Mi sono immerso ieri, per la prima volta quest'anno. SOno stato alle secche di Tor Paterno
http://www.ampsecchetorpaterno.it/

al largo della costa romana.
Sono sceso a 28,5 e quello che purtroppo ho visto è che:
1) non ho riscontrato termoclino. La temperatura dell'acqua era costantemente elevata fino, appunto, a quasi 30 metri. Come detto altre volte, la temperatura nei primi metri d'acqua è relativamente poco importante, nel Mediterraneo. In quei primi metri vivono infatti organismi abituati a passare da temperature inferiori a10 gradi in inverno a 35 gradi d'estate. Spesso, se vi è un minimo movimento di marea e si formano pozze isolate, quelle pozze possono anche raggiungere, a fine giornata, i 40 gradi. Poi si alza il livello e nell'arco di pochi secondi la T di quella pozza è in grado di scendere di 20 gradi. Sono, insoma, organismi fortissimi e resistenti. Le cose cambiano molto quando si scende oltre i 10-20 metri. Perché da lì in poi vivono organismi abituati ad acque relativamente fedde (diciamo tra i 15 e i 20) e con T relativamente stabile tra estate e inverno. Se l'aqua di profondità (ointendo quella sotto i 15 metri) si riscalda, allora succede che questi organismi si trovano a vivere non in fredde acque profonde, ma in tiepide acque superficiali, essendosi dilatata la fascia di acqua calda.

2) Difatti ieri tutto il fondale, comprese paramuricee alte più di un metro era interamente ricoperto di mucillagine. Barbette color sabbia, molto simile alla stoppa che un tempo usavano gli idraulici copriva ogni roccia, ogni organismo, ogni gorgonia. Tutto. E la situazione, mi dicono, è così già da un po'. Per risollevarsi questi organissmi hanno bisogno, oltre che di un ovvio calo di temperatura, di una energica shackerata, forti correnti e robusti marosi che rimescolino le acque riportando la temperatura a livelli consoni. Altrimenti quelli organismi rischiano. E tenendo presente che si tratta di gorgonie con spesso alcuni decenni di vita sarebbe veramente un gran peccato.