tiene benissimo! da considerare però che ho spruzzato il primer per plastica, prima della vernice! il mio schermo è rimasto per tutto un inverno a L'Aquila, la città più fredda d'Italia,con anche frequenti inversioni che distruggono la vernice ma invece ha resistito e continua a resistere. però è da un anno e mezzo in quel di Pescara, dove di frequenti gelate nemmeno l'ombra ma al contrario le temperature sono mediamente altine....
Si, infatti......ma purtroppo le variabili in gioco son tantissime ! Proprio in questi giorni sto conducendo un test di raffronto fra due schermi, il mio passivo Davis dotato di ventolina in basso (che spinge l'aria verso il sensore) e dotato di "tettuccio" e un altro schermo di costruzione artigianale, di "fattezze" e dimensionamento classico formato da sottovasi verniciati in bianco ludico con sottofondo in Primer.
Ebbene, benchè in linea di massima le T Min e Max siano paragonabili (dopo 5 gg di test risultano scarti medi di 0.4°C sulle T Minime e 0.6°C sulle TMax), risulta essere piuttosto DIVERSA la curva di temperatura da cui si ottiene la TMedia......Ah, dimenticavo di dire che in entrambi gli schermi son posti due sensori identici della LaCrosse Ws23XX, raffrontati su 0°C mediante prova del ghiaccio fuso.....
Io son sempre più convinto dell'idea che sia INDISPENSABILE usare schermi tutti uguali all'interno della rete MNW-CEM , così da "appianare" almeno questo elemento......e trovo che l'iniziativa dell'autocostruzione "in serie" proposta su questo sito, sia da lodare.......![]()
Ultima modifica di Blackfox; 04/04/2009 alle 09:35
Le stazioni: (tsc009) Rignano Sull'Arno capoluogo(area urbana quota 110-200 m slm) e tsc024 (area extra urbana 330m slm). Il sito meteo:**Rignano meteo_dati meteo on line**
Circa l'esigenza di standardizzare gli schermi a scopi di comparabilità dei dati non c'è dubbio, ventilati o passivi tutto fa brodo basta che siano uguali. Adesso è una babele, uno crede di confrontare due siti e in realtà confronta due schermi.
Sorprende, visti i prezzi italiani, che non sia ancora nato uno schermo standard passivo di prezzo contenuto di produzione industriale italiana. Non credo che ci vorrebbe più di tanto per farlo, specie se il progetto venisse fornito al produttore dei patti in plastica dal terzo settore, dal volontariato come un'associazione meteo insomma.
Andrebbe a ruba e farebbe dimezzare (circa) i prezzi degli schermi nel nostro paese.
Tempo fa pensavo anche all'idea di chiedere alla Davis il permesso di costruire su licenza e con tutte le percentuali del caso gli schermi Davis in Italia, e poi beccare un produttore qualunque per i piatti in pastica, c'è una ditta di stampi che andrebbe bene anche sotto casa mia (ma anche altrove, arriverebbero a costare ben meno di 8-10 euro di costo industriale, sei etti di plastica stampata e quattro bulloni...). Potrebbe essere un business...
E infatti e' nato lo schermo solare fatto da Gigi, che Meteonetwork e M3V propongono come riferimento, proprio perche' e' stato testato a lungo.
Non mi sembrerebbe pero' giusto, usare un solo schermo per tutta la rete Meteonetwork. L'importante e' che gli schermi siano accettati.
Credo che la standardizzazione degli schermi non esista neanche in ambito professionale, tanto e' vero che alcune stazioni adoperano ancora la capannina.
Pat
Senza dubbio nei settori professionali la standardizzazione degli strumenti è molto indietro; mi pare che si osservino schermi uguali entro ciascuna rete, ma diversi fra le reti, con il risultato che certe zone risultano più calde o più fredde di altre banalmente perché la rete che vi opera usa tipi di schermi diversi più o meno spilorci nelle minime o nelle massime, qualcuno ventila mettendo in scena un piccolo Alaska dalle massime incredibilmente basse, qualcuno istalla il sensore in modo che tocchi il palo di sostegno, pompando fittiziamente le minime anticicloniche
Siamo a un bel bivio. Allineare tutto allo standard tecnologicamente superiore non si può, banalmente perché costa troppo. Gli enti pubblici sono alla canna del gas, ci si porta la carta igienica da casa; per cui gli schermi ventilati sono uno sfizio per meteoappassionati che le grandi reti non si possono permettere. I passivi vanno così così. E sempre e comunque è una babele e non c'è uno straccio (dico uno straccio) di tabella tecnica che stabilisca uno straccio di range di uno straccio di +-0.5°C rispetto a uno schermo di riferimento al di fuori del quale le misure sono out in quanto fuori standard, ritenta con uno schermo più simile ai nostri.
Chiaro che la WMO anziché dire lo schermo deve avere i listelli così e colà, dovrebbe dare un range di tolleranza max rispetto a qualcosa. Più o meno mezzo grado rispetto allo schermo X depositato presso l'istituto Y. Se esci da qui, non si omologa lo schermo e non si pubblicano i dati.
Se parliamo di valori istantanei o dati medi a 1 minuto bisogna fissare alcuni punti:
+/- 0.5 in quale contesto climatico ?
quali, le caratteristiche del sensore e la sua dimensione ?
e poi,
- qual'è il grado di severità climatica dove lo schermo X è ritenuto standard rispetto alla reale temperatura dell'aria ?
- un range stretto, come può essere +/- 0.5, è idoneo a ricoprire tutti gli eventuali errori di sovrastima in condizioni di estrema severità climatica ?
- se lo allargassimo, il range, daremmo spazio al furbetto che testa il suo schermo in riva al mare e magari rientra di pelo nel range ?
- potrebbe essere una soluzione, quella di vietare l'utilizzo di un passivo, in contesti dove lo schermo standard X induce una sovrastima superiore a 1°C ?
Esattamente, nulla è facile, all'inizio. Bisogna ragionarci un po'. Poi come sempre finisce che si impongono gli standard più adatti al contesto prevalente negli Stati Uniti, ma almeno che se ne definisca uno.
Circa l'ultimo punto, se ci sono i soldi per affrontare il passo direi di sì. Ma non ci sono.
Guarda, concordo; usare lo schermo ventilato fa parte di un principio di precauzione adottabile localmente. Quando la scienza scende in campo e deve fare i conti con l'economia l'unica strada è il compromesso.
In questo caso il compromesso è la definizione di una moda e i relativi intervalli di deviazione standard che possono essere accettati.
Se dovessi installare sul lungo mare di Salerno probabilmente preferirei un passivo standard ...... ma nella piana di Catania è una follia perchè, qualsiasi passivo standard ha una deriva di sovrastima che mi porta oltre i "sigma" prescelti.
E' questo il caso in cui non posso confrontare due siti malgrado utilizzi due schermi identici
Il ventilato, tranne i casi di gusto personale o precauzionali, serve per far rientrare, le code della distribuzione ipotetica, nel range di accettabilità.
Insomma, nè tutti passivi, nè tutti ventilati ma entrambi distribuiti in modo scientifico
Davis Vantage Pro2 wireless. LaCrosse WS 2300 cablata con schermo artigianale autoventilabile.
"L'uomo non ha avuto il mondo in regalo dai suoi genitori, lo ha avuto in prestito dai propri figli"
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