"siamo sulla strada giusta"
Assolutamente d'accordo. Mi e' capitato di sentire le argomentazioni pro decrescita, penso che quasi quasi preferirei ascoltare un monologo di Bagnai in loop per 3 ore. \fp\
Intanto, per la saga "non abbiamo capito un ca**o del perche' siamo finiti in malora", si ripresenta come la peperonata mangiata per cena la ricetta magica "pre-pensionamenti per assumere giovani", good-old "lump of labour fallacy"![]()
"Se le sciocchezze fossero materia imponibile, alcuni personaggi subirebbero aliquote confiscatorie"
Ciao Tub.
you don't need the Weatherman to know where the wind blows - bob dylan
il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile - woody allen
Intanto a proposito di retribuzioni pubbliche e meritocrazia...
Le rendite di posizione e il saccheggio dello Stato - Il Sole 24 ORE
http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/E...i-pubblici.pdf
Neutrofilo, normofilo, fatalistofilo: il politically correct della meteo
27/11: fuori a calci i pregiudicati. Liberazione finalmente.
Neutrofilo, normofilo, fatalistofilo: il politically correct della meteo
27/11: fuori a calci i pregiudicati. Liberazione finalmente.
Ma è inutile fare facile ironia: quasiasi persona di buon senso, come spero che siate anche voi oltre a me, si dovrebbe rendere conto che una crescita infinita, moltiplicata per qualsiasi paese del mondo o quasi, è semplicemente impossibile ed irrealizzabile, anche se lo si volesse.
Un'economia non può crescere all'infinito, e non solo perchè - piccolo dettaglio - viviamo in un mondo che ha già dato e sopportato più di quanto poteva; ma anche perchè non siamo più negli anni '50 dove crescevano solo l'Europa e gli USA, ora ci sono India, Cina, ecc. che crescono dell'8% annuo! E la crescita che raggiungono tali paesi è tutta, o in parte rilevante, crescita "sottratta" alle economie "storiche", per i motivi che sappiamo bene (costo del lavoro, ambiente calpestato, regole zero ecc).
Poi io ritengo che cercare come vie d'uscita alla crisi le stesse che ci hanno portato dentro è assurdo: edilizia a go go (=distruzione di quel poco che resta nel mondo di naturale), combinata al sempreverde Mito dei Consumi (=sprechiamo ancora di più, dato che si spreca poco oggi in effetti...). La crisi è nata in alcuni paesi (es. Spagna) grazie alle bolle immobiliari: vogliamo fare altrettanto? Io non sono economista, nemmeno Bocconiano (grazie a Dio), quindi non ho la soluzione in tasca, non sta a me trovarla: però mi sembra basti guardarsi intorno con un po' di buon senso per capire che non siamo più negli anni '50.
Intendevo dire che non siamo in quegli anni è dunque è assolutamente privo di senso riproporre i modelli "classici" di "uscita dalla crisi" come se fossimo nel dopoguerra. Altro mondo.
A parte che chiamare paradiso fiscale un Paese che ha comunque un 12,5% di tasse sulle imprese e un livello di entrate complessivo attorno al 35% se non erro mi sembra esagerato...casomai parlerei di normalità fiscale, e al contrario di inferno fiscale relativamente alla maggior parte dei Paesi dell'Europa continentale.
Comunque: è un non senso che all'interno di un unione monetaria coesistano Paesi con fiscalità fortemente diversa? Sono perfettamente d'accordo ma il discorso è: perchè dev'essere il Paese con le imposte sulle imprese più basse ad adeguarsi e ad alzarle, e non gli altri Paesi a cercare di ridurre tasse e spesa? Sono ancora in attesa di trovare una risposta apprezzabile a tale quesito.
Già che ci siamo formulo anche un altro quesito: se proprio il problema dell'Eurozona è che c'è un Paese che a differenza di altri non tassa a morte le proprie imprese, requisito a quanto pare fondamentale per restare dentro alla magica moneta unica, perchè si è accettato che questo Paese entrasse a fare parte di tale moneta unica? Non è certo dall'altro ieri che la Corporate Tax è fra le tasse sulle imprese più basse al mondo. Se proprio si vuole che all'interno della super moneta unica priva di difetti non entrino dei Paesi liberisti bastava tenerli fuori. Aaaaahhh no ma figurarsi se a Bruxelles sbagliano mai qualcosa....
Articoli un po' vecchiotti...mettiamo dei dati in tempo reale che facciamo meglio va. Allora, nell'ultimo anno e mezzo in Irlanda il tasso di disoccupazione è calato dall'ancora 14,7% dell'Agosto 2012 all'attuale 11,9% (non sarà certo un gran dato ma un trend del genere farei la firma per vederlo da noi). La disoccupazione giovanile è scesa dal 31 al 26% e gli occupati sono aumentati costantemente dal Gennaio 2012 a oggi. Non è certo un quadro da Eden, però ci farei la firma per avere un trend del genere.
Oh, adesso è tutto merito dell'UE quindi.Chissà perchè gli stessi fondi UE non hanno sortito effetto analogo, in termini di crescita, miglioramento dell'occupazione e dei conti pubblici, anche in altri Paesi come la Grecia mi chiedo (di dimensioni più o meno paragonabili a quelle irlandesi come economia). Cosicchè mentre l'Irlanda ha visto ridursi il suo tasso di disoccupazione dal 15% ca. del 1994 al 4% ca. del 2001 nello stesso periodo di tempo quello della Grecia è rimasto fermo immobile al 10%.
E anche negli anni successivi, mentre fino al 2007 l'Irlanda si è mantenuta attorno al 4% di disoccupazione, la Grecia è al più scesa all'8% (2007). Idem il Portogallo, che dopo aver visto un calo della disoccupazione nella seconda metà degli anni '90 ha visto poi un nuovo aumento dei disoccupati tra 2001 e 2006 fino al valore che aveva nel 1995. Come mai qua i fondi UE non hanno funzionato allo stesso modo? Evidentemente da soli non bastano se la strategia di politica economica è un buco nell'acqua (oltre che nel bilancio, vedi Grecia \as\).
E in seconda battuta non c'è nessun se, relativamente alla situazione odierna, visti: 1) l'articolo che ho precedentemente postato; 2) i dati che ho messo sopra.![]()
«L'Italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l'Italia sono i furbi, che non fanno nulla, spendono e se la godono» (Giuseppe Prezzolini, 1921)
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