Citazione Originariamente Scritto da marcolino1969 Visualizza Messaggio
come che razza di obiezione è? tutto è nato solo per questo motivo, comequando di colpo si svegliano i politici e scoprono dopo decenni che succede che esistono le intercetazioni e magicamente appena questa cosa interessa loro bisogna rimediare... ecco ora successa stessa identica cosa.. tutte casualità...

due pesi e due misure come sempre.
Cerchiamo di mettere un pochino di ordine. La Forleo è (era?) un GIP, cioè un giudice delle indagini preliminari.
Non è un pubblico ministero, cioè un magistrato che compie le indagini e se trova, a suo giudizio, ragioni per incolpare qualcuno lo rinvia a giudizio. Né è un giudice, nel senso non è un magistrato che emette snetenze.
Il suo compito è semplicemente quello di verificare le indagini preliminari e di giudicare se queste sono state fatte bene o male.
Nel caso di D'Alema e co. successe che il PM aveva intercettato delle conversazioni tra Consorte e D'Alema e Co. Il PM giudica queste telefonate importanti (almeno: alcune di queste) e chiede al GIP (la Forleo) di richiedere alle Camere l'autorizzazione per poterle rendere pubbliche. In tutto ciò il PM non solo non formula nessuna accusa nei confronti di D'Alema e co, ma nemmeno li indaga.
A questo punto succede che la Forleo richiede alle Camere l'autorizzazione ad usare le intercettazioni. E fino a qui, nulla di strano. I probelmi sorgono dal momento in cui la Forleo, per richiedere l'autorizzazione scrive: "Inquietanti interlocutori di numerose di dette conversazioni soprattutto intervenute sull'utenza in uso a Consorte, i quali all'evidenza appaiono non passivi ricettori di informazioni pur penalmente rilevanti né personaggi animati da sana tifoseria per opposte forze in campo, ma consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata"

Cioè, in buona sostanza, la Forleo (che non è PM) scrive al Parlamento dicendo (più o meno) che D'Alema e co sono dei criminali. Poteva un GIP formulare accuse? I più sostengono di no, che questo potere spetta al PM, al titolare delle indagini e delle accuse. Poteva la Forleo esprimersi altrimenti? Probabilmente sì, aggiungo io. Perché era suo diritto/dovere chiedere al PM di continuare le indagini, magari approfondendo la posizione di D'Alema e co. Ma certo esprimere un giudizio di colpevolezza così palese finisce non solo per essere un'accusa (tutta da provare) nei confronti di un imputato. Ma, soprattutto, diventa una sconfessione del suo collega PM che, avendo come obbligo quello di perseguire reati, non s'è accorto dell'evidenza. E non solo del suo collega, ma di tutta la Procura (infatti, oggi, il suo principale avversario è il Procuratore Genereale di Milano).

E qui esce fuori la questione che salta ormai a ripetizione da mesi in qua. Qui non c'è tanto uno scontro tra la Forleo e D'Alema. Qui c'è uno scontro tra la Forleo e i suoi colleghi, tra la Forleo e Carabinieri e Polizia (ricordate un mesetto fa la Forleo che rinuncia alla scorta perché non si fida dei Carabinieri?).

La Forleo io credo che abbia in parte sbagliato. Un PM che accusa un imputato ci mette la faccia, perché poi porta l'imputato in processo e se il giudice l'assolve il PM non ci fa una gran bella figura. La Forleo, invece, in quanto GIP, non deve rendere conto a nessuno delle sue accuse. Nessuno può dirle "hai preso una cantonata" oppure "hai ragione". Doveva usare altri modi e altri mezzi.
Ciò non vuole dire affatto sostenere che D'Alema sia innocente. Quello va verificato altrove. Ma in un processo, che, spero, prima o poi si farà.

Quanto a Carabinieri e Polizia e colleghi. Se un magistrato riesce a mettersi contro tutti, la cosa non depone bene.

Ridurre il tutto al politico che cerca di zittire il magistrato è, quantomeno, riduttivo. Ricordo che non essendo la Forleo titolare delle indagini non può essere zittita. L'atto di richiesta l'ha fatto, ormai è partito ed è arrivata la concessione. Punto. La Forleo non c'entra più con la vicenda: Non c'è niente da toglierle (a differenza - enorme - da de Magistris). La vicenda perciò non la vedo come un conflitto con la politica. Ma tra la Forleo e tutti quelli che la circondano, a partire dai magistrati. Perciò che la cosa è assai differente da situazioni del recente passato che coinvolgevano Colui. Lì non c'era il singolo magistrato, isolato dal resto del mondo e dai suoi colleghi, che ce l'aveva con Colui. Lì c'era Colui che parlava di giudici da ridimensionare , di giudici "disturbati mentali" o "persone antropologicamente differenti". Lì c'era un conflitto aperto tra politica e magistratura. Qui c'è un conflittto tra la Forleo e il resto del mondo.
Il che non vuol dire che la Forleo abbia necessariamente torto e il resto del mondo ragione. Solo che le cose sono un po' più complicate e differenti.