religiosi ecc...
http://golfodigaeta.altervista.org/
Webcam Formia su http://www.meteoliri.it/#!prettyPhoto/10/
Stazione meteo http://www.wunderground.com/weathers...p?ID=ILAZIOFO2
Diritto del Lavoro = sinistra = propaganda politica = artisti schierati = topi incantati dal pifferaio magico = + voti.
Quindi questa equazione resta valida! fa piacere di prendere la sufficienza in "matematica politica".![]()
Però non credo che la tua appassionata difesa del diritto di critica e di opinione basti per impedire a qualcuno di pensare che quelle critiche siano fuori luogo alla festa del 1° maggio.
Sai com'è, è la festa di tutti i lavoratori (anche quelli di dx), e sarebbe il caso di parlare di diritti dei lavoratori e non dei problemi che attanagliano i compagni!
Perchè non fate un concerto in un giorno simbolico per tutta la sx, unici invitati quelli di sx e lì dagli alla Chiesa, ai ricchi, agli americani, alla globalizzazione, ai fascisti ecc.
Meglio di no, dovessero presentarsi solo persone di sx e quindi nessuno da convincere o da lavare di cervello.
PS Ti preciso che non sto dicendo che la Chiesa non è criticabile, ma solo che ci sono momenti poco opportuni per farlo.
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