Non credo che in assoluto si possa parlare di etero o omo sessualità. Si può essere attivi e passivi in qualsivoglia rapporto sessuale, indipendentemente da orientamento sessuale, *****, religione, credo politico, nivofilia o caldofilia, orazi e curiazi, bibì e bibò.
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"You are not entitled to your opinion. You are entitled to your informed opinion. No one is entitled to be ignorant." (Harlan Ellison)
Perchè quando si raccontano fatti del passato remoto normalmente che tempo verbale si usa nel linguaggio colloquiale.
Azzo ... Visto che abbiamo la "sfiga" di una lingua particolarmente articolata almeno usiamola altrimenti si fa 'na fatica bestia per impararla per l'anima della fava ...![]()
Neutrofilo, normofilo, fatalistofilo: il politically correct della meteo
27/11: fuori a calci i pregiudicati. Liberazione finalmente.
E allora perché mai preferire IMHO ad un "a mio parere"?
Azzate a parte (mi sa che non ti rispondo seriamente altrimenti non ne usciamo), converrai però almeno su un punto, e cioé il fatto che almeno nell'italiano parlato nel settentrione l'uso del passato remoto si sta perdendo con incredibile velocità. Io stesso, specie se parlo con amici, mi sento ridicolo nel dire cose del tipo "Sai, quando due anni fa andammo...".
Viceversa, al sud c'è una non troppo velata tendenza alla generalizzazione del passato remoto, a scapito del passato prossimo. Naturalmente a prescindere dai diversi regionalismi e localismi.
No, non å che "si sta perdendo", al centro e al nord ormai è perso. Presto potrai considerarlo come un arcaismo. Sai che insegno italiano qui all'uni del popolo, e ai miei studenti non insegno il PR se non dopo il QUARTO anno (ovvero a nessuno, visto che nessuno supera il terzo anno). Ma gli spiego che in italiano la lingua scritta non è quella parlata, e che mentre nello scritto il passato remoto è ancora bello vivace e in uso ovunque, nel parlato è perduto da Latina verso nord.
E' stata una sconfitta ma non me la sento di insegnare a quella gente (già sfaticata) un tempo difficile come il PR salvo poi non farglielo mai usare verbalmente, a meno che non vogliano sembrare dei "pazzi" a Roma o a Milano.
Ma è un sintomo di una lingua viva, che volete farci? La lingua cambia continuamente, come il clima, e si adatta alle esigenze, specialmente alle semplificazioni. E il PP rispetto al PR è una decisa semplificazione :D hai da coniugare solo due verbi invece di 30000000000... vuoi mettere la comodità?![]()
"You are not entitled to your opinion. You are entitled to your informed opinion. No one is entitled to be ignorant." (Harlan Ellison)
Ma dai!Questa non la sapevo, bella lì!
Concordo. Io sono un semplice studente, però fra lettere, linguistica e glottologia bazzico anch'io fra i cambiamenti della lingua.
In effetti si può dire che nel parlato effettivamente non lo usa quasi più nessuno, se non in occasioni formali e/o scolastiche. Capisco d'altronde la tua scelta; è un peccato non insegnarlo, ma la capisco. Già l'italiano non è propriamente una lingua facile; se poi hai a che fare con gente un po' sfaticata, quella per il PR sarebbe veramente una battaglia persa per una causa inutile.
Sulla semplificazione della lingua mi pare ne avessimo già parlato: è vero, la tendenza a eliminare gli eccessi e tutto ciò che nel tempo perde valore distintivo è irreversibile, e forse sopravviveremo anche senza PR. Io credo però (forse figuro soltanto fra i conservatori che si battono stupidamente per una lingua che conservi tutte le sue qualità) che molte semplificazioni degli ultimi tempi siano in parte dettate anche dall'ignoranza della lingua. Voglio dire, anche senza congiuntivo sopravviviamo: "mi sembra che è giusto" si capisce... però c'è un però... Ma non so se interessa, sarebbe un discrso totalmente astratto.
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...when the night has come
and the land is dark
and the moon is the only light we'll see...
Ma che tempo usate al posto del passato remoto? Il passato prossimo o l'imperfetto?
Qui il PR è usato correntemente, sia in italiano che in vernacolo.
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