Fermo restando che quantificarli un minimo bisogna, può indubbiamente essere: ma per rendere le comunicazioni davvero più celeri devi dimensionare in modo adeguato anche il resto della viabilità (parlo di quella stradale, perchè quella ferroviaria continua a sembrarmi fantascienza). E non partiamo esattamente da una situazione esaltante.
Si può certamente fare, peraltro indipendentemente dal ponte, ma sono altri soldi che servono.
Ecco... Se dal punto di vista del risultato sicuramente è stato un successo non lo prenderei come esempio di buona gestione (eufemismo) di grandi opere. Ma questo è altro film.
Neutrofilo, normofilo, fatalistofilo: il politically correct della meteo
27/11: fuori a calci i pregiudicati. Liberazione finalmente.
Ecco io l'unica cosa che escluderei è proprio il turismo
Se dovessi andare in Sicilia, ponte o non ponte, ci andrei comunque in aereo (o, al massimo, in traghetto). Col cavolo che mi sparo 1200km in macchinaE questo credo che valga un pò per tutti quelli che abitano dalla Campania o dalla Basilicata in su
Sull'integrazione dell'industria e del commercio siciliani con la penisola nulla da dire, effettivamente potrebbe dare un grande vantaggio. Resta il grande dubbio delle ricadute ambientali (non solo quelle dirette, anche quelle indirette positive, ossia quanti viaggi in meno in traghetto si farebbero).
Lou soulei nais per tuchi
sbagli, fortemente
altrimenti non si spiegherebbero le straore di code sulla Salerno-Reggio o su tutta la A1 da Bologna. o le straore di coda al Villa San Giovanni.
non solo, qui di siciliani ce ne sono moltissimi (a Desio, non si sa bene perché, si sono ritrovati in centinaia da Montalbano Elicona, SOLO da un borgo) e ti assicuro che la stragrande maggioranza va giù in macchina.
per diversi motivi: i traghetti costano una FOLLIA, così come gli aerei, soprattutto ad agosto dove l'80% delle persone va in ferie.
non solo per questo motivo: spesso stanno giù tanto tempo e sanno che senza macchina non vai da nessuna parte... se l'anno scorso provavi a noleggiarne una ti veniva a costare boh, quanto basta per accendere un mutuo
Credimi che sono veramente in tanti ad andare giù in macchina, molti di più di quanto pensi. Anche perché in aereo sei leggermente tagliato fuori essendoci sostanzialmente un solo aeroporto per una delle regioni più grandi di Italia.
Si vis pacem, para bellum.
Comunque puoi pure fare a meno di rispondere: so che non ce la fai proprio, nemmeno dopo avermi messo in ignore. Questo, ma sempre un po' meno della tua presunzione sconfinata, è quello che ti rende particolarmente sgradevole. Puoi pure cominciare ad esercitarti da adesso: rinuncia a controbattere ancora, dopo la prima volta sarà più facile.
Adesso un messaggio più distensivo: nessuno oserà mai più oscurare la tua sapienza, se è questo che ti preoccupa; puoi scrivere quello che vuoi e continuare a trarre la tua linfa vitale dai likes dei soliti noti. D'altronde loro sono il nulla al cospetto del Professore, non saranno mai così matti da cercare lo scontro.
In realtà uno potrebbe scendere ad un aeroporto calabrese (Messina non ha aeroporti civili) e in poco tempo farsi un viaggio turistico di entrambe le regioni senza dover pagare il traghetto e potendo visitare più località in meno tempo. Non necessariamente serve essere vicini per usare quel ponte.
Ho già fatto l'esempio della ferrovia adriatica qualche pagina addietro: per il fatto che Brindisi si candidava a essere il punto di imbarco per la valigia delle Indie britanniche, fu costruita in nemmeno 10 anni dall'unità l'intera ferrovia adriatica e fu completato in pochissimo anche il traforo del Frejus (che vicino alla Puglia non è nemmeno).
Queste opere furono compiute in contesti ancora profondamente arretrati, e hanno dato impulso al rinnovamento tecnologico ed economico delle aree dove sono sorte queste opere.
La viabilità siciliana potrebbe pure non essere ancora all'altezza, ma proprio grazie al ponte lo diventerà.
Le grandi opere fanno sempre da slancio per lo sviluppo di un'area, salvo non si parli di cattedrali nel deserto tipo città di qualche folle dittatore tipo in Cambogia (era la Cambogia? ora non ricordo) o nei paesi -stan. Ma per il ruolo che la Sicilia ha nel Mediterraneo la costruzione del ponte non sarebbe affatto una cattedrale nel deserto.
Noi italiani dobbiamo sempre lamentarci di qualcosa. L'importante è che è stato costruito e funzioni, e il ritorno economico ci sarà.Ecco... Se dal punto di vista del risultato sicuramente è stato un successo non lo prenderei come esempio di buona gestione (eufemismo) di grandi opere. Ma questo è altro film.
Sul resto si può discutere.
Residenza: Altavilla Vicentina (VI)
Lavoro: Brendola - casello di Montecchio Maggiore (VI)
http://meteoaltavillavicentina.altervista.org/
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1. parla per te. Per abitudine non compiaccio nessuno;
2. io sono di quelli che nel sondaggio ha votato a favore del Ponte, dando per scontato che chi l'ha proposto intendesse dire "Siete favorevoli al ponte sullo Stretto di Messina se tecnicamente si può fare?" E la mia risposta (se si può tecnicamente fare e la costruzione del ponte consente di superare l'attuale sistema di trasporto tramite traghetti) è entusiasticamente positiva, se invece non lo consente, allora no e diventa cautamente positiva o drasticamente negativa in funzione di quel che consente di fare davvero (ad esempio se non consentisse il transito dei treni la mia risposta diventerebbe drasticamente negativa).
3. dunque vedo che per decidere se si è a favore o contro occorre una specie di presa di posizione ideologica che prescinda dalla sua fattibilità (e la risposta è, con me questo "giochetto" non funziona, con altri magari sì);
4. l'articolo che hai postato me lo sono letto bene, è il parere rispettabilissimo di uno di quegli accademici che sostiene che sia comunque "necessario" provarci, che non è impossibile costruirlo (ma l'impossibilità e la possibilità sono solo una parte della faccenda) e che comunque un progetto definitivo esiste, ma in realtà non da risposta a nessuno dei quesiti sollevati in questi anni anche dai suoi colleghi o meglio, da risposte generiche mantendendosi sul vago, alcune tra l'altro mi sembrano "ideologiche" (ad esempio quelle sul rischio sismico);
5. nella discussione collegata all'articolo interviene anche un suo collega (scettico sulla fattibilità) che commentando fa una serie di osservazioni, che vengono ignorate, cosa legittima, per carità, ma questo dimostra come perfino tra i tecnici ci siano valutazioni diverse su fattibilità dell'opera e rischi connessi che tendono a esulare dall'ambito tecnico. Peraltro come ci sono tecnici favorevoli e tecnici contrari (con una certa prevalenza dei secondi) nel mondo degli ingegneri strutturisti c'è la consapevolezza diffusa di una serie di rischi molto alti rispetto alla concreta realizzabilità del Ponte, alla sua fruibilità e anche alla manutenzione (che potrebbe rivelarsi un nodo particolarmente critico).
Quindi ci sono tutta una serie di aspetti critici che riguardano la fattibilità dell'opera in sé (il poter costruire qualcosa non implica che abbia senso costruirla) non ultimo (e lo si capisce benissimo anche leggendo l'articolo) un elemento che pare evidente a tutti: non è possibile avere chiara contezza dell'entità dei rischi (e dei limiti strutturali del ponte stesso, in termini di percorribilità, durata, deterioramento, ecc.) se non a opera realizzata. Quindi per costruire il ponte occorre una notevole dose di azzardo. Poi se piacciono le scommesse è un altro discorso, ma se proprio si devono scommettere 14 miliardi preferirei che fossero capitali privati, di investitori italiani e stranieri, non quelli delle mie (e delle tue) tasse...
Ultima modifica di galinsog@; 28/04/2023 alle 16:55
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