Finalmente dopo anni anche il mito di fidel è caduto,oggi abbiamo finalmente scoperto che era un dittatore e non un mito,abbiamo scoperto che non c'erano e non ci sono personaggi della sinistra che lo ammiravano e l ammirano tuttora,così come abbiamo scoperto che a cuba andavano solo i trombatori,potenza del negazionismo veltroniano!!!

A Fidel gli auguri del Pdci

Ufficio Stampa

Roma 1 agosto 2006

Di fronte alla notizia dell'improvvisa operazione che ha dovuto subire il presidente della Repubblica di Cuba, la segreteria nazionale del partito dei Comunisti italiani ha inviato a Fidel Castro gli auguri piu' fraterni di una rapida guarigione. Non solo Cuba ma l'intera America Latina ha bisogno che Fidel Castro riprenda al più presto il suo ruolo di guida nel suo paese e di stimolo del processo politico continentale. Il Pdci stigmatizza infine i soliti tentativi di denigrazione che Cuba deve subire anche in un momento delicato come questo. I soliti uccelli del malaugurio si dovranno ancora una volta ricredere di fronte alla compattezza con cui il popolo cubano saprà affrontare ogni sfida nel solco di quella esperienza rivoluzionaria che ha sin qui assicurato a Cuba indipendenza e dignità.


*******

CUBA: BERTINOTTI, FIDEL CASTRO E' INSOSTITUIBILE

Roma, 5 ago. (Adnkronos)

''Io che non credo ad un peso eccessivo della personalità nella storia, tuttavia ho dovuto imparare che esiste. Penso una cosa banale: che Fidel Castro sia per Cuba insostituibile ''.

Lo afferma il presidente della Camera Fausto Bertinotti nel corso di una intervista che andrà
in onda nella puntata di domani di Telecamere.

''Questo –aggiunge - non vuol dire che il percorso di Cuba si interromperebbe qualora il comandante presidente Fidel Castro rinunciasse a svolgere il suo ruolo. Però il suo carisma, contrastato soltanto da un altro straordinario protagonista come Ernesto Che Guevara, fa sì che appunto sia per me naturale considerare Castro insostituibile per Cuba''.

Lo stesso coro incantato nel quale si schierano, da sempre, gli amici/nemici Armando Cossutta e Fausto Bertinotti. Sviolina il primo, presidente del Pdci: «Per quanto riguarda Cuba, credo che i dati positivi siano di gran lunga infinitamente superiori a quelli negativi… Conosco Fidel da tempo (siamo anche coetanei) e ho avuto con lui vari incontri… Cuba rimane fra tutti i Paesi dell’America Latina quello più avanzato sul piano dell’istruzione, della sanità, della scienza, della ricerca e, come ha affermato un grande artista come il maestro Abbado (ancora lui! nda), anche sul piano dell’arte e della musica».
Si unisce alla sinfonia d’amorosi sensi il segretario del Prc: «C’è stato un pronunciamento di un grande numero di intellettuali in difesa di Cuba, molto ampio e molto impegnato. Io lo capisco molto perché non si può equiparare Cuba ad altri Paesi latinoamericani… Quando ci sono state singole limitazioni dei diritti umani come durante i processi famosi, noi l’abbiamo criticato. Ma resta quello di Cuba un esempio importante che del resto viene riconosciuto da tutti i governi democratici latinoamericani a partire da quello di Lula (presidente del Brasile, nda)».
Il refrain è condiviso da larghi strati della variegata sinistra nostrana. Da Jacopo Venier, responsabile esteri del Pdci, secondo cui «a Cuba non c’è una feroce dittatura, ma c’è un regime politico che si può criticare ma che ha assicurato al suo popolo dignità e diritti impensabili in quella parte del mondo», al foglio di Rifondazione, Liberazione: «Noi - scriveva all’indomani delle condanne a decenni di galera inflitte ai promotori del “Progetto Varela”, colpevoli di chiedere più democrazia - siamo amici di Cuba, fieri e orgogliosi di esserlo. Proprio per questo non possiamo giustificare in alcun modo la selvaggia ondata di repressione in corso. Proprio perché crediamo nella rivoluzione cubana». Urge un briciolo di coerenza.
E non poteva mancare ’o governatore, Antonio Bassolino da Napoli, che come presidente della Regione Campania non fa altro che organizzare visite a Cuba. Figuriamoci poi se non c’era qualche giudice pronto ad arrampicarsi sugli specchi pur di negare il diritto d’asilo a un profugo cubano, con la motivazione - come hanno sentenziato Giuseppe Tarantola, Marisa Nardo e Paola Gandolfi del Tribunale di Milano pochi mesi fa - che essendo il poveretto un medico, occorre “evitare che i cittadini cubani rimangano privi di adeguata assistenza sanitaria” (dal Corriere di ieri).
Ma il sogno di tanti fan accaniti è emulare Massimo D’Alema o Romano Prodi, che quando sedevano a Palazzo Chigi non si fecero scrupoli a mostrarsi sorridenti e felici di posare con il dittatore più longevo del mondo. Da D’Alema ce lo si poteva anche aspettare, ma dal Professore…
Accadde a Ginevra nel 1998: colloqui fitti, pacche sulle spalle e anche un invito a visitare L’Avana. «Non so se andrò - disse Mortadella - personalmente mi farebbe molto piacere. Lo conosco da tanto tempo».