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Risultati da 41 a 50 di 83

Discussione: Gran Sasso

  1. #41
    Bava di vento L'avatar di vlk4r0
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    Predefinito Re: Gran Sasso

    Le dimensioni sono tra i 4,5 e i 6,5 ettari, ma sui crepacci:

    http://209.85.135.104/search?q=cache...nk&cd=25&gl=it

    "Anche se di dimensioni ridotte, con circa cinque ettari di superficie, il Calderone presenta tutte le caratteristiche morfologiche tipiche dei ghiacciai, come crepacci longitudinali e trasversali, morene laterali e frontali..."


  2. #42
    Tempesta violenta L'avatar di Tex
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    Predefinito Re: Gran Sasso

    Citazione Originariamente Scritto da vlk4r0 Visualizza Messaggio
    Le dimensioni sono tra i 4,5 e i 6,5 ettari, ma sui crepacci:

    http://209.85.135.104/search?q=cache...nk&cd=25&gl=it

    "Anche se di dimensioni ridotte, con circa cinque ettari di superficie, il Calderone presenta tutte le caratteristiche morfologiche tipiche dei ghiacciai, come crepacci longitudinali e trasversali, morene laterali e frontali..."

    Anche il glacionevato del Franchetti presenta dei crepaccetti ma non per questo è un ghiacciaio.
    ...when the night has come
    and the land is dark
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  3. #43
    Enrico_3bmeteo
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    Predefinito Re: Gran Sasso

    Citazione Originariamente Scritto da vlk4r0 Visualizza Messaggio
    Le dimensioni sono tra i 4,5 e i 6,5 ettari, ma sui crepacci:

    http://209.85.135.104/search?q=cache...nk&cd=25&gl=it

    "Anche se di dimensioni ridotte, con circa cinque ettari di superficie, il Calderone presenta tutte le caratteristiche morfologiche tipiche dei ghiacciai, come crepacci longitudinali e trasversali, morene laterali e frontali..."

    Possibile che tu non sia in grado di distinguere una documentazione scientifica da un sito web, che di scientifico non ha nulla ???
    La differenza sostanziale tra una pubblicazione scientifica ed una autoproduzione sul web è fondamentalmente questa: la pubblicazione scientifica è revisionata da referi (sai cosa sono ??) mentre un sito autoprodotto è solamente un testo, spesso messo lì a caso, senza alcun tipo di rigore scientifico e senza nessuno che si brenda la briga di verificare quello che è scritto.
    Rimango attonito di fronte alla malainformazione che gira sul web e che viene spacciata per "scientifica". Ho letto il riferimento al Calderone su Wikipedia e sono rimasto esterrefatto dalle assurdità che ci sono scrittte, per non parlare del sito sul G.Sasso linkato dall'opinionista di questo 3d, con le didascalie sbagliate delle foto ed i riferimenti sbagliati alla distribuzione dell'Abies alba sul massiccio..... e sull'abete, mi dispiace dirlo, ma sono più che titolato per affermare che quello che è scritto è errato o fuorviante....
    Per non parlare della foto del "glacionevato" che invece è un ghiacciaio bello e buono.

    Siamo al livello di quelli che documentano l'innevamento dal finestrino dell'automobile, senza neanche scendere a verificare che non sia schiuma !!!!

    Di questa webinformazione spazzatura non so che farmene..
    Chiudo qui questa discussione assurda perché è diventata una lotta contro i mulini a vento...

  4. #44
    Enrico_3bmeteo
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    Predefinito Re: Gran Sasso

    Citazione Originariamente Scritto da Gianluca Musto Visualizza Messaggio
    Anche il glacionevato del Franchetti presenta dei crepaccetti ma non per questo è un ghiacciaio.
    Da quando ?? Non li ho mai notati..

  5. #45
    Tempesta violenta L'avatar di Tex
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    Predefinito Re: Gran Sasso

    Con la parola crepaccetti pensavo si capisse che non sono veri e propri
    crepacci ma una sorta di spaccature che segnano la parte superficiale del glacionevato Franchetti.

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  6. #46
    Enrico_3bmeteo
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    Predefinito Re: Gran Sasso

    Citazione Originariamente Scritto da Gianluca Musto Visualizza Messaggio
    Con la parola crepaccetti pensavo si capisse che non sono veri e propri
    crepacci ma una sorta di spaccature che segnano la parte superficiale del glacionevato Franchetti.

    allora sono fessurazioni. ok

  7. #47
    Tempesta violenta L'avatar di Tex
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    Predefinito Re: Gran Sasso

    Citazione Originariamente Scritto da Enrico_3bmeteo Visualizza Messaggio
    allora sono fessurazioni. ok
    Credo confermino il buono stato del Franchetti che,essendo alimentato dalle scariche,ed essendo ben protetto,sta in discreta salute...o almeno stava,prima di quest'anno.
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  8. #48
    Brezza tesa L'avatar di mirto
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    Predefinito Re: Gran Sasso

    Citazione Originariamente Scritto da Enrico_3bmeteo Visualizza Messaggio
    Possibile che tu non sia in grado di distinguere una documentazione scientifica da un sito web, che di scientifico non ha nulla ???
    La differenza sostanziale tra una pubblicazione scientifica ed una autoproduzione sul web è fondamentalmente questa: la pubblicazione scientifica è revisionata da referi (sai cosa sono ??) mentre un sito autoprodotto è solamente un testo, spesso messo lì a caso, senza alcun tipo di rigore scientifico e senza nessuno che si brenda la briga di verificare quello che è scritto.
    Rimango attonito di fronte alla malainformazione che gira sul web e che viene spacciata per "scientifica". Ho letto il riferimento al Calderone su Wikipedia e sono rimasto esterrefatto dalle assurdità che ci sono scrittte, per non parlare del sito sul G.Sasso linkato dall'opinionista di questo 3d, con le didascalie sbagliate delle foto ed i riferimenti sbagliati alla distribuzione dell'Abies alba sul massiccio..... e sull'abete, mi dispiace dirlo, ma sono più che titolato per affermare che quello che è scritto è errato o fuorviante....
    Per non parlare della foto del "glacionevato" che invece è un ghiacciaio bello e buono.

    Siamo al livello di quelli che documentano l'innevamento dal finestrino dell'automobile, senza neanche scendere a verificare che non sia schiuma !!!!

    Di questa webinformazione spazzatura non so che farmene..
    Chiudo qui questa discussione assurda perché è diventata una lotta contro i mulini a vento...
    Quotone!
    Le informazioni sul Calderone presenti sul sito della " Ruzzo Servizi " non hanno certo carattere scientifico (manca, innanzi tutto, la firma di colui che ha scritto le note) ma solo divulgativo.

    In base alla definizione di ghiacciaio comunemente adottata in glaciologia, il Calderone è senz'altro un glacionevato, ovvero una via di mezzo tra il nevaio ed il ghiacciaio.

    Il Calderone purtroppo appare del tutto statico, non ci sono crepacci né segnali indicativi del movimento stesso.
    Non vorrei che si scambiassero per crepacci di ghiacciaio quelle fenditure che si creano sotto le pareti quando, per effetto di grandi accumuli nevosi e con l'azione di alte temperature la neve stagionale si " assesta " e può, in certi casi, presentare delle fenditure specie se il sottofondo è molto irregolare (succede a volte alla base della parete Est del Corno Piccolo).

    Questi " crepacci " si osservano anche sulle Alpi Apuane in caso di forti accumuli da valanga di neve bagnata che per la sua natura produce un ammasso più o meno caotico di neve che con il tempo indurisce e viene lavorata dal caldo, dalla pioggia e dalle correnti d'aria.

    Concludo aggiungendo che in Internet le notizie vanno prese con le molle, spesso.

    Il sito Wikipedia, ad esempio, è pieno di inesattezze ed anche errori grossolani. Con questo non voglio mettere in dubbio la buona fede e la passione di chi arricchisce il sito di Wikipedia, ma in questo lavoro occorrerebbe maggiore precisione e rigore.

    Per inciso, su Wikipedia la pagina sulle Alpi Apuane presenta periodicamente degli errori a dir poco grossolani, imbarazzanti per chi conosce davvero queste belle montagne.
    Alpi Apuane: cielo, mare, monti http://www.vadoetorno.altervista.org

  9. #49
    Uragano L'avatar di Conte
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    Predefinito Re: Gran Sasso

    Citazione Originariamente Scritto da Thuban Visualizza Messaggio
    Ahh ..cartine fantastiche..grazie e ancora grazie...mi sono utilissime!!!!!! Ho aperto ora i link......
    Ragazzi, mentre voi discutete io tubo con Thuban.
    Davis Vantage Pro2 wireless. LaCrosse WS 2300 cablata con schermo artigianale autoventilabile.
    "L'uomo non ha avuto il mondo in regalo dai suoi genitori, lo ha avuto in prestito dai propri figli"


  10. #50
    Brezza tesa L'avatar di mirto
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    Predefinito Re: Gran Sasso

    Desidero commentare la pagina dedicata al Calderone su Wikipedia:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Ghiacciaio_del_Calderone

    Il Ghiacciaio del Calderone si trova in Abruzzo, nel massiccio del Gran Sasso, tra i 2630 e i 2800 metri s.l.m.
    L'ing. Tonini, che fece un rilievo topografico del Calderone mi pare (vado a memoria: c'è tutto scritto nella guida CAI-TCI Gran Sasso del 1972) nel 1960, misurò la quota del punto più basso del circo che ospita il Calderone (2680 m c.) e la quota più alta dell'allora ghiacciaio (2870 c.).
    Pertanto mi pare che la quota di 2630 è palesemente errata, 50 m di scarto sono troppi. L'ing. Tonini usò uno strumento (teodolite) ed in tal caso gli errori di quota sono dell'ordine di qualche decina di cm al massimo, se il rilievo è stato fatto bene.

    Il Ghiacciaio del Calderone ha uno spessore massimo di 25 metri e una superficie di circa 4,5 ettari ed è, riprendendo la definizione di Claudio Smiraglia, un piccolo ghiacciaio nero, ovvero un ghiacciaio con poco ghiaccio visibile dall'esterno. La superficie del ghiacciaio vero e proprio, infatti, non è visibile, essendo nascosta sotto il glacieret superiore, il ghiaione, detriti vari, alcuni nevai ed il glacio nevato inferiore. Nella profondità del ghiacciaio sono osservabili vari strati di ghiaccio, e depositi di fossili.
    Il Calderone, inoltre, è un ghiacciaio con caratteristica di duplicità; ossia tende a sdoppiarsi, nella parte visibile, in due "ghiacciaietti" minori, facenti parti del ghiacciaio maggiore.
    Quando si danno misure, sarebbe il caso di citare una fonte, un articolo, ovvero un qualcosa di ufficiale che provi i dati e, possibilmente, la metodologia di indagine: qui queste informazioni mancano. Inoltre sappiamo benissimo come lo spessore e la superificie stiamo (ahimé) variando negli anni, dunque bisognerebbe " agganciare " i dati ad un anno.
    Strati di ghiaccio e depositi di fossili: allora non è solo ghiaccio!

    Le due porzioni di glacio-nevato che ad oggi costituiscono il Calderone hanno caratteristiche tali da essere classificate come glacio-nevati, appunto; cosa significa " ghiacciaietti "?

    Schema approssimativo
    Intanto più che " schema " io parlerei di profilo qualitativo. Manca del tutto una scala, sia in planimetria che in altezza (la prima cosa fondamentale di un qualsivoglia profilo): non è possibile farsi un'idea degli spessori e delle dimensioni spaziali in gioco.
    Noto con stupore che la neve si accumula nella zona più ripida del Calderone (!), il ghiaccio con detriti si trova solo sopra e, infine, il Calderone è ancora un apparato intero e non frammentato in due porzioni distinte (delle quali però si parla qualche riga più su (!)).

    L'osservazione delