ripeto : il DDL è orribile ma NON sembra che vengano minacciati blog e
siti personali... sarebbe troppo assurdo per essere vero... te lo immagini lo
scenario?? NESSUNO che apre più un sito web! (a meno che non sia un...
giornalista iscritto all'Albo e al "ROC"... )....MIGLIAIA di disoccupati! (webmasters...
impiegati che lavorano presso i providers,....ecc...)
e poi...ma lo sai QUANTI sono blog e siti personali in ITALIA?? Arriviamo
nell'ordine dei 500.000 ?? FORSE anche peggio! Sarebbe IMPOSSIBILE
attuare restrizioni per TUTTI e controllarli TUTTI!
alla fine tutto si risolverà in qualche magagna burocratica di più per
alcuni tipi di sito, o a qualche inasprimento delle sanzioni in caso di
"diffamazione" o, come credo, in aumenti delle responsabilità e degli
oneri per i PROVIDERS, per chi OSPITA siti...
vai, vai tranquillo col tuo sito.... e aspettiamo cmq di leggere il regolamento...
Cl.
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"S'è la notizia fossi confermata sarò zio."
sarebbe davvero una roba assurda
basta leggere alcuni forum di publisher per capire quanta gente campa grazie al web
sarebbe come chiudere la fiat e mettere migliaia di persone sul lastrico
perchè la maggior parte dei siti piccoli/medi che non si registrerebbero mai al ROC si affida in genere a queste figure per la creazione etc..
forse L'1% avrebbe la possiblità di regolarizzarsi
POI pensa al business fatturato da piccole e medie relatà sul web che in "sommatoria" è comunque considerevole..
tutti quei sitarelli senza PI grazie alle affiliazioni ricavano qualcosa che fa comodo sia a loro, sia alle aziende che fanno questa mediazione, sia agli inserzionisti
e poi tralasciando questo (comunque importantissimo aspetto ) sarebbe immorale costringere chi ha idee buone e voglia di fare a dover far fronte a spese del genere
è come dire chi non ha una lira non può scrivere con costanza sul web e portare i propri ideali in più di 30 case.....
da repubblica.it
Il governo riforma l'editoria
Burocrazia sul web? Allarme in rete
ROMA - Consiglio dei ministri del 12 ottobre: il governo approva e manda all'esame del Parlamento il testo che vuole cambiare le regole del gioco del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. E' un disegno di legge complesso, 20 pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il panico in Rete. Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all'orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste. Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.
Articolo 6 del disegno di legge. C'è scritto che deve iscriversi al ROC, in uno speciale registro custodito dall'Autorità per le Comunicazioni, chiunque faccia "attività editoriale". L'Autorità non pretende soldi per l'iscrizione, ma l'operazione è faticosa e qualcuno tra i certificati necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale - continua il disegno di legge - significa inventare e distribuire un "prodotto editoriale" anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è l'informazione, ma è anche qualcosa che "forma" o "intrattiene" il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.
Scritte così, le nuove regole sembrano investire l'intero pianeta Internet, anche i siti più piccoli e soprattutto i blog. E' così, dunque? Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e padre della riforma, sdrammatizza: "Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile".
Un esempio concreto, però: il blog di Beppe Grillo verrà toccato dalle nuove norme? Anche Grillo dovrà finire nel registro ROC? "Non spetta al governo stabilirlo - continua Levi - Sarà l'Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute davvero alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà stata discussa e approvata dalle Camere".
Insomma: se una stretta ci sarà, questa si materializzerà solo tra molti mesi, dopo il passaggio parlamentare e dopo il varo del regolamento dell'Autorità. Ma nell'attesa vale la pena di preoccuparsi. Perché l'iscrizione al ROC - almeno nella formulazione attuale - non implica solo carte da bollo e burocrazia. Rischia soprattutto di aumentare le responsabilità penali per chi ha un sito.
Spiega Sabrina Peron, avvocato e autrice del libro "La diffamazione tramite mass-media" (Cedam Editore): "La vecchia legge sulle provvidenze all'editoria, quella del 2001, non estendeva ai siti Internet l'articolo 13 della Legge sulla Stampa. Detto in parole elementari, la diffamazione realizzata attraverso il sito era considerata semplice. Dunque le norme penali la punivano in modo più lieve. Questo nuovo disegno di legge, invece, classifica la diffamazione in Internet come aggravata. Diventa a pieno una forma di diffamazione, diciamo così, a mezzo stampa".
