Può essere che il mio essere di origini miste in una città come Torino mi abbia facilitato a slegarmi dal dialetto (conosco qualche parola di piemontese, praticamente nulla di siciliano e sardo, le lingue dei miei genitori) e mi risulta difficile inserirlo in un contesto di identità, anche se vabbe' capisco il discorso.
Detto questo io mi sento torinese anche se non spiaccico una parola di dialetto (beh ci mancherebbe solo: ci sono nato e vissuto per tutta la vita!)
Ora vediamo di prendere tutti quanti un qualcosa di solido
in effetti nelle metropoli il dialetto appare come una cosa inutile e anacronistica......dipende anche da che tipo di filosofia di vita uno segue..nelle grandi citta' si bada al sodo(praticita' appunto),mentre fuori da esse si da piu' peso alla identita culturale.......
ps adesso vado al lavoro........![]()
forse mi son spiegato male.
Io non dico che il dialetto sia completamente inutile da essere abolito, ma neanche così salvaguardato da dover essere insegnato nelle scuole (a discapito delle lingue estere).
Le tradizioni sarebbero comunque salvaguardate (se esiste l'interesse) e ci mancherebbe se non fosse così
Io del dialetto me ne battu u belin (sta a vedere come qualcuno si offenderà pensando sia volgare) , ma non perchè lo trovo stupido o io superiore, ma per il fatto che per comunicare su questo forum scrivo in italiano, nella vita di tutti i giorni mi esprimo in italiano, mentre per lavoro uso spesso il francese........ e cavolo se quello mi è servito nella vita.
L'utilità del dialetto nella mia vita è paragonabile allo zero e la scuola serve per preparare gli studenti al futuro, se insegnassimo il dialetto sarebbe un passo indietro, quando ci si spostava con i cavalli e lo scambio culturale era solo in quella determinata zona.
su questo concordo al 100% e spero sia fatto al più presto possibile! (magari!)
Però per le lingue "nazionali" il discorso è un po più complesso.
prima di tutto in molti stati hanno sopraffatto le lingue/dialetti locali (vedi ad esempio in Francia) e inoltre sono un mezzo di comunicazione di milioni di interlocutori.
queste potrebbero essere mantenute come lingue di comunicazione "intermedia".
l'ideale sarebbe, come dici tu, un europa composta da centinaia regioni (euroregioni) plurilingui (aventi come lingue ufficiali la parlata e il dialetto locale e la/le lingua/e della ex nazione in cui era inserita la regione e in più si ove si dovrebbero imparare 1-2 lingue di altre ex-nazioni europee e ovviamente l'inglese)
Torgnon (1350 mt) / Chatillon (530 mt) stazione meteo:
https://www.wunderground.com/dashboard/pws/ITORGN6
http://datimeteoasti.it/stazionimete.../realtime.html
Nel Nord Italia, comunque, credo che alcuni dialetti siano foneticamente più portati ad essere parlati dai giovani rispetto. Non so perchè, ma lo credo fermemente.![]()
a parte che 2000 anni fa si parlava diffusamente latino solo in ristrette zone, nella maggior parte dei territori si parlavano le lingue e dialetti locali...
cmq non mi ha dato niente come soldi (ma perchè una lingua mi dovrebbe dare dei soldi)...
ma come cultura, crescita, comportamento, rapporti, ecc, certo che si, la lingua è il principale strumento mediatore tra pensiero e comunicazione, tra uomo e uomo... ti pare poco?
è come chiedere a un pc a che gli servono i programmi o il sistema binario, sarebbe lo stesso senza?![]()
Ah, a Bergamo e a Brescia i giovani non parlano in dialetto. Caso mai in qualche paese di provincia, sopratutto se si è muratori (senza dimenticare idraulici ed elettricisti). Per il resto si usa qualche espressione ogni tanto o si parla in dialetto più che altro per scherzare.![]()
perchè a DISCAPITO? i bambini possono imparare sia il dialetto che le lingue straniere (più cose imparano e meglio è! inoltre è giusto che imparino gli idiomi della propria terra ma allo stesso tempo le lingue di comunicazione di massa).Io non dico che il dialetto sia completamente inutile da essere abolito, ma neanche così salvaguardato da dover essere insegnato nelle scuole (a discapito delle lingue estere).
Torgnon (1350 mt) / Chatillon (530 mt) stazione meteo:
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Per carità, che una o dieci lingue in più facciano sempre bene sono il primo a sostenerlo. Quello che dico io è da un punto di vista utilitaristico: in un'Europa perfetta ritengo che sarebbe meglio che ognuno conoscesse il proprio dialetto e una lingua globale piuttosto che una lingua nazionale e una lingua globale. Se poi se ne conoscono alla perfezione tre anzichè due, male certo non fa: ma personalmente, a doverne scartarne una tra le tre, scarterei la lingua intermedia.
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