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Uragano
Re: ma si, "integriamoli"!
Quello che mi spaventa è la facilità con cui persone apparentemente come noi, possano aderire in coscienza a simili atrocità. Noi riteniamo scontato distinguere il bene dal male in virtù della sofferenza che infliggiamo ai nostri simili. Per molti di loro il concetto di bene e di male così come lo intendiamo noi, non esiste. per loro può essere bene il provocare la sofferenza di tantissime persone, perchè quelle persone non contano nulla, conta solo un'ideologia astratta. Un mondo che esiste solo nelle loro menti...è atroce. A questo punto dovremmo chiederci: come mai noi col tempo siamo riusciti a capire che in quanto esseri umani, non siamo così diversi gli uni dagli altri, ma che chiunque può amare e chiunque ha il diritto di vivere e di inseguire la felicità. Come mai in mezzo a noi, questi valori universali non li contagiano? Se davvero vogliamo un mondo senza ideologie atroci, e che ogni essere umano abbia una coscienza libera da inganni, perchè i terroristi non lo comprendono? Io credo che ci sia un certo inaridimento della nostra società, lo svuotamento delle emozioni, stia falsificando la vera essenza umana. In un luogo arido, crescono piante piene di spine, questa è la reale essenza del terrorismo. E troncando i cactus con un'accetta i pezzi caduti faranno crescere nuove piante. Noi dobbiamo innaffiare il nostro mondo. Molte di queste persone, che frequentano le moschee fino ad aderire a piani di odio, non sono diverse da quelle che anni fa militavano nelle brigate rosse. Molti di questi sono persone che al di fuori del lavoro non hanno nulla, immersi come innesti malriusciti in una società che sentono lontana da loro, maturano il desiderio di distruggerla per una sorta di rabbia repressa. Sono le coscienze deboli, che non credono più nella felicità su questa terra, che sono disposti a morire per una promessa. Pensate che una persona felice, che abbia voglia di vivere, sia disposta a sacrificarsi per un'idea? L'egoismo fino a un certo livello ci salva, perchè mettendo la nostra felicità in primo piano, ci fa evitare di diventare schiavi di qualcos'altro. Ma deve essere un sano egoismo. Nessuna religione ragionevole può chiedere l'abnegazione totale delle persone a una fede. La natura stessa vuole che noi viviamo per la nostra felicità. E inseguendo la nostra felicità facciamo alla società il bene più grande, perchè non accumuliamo odio e rancore. Oggi invece la nostra società, vuoi per l'economia di mercato attuale, sta moltiplicando spasmodicamente i desideri e i bisogni degli individui, inculcandoci necessità non reali...questo fa salire il livello di frustrazione sociale proprio da parte di chi non riesce a soddisfarsi. Perchè sono spesso gli extracomunitari a fare i lavori più umili? Perchè ancora non sono entrati nella logica del benessere attuale. Noi avvertiamo indispensabile avere certi vestiti, concederci alcuni piaceri, avere un certo livello di benessere, perchè le pubblicità, i media, ci dicono che sensa di quello non siamo a posto, non abbiamo raggiunto il nostro scopo. Come considereremmo una persona che vestita economicamente, che abita in una casetta mediocre, che non può spendere tanto, entri nelle nostre frequentazioni? Per lui magari basterebbe una passeggiata, una chiacchierata, un gioco. per noi no. Noi dobbiamo frequentari dei locali, fare shopping e spendere, rallegrarci in tanti piaceri, che sono tali perchè riconosciuti da tutti tali. Faccio un esempio banale: la mia città organizza una serata di discoteca all'aperto in una grande piazza, costo di entrata: 30 euro. perchè le persone non sono capaci di organizzarsi da soli? In una strada qui vicino in una casa una sera di queste c'è stata una festa...musica, roba da mangiare, allegria, ragazze...erano tutti albanesi. Oggi invece da soli stiamo diventando incapaci di divertirci...i divertimenti sono "programmati". Se non ridiamo autenticità al nostro vivere comune, l'epoca d'oro che stiamo vivendo crollerà. Se abbiamo tutto quello che abbiamo è perchè persone prima di noi hanno costruito un mondo migliore di quello che c'era per il bene comune, con un certo entusiasmo. Oggi non vedo questo entusiasmo. Ognuno pensa a innaffiare la piante del proprio orto, lasciando seccare tutto il resto. Invece bisogna fare entrambe le cose. la storia ci costringerà sempre di più ad amare gli altri, a immedesimarci, nelle sensazioni altrui. Non possiamo essere felici, se chi abbiamo accanto è disperato. Dobbiamo cercare la nostra felicità, il nostro piacere, e donarne altrettano, e contagiare ciò che ci circonda, innaffiare il mondo. Solo così qualsiasi ideologia di morte si estinguerà. Questo credo sia il senso originario del messaggio cristiano. Gesù non soffrì fino alla morte perchè era un uomo di ferro, ma perchè aveva gioia di vivere e fiducia, e consapevolezza che solo il desiderio di essere felici insieme agli altri ( cioè amarsi) è importante
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