Anche Internet, quindi, entrerebbe a pieno titolo nell'orbita delle norme penali sulla stampa. Ne può conseguire che ogni sito, se tenuto all'iscrizione al ROC, debba anche dotarsi di una società editrice e di un giornalista nel ruolo di direttore responsabile. Ed entrambi, editore e direttore del sito, risponderebbero del reato di omesso controllo su contenuti diffamatori. Questo, ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale.
Ne parla anche punto-informatico.it (il più importante sito italiano che parla di internet) con toni drammatici
http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2092327
Ne parla Beppe Grillo
http://www.beppegrillo.it/
Nemmeno Berlusconi è arrivato a tanto.
Se passa una legge del genere praticamente quasi tutti i blog chiudono. E' una legge fascita che mina seriamente la libertà di parola in rete. E c'è ancora gente che sostiene questa combricola di governanti.
l'iscrizione al ROC sarebbe semmai soltanto una schifosa seccatura
burocratica (fila in qualche ufficio, carte bollate, ecc... ) , non credo
che costi cifre astronomiche ... il maledettissimo problema è se rompono
i maroni con la pretesa che OGNI sito abbia un "direttore responsabile",
che dovrebbe essere un giornalista iscritto all'albo!! Li è la FINE (ma ,
ripeto, non lo faranno MAI per i blog e i sitarelli personali)
ogni tanto ci provano, co sta storia... anche nel 2001 è uscita una legge
che all'inizio sembrava voler completamente imbavagliare internet
equiparandola a un prodotto giornalistico (e del resto, nei blog è sempre
meglio scrivere "queesto sito NON è una testata giornalistica ai sensi
della legge 2001" ecc... )
il curatore del DDL ha detto a chiare lettere "non vogliamo colpire siti
personali e Blog", e questo dovrebbe comunque esser chiaro (stamattina
la notizia ha procurato molto allarme... )
Cl.
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"S'è la notizia fossi confermata sarò zio."
No senti. Adesso mi girano parecchio. Capisco che questa specie di succursale di governo fantoccio è difficilmente difendibile su ogni fronte.
Nel testo di legge c'è scritto in modo chiaro che ogni prodotto editoriale in rete dovrà entra a far parte di un registro e che ogni sito che fornirà notizie e informazioni (tranne per i sistemi intranet) dovrà far parte di un editore e al suo interno dovrà esserci pure un giornalista iscritto all'albo.
MA SIAMO RINCOGLIONITI? E' un modo molto raffinato per far chiudere baracca a migliaia di siti che liberamente pubblicano notizie.
E' questo l'articolo fascista che tapperà la bocca a tutti. Saremmo costretti a trasferire i nostri siti su provider di paesi democratici.
Non è certo la storiella della responsabilità penale che è messa in discussione (che tra l'altro esiste già. Sai...fa parte del mio lavoro...qualcosa ne sò).
Ma tutto il resto.
E poi chissà i costi per ogni utente.
Questa cosa è vomitevole. E tra l'altro guarda a caso viene fuori in un momento in cui internet sta prendendo il sopravvento.
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ah alle brutte sarà possibile dribblare tutte queste insulsaggini semplicemente
facendosi hostare all'estero ?
Beh, se è solo così, problema risolto...
claudio1973.com lo farò diventare magari claudio1973.de e tanti saluti a
TUTTI!
Scherzi a parte, R.F.Levi ha dichiarato che NON saranno coinvolti da questa
storia siti personali e Blog.... anche perchè sarebbe talmente assurdo e
saremmo gli unici sul pianeta (nemmeno in paesi autoritari succede sta cosa...)
Cl.
"S'è la notizia fossi confermata sarò zio."
Villar Perosa, B.ta Casavecchia (TO) 630 m
Villanova C.se (TO) 376 m slm
....c'è già la normale responsabilità civile-penale per questo... non vedo che senso
ha costringere dei siti a segnarsi al ROC e avere magari per direttore
responsabile un giornalista dell'Albo...
Se uno scrive bestialità, è già perseguibile ORA, secondo la nostra legge...:
può essere querelato per diffamazione ! Non vedo perchè appesantire il
tutto con ulteriori restrizioni e burocrazia...
Cl.
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"S'è la notizia fossi confermata sarò zio."
10/11/2008- ciao Alessandro sarei sempre nei miei ricordi.Ciao Tubolare
http://www.temiprimari.it/kelvin/gio...008/x_cris.htm
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