Al fatto che noi dipendiamo da, ad esempio, un traliccio di alta tensione che porta corrente importata dalla francia o dalla Svizzera. Cade quello e l'Italia va al buio. Abbiamo scentemente deciso di rinunciare ad essere autonomi, la nostra ENEL è stata tolta dal listino borsa di New York perchè nessuno se la filava insomma, siamo dei nani che per vivere dipendono da altri paesi che producono energia da vendere. Economia globale, mi dirai. Io aggiungo; la mia è una analisi superficiale e forse è normale che sia così, però non avere più una compagnia di bandiera come l'Alitalia, e non averne nessuna in sostituzione, è solo l'ultimo episodio di una lunga serie, credo.
Nella mia ignoranza: gli slot eventualmente liberati dalla nuova Alitalia non potrebbero essere occupati da altri operatori? Cioè se Malpensa è effettivamente in una posizione strategica ed è utile non verrebbe "invasa" da altre compagnie? Oppure conviene di più mandare le persone verso il proprio hub di bandiera con dei low-cost?
Ciao! Provo a risponderti...
1) Gli slot liberati devono essere effettivamente...liberati: Alitalia potrebbe tenerseli anche se non utilizzati per un anno, poi decadrebbero.
2) Malpensa E' in una posizione strategica ed utile, infatti in particolare le asiatiche e medio-orientali stanno aumentando le frequenze, così come le americane (dalla prossima stagione torna American Airlines per esempio, che mancava da 8 anni, mentre Continental sta pensando di aprire anche su Houston da Milano). Inoltre, grazie all'accordo Open Skies Europa-USA, qualsiasi compagnia aerea europea può operare direttamente sugli USA da qualsiasi città europea. Per esempio British Airways dovrebbe aprire dei voli diretti da Malpensa sugli States.
3) Le low cost non c'entrano con gli hubs. Le low cost pure operano solo voli point-to-point (diretti), senza possibilità di fare uno scalo organizzato (cioè, con una Ryanair non puoi fare, che so, Milano-Londra via Francoforte; o meglio, puoi, ma a Milano non ti permetteranno di etichettare il bagaglio fino alla destinazione finale, non ti daranno due carte d'imbarco, e a Francoforte dovresti rifare tutto. Se perdi la coincidenza non te la rimborsano, eccetera). Per questo le compagnie cosiddette "major" non sono low cost. Le major di solito sviluppano il concetto di HUB AND SPOKES (letteralmente mozzo e raggi in una ruota), ove l'hub è il fulcro verso il quale convergono voli feeder (feeder perchè "nutrono" l'hub) da destinazioni secondarie. L'hub prevede che ci sia una compagnia aerea che faccia base nell'aeroporto. Oggi Malpensa (pur in maniera penosa, perchè il network Alitalia è penoso) è un hub, Fiumicino non è un hub, è un grosso aeroporto intercontinentale. Con l'avvento di Air France potrebbe vedersi un aumento dei voli Milano-Parigi e Milano-Roma per alimentare i due hubs. Le low cost non hanno hubs, hanno solo basi di armamento (in Italia: Bergamo e Ciampino per Ryanair, Malpensa per Easyjet) da cui vengono effettuati più voli point-to-point verso altre basi d'armamento o destinazioni minori.
Spero di aver spiegato nel modo più chiaro possibile.
Ciao!
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Tu proverai sì come sa di sale
lo pane altrui, e come è duro calle
lo scendere e 'l salir per l'altrui scale. [I]
[/I][I]Dante, Paradiso XVII, 58-60.[/I]
Azz Carlett non ti facevo così informato in tema...
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#NousAvonsDéjàGagné
Difficile dire quale delle due soluzioni sia la migliore vista la situazione disastrata della compagnia. Io personalmente preferisco la soluzione italiana comunque vada, nel bene o nel male. I francesi hanno un modo di fare che non mi piace.......... una sorta di doppia faccia. Se qualcosa dovesse andare storto chi rimarrebbe a terra saremmo proprio noi. Diversi mesi fa quando il consorzio Airbus entrò in crisi a causa dei ritardi sul progetto del A380 e si prospettava una ristrutturazione con numerosi tagli, e nonostante nel consorzio facciano parte diverse nazioni europee, provate a indovinare in quali paesi dovevano avvenire i maggiori tagli e in quale paese (chissà quale) i minori? Così non fu ma immaginate se i francesi dovessero avere campo libero cosa succederebbe.
Detto ciò il mercato aereo (e in particolare riguardo al futuro di Alitalia), in notevole espansione viste le consegne di nuovi aerei, dovrà tener conto dell'avvento dell'alta velocità a livello nazionale non solo in Italia, del continuo aumento del prezzo del petrolio, e delle future limitazioni sul contenimento delle emissioni nocive nell'atmosfera.
a furia di viaggiare
Per Neeno: beh io credo che per Malpensa, comunque vada, non sarà la fine. Ci sono altre compagnie aeree, l'aeroporto sopravviverà.
E poi Air One da qualche parte dovrà andare. Se perde la gara per Alitalia, la mossa più intelligente è quella di legarsi a Lufthansa (in parte lo è già) e fare di Malpensa un hub Star Alliance (di cui Lufthansa è la leader). In questo modo i francesi perderebbero completamente il mercato del Nord Italia a favore dei tedeschi. E quel che è certo è che il mercato del Nord Italia è troppo ricco e fa troppa gola perchè le grandi europee non ci lottino. L'unica che non l'ha capito, evidentemente è Alitalia. Amen
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alla fine se alitalia è ridotta così, l'italia può solo fare "mea culpa".
Avevamo una compagnia aerea che ai tempi d'oro era validissima e grazie alle ingerenze politiche, ad amministratori incapaci e succhia risorse e ai sindacati che se ne fregano dei lavoratori e pensano solo a fare blocco, siamo ridotti cosi.
Anche air france e lufthansa hanno vissuto momenti difficili ma loro a differenza di noi i problemi li risolvono, non discutono e basta..
"A montagna la e sempre a montagna..."
prorpio ai francesi??
che peasello ridiolo che siamo
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