La cosa più bella della neve? Il silenzio che l'accompagna nella caduta. Un silenzio non imposto, che dovrebbe essere la norma e invece è l'eccezione, tanto da gridare alla "calamità naturale". Forse non è la neve, ma il silenzio ad essere visto con sospetto. Nel silenzio si ascolta, nel silenzio si ragiona. Il silenzio, come la neve, non è noia, è gioia. Dovrebbe nevicare più spesso.
Questo non è un problema di chi si è laureato. Non nel senso che non è un problema a cui dobbiamo pensare, ma nel senso che non spetta ai neolaureati risolverlo. Soprattutto non lo devono risolvere impiegandosi forzatamente in lavori che potrebbero fare senza laurea. Non si può permettere ad un giovane di laurearsi per poi costringerlo, di fatto, a lavorare in campi che non gli competono e che magari neanche sa come funzionano; se non è possibile rendere più accessibile il mercato lavorativo si impedisce ai giovani di laurearsi, cosa che porterebbe comunque conseguenze negative ma tant'è.
Nel momento in cui lo stato mi permette di studiare e di laurearmi mi permette implicitamente anche di trovare un lavoro che riguardi ciò in cui mi sono laureato, altrimenti l'università è solo uno spreco di tempo e soldi che gravano su entrambe le parti.
Tra l'altro bisognerebbe anche eliminare tutte quelle scuole superiori che non diano competenze pratiche spendibili nel mondo lavorativo, cioè tutti i licei tanto per cominciare. Chiaramente io solo col mio diploma di liceo classico non mi azzarderei a fare alcun lavoro che implichi un minimo di abilità professionali pratiche.
"In Africa non cresce il cibo. Non crescono i primi. Loro non hanno i contorni. Una fetta di carne magari la trovi, ma hanno un problema con i contorni. Per non parlare della frutta."
Questo perchè hanno deliberatamente semplificato l'università (io che ho vissuto la transizione dall'università seria all'università come prolungamento della scuola posso testimoniarlo, uso definire l'università attuale come parcheggio per i giovani disoccupati). Inoltre c'è stato un proliferare di corsi di laurea, alcuni che rasentano il ridicolo, anche questo per aumentare la "capienza del parcheggio". La semplificazione dell'università ha portato sì a far impiegare un po' di tempo a tantissimi giovani che sarebbero altrimenti per strada, ma ha prodotto e continuerà sempre più a produrre una massa enorme di laureati dalle competenze minime se non completamente trascurabili (e lo dicono le aziende questo).
Esiste un pregiudizio anche inconscio da parte dei giovani verso qualunque lavoro manuale,non il contrario.Il discorso è semplice,in una società complessa c'è bisogno di molteplici figure professionali,i posti più ambiti dovrebbero essere occupati da chi è più capace e motivato.Se per assurdo una società porta al conseguimento di una laurea tutti i suoi abitanti,la maggior parte di questi dovrà adattarsi a fare lavori non inerenti al proprio percorso di studi,e in buona parte lavori di tipo manuale.Io ho sempre fatto l'operaio,non per questo ho bloccato il mio percorso intellettivo e culturale alla 5 elementare.Nessuno mi ha mai trattato come una merda,anche perchè non l'ho mai consentito,e tutto sommato sono soddisfatto di ciò che ho realizzato nella mia vita, e devo dire che non ho mai avuto neppure un'esistenza particolarmente dura.
Distinguo i lavori in 2 categorie,che non sono quelle del lavoro intellettuale e manuale,bensì quelle del lavoro utile alla collettività o utile solo a se stessi.A questa seconda categoria va tutto il mio disprezzo.
Semmai l'interesse di tutti sarebbe di ridare al lavoro utile,qualunque esso sia,la giusta dignità,cancellando le vergognose leggi che lo hanno reso precario da diversi anni.
Onore a tutti i fratelli caduti nella lotta contro il potere e l'oppressione.
"nel fango affonda lo stivale dei maiali..."
Questo è un problema molto semplice da risolvere, basta restringere l'accesso alle università e riservarlo solo "ai più capaci e meritevoli" -al di là di quanto sia complesso stabilire chi sia veramente capace e meritevole-, come d'altronde è sancito anche dalla nostra costituzione![]()
"In Africa non cresce il cibo. Non crescono i primi. Loro non hanno i contorni. Una fetta di carne magari la trovi, ma hanno un problema con i contorni. Per non parlare della frutta."
Sì, è verissimo. Generalmente la situazione è questa.C'è stato un fiorire di corsi dai contenuti veramente idioti e che di fatto servono a ben poco se si vogliono avere buone chance di lanciarsi sul mercato lavorativo. C'è da dire, poi, che chi ha le capacità per emergere e sa farle fruttare al meglio alla fine ce la fa più che bene. Lo vedo anche in chi ha fatto corsi di laurea apparentemente idioti.
Oh, comunque sia ci sono molte persone che fanno lavori completamente diversi da quelli legati al percorso universitario svolto. Un po' di cultura aggiuntiva non è che faccia comunque male, eh.![]()
Rispondendo a Fabio Volcano, ci sono anche oggi tante università serie, che applicano tutto con rigore (Tor VErgata, dove studio e dove mi laureo tra meno di 2 settimane, è una di queste)
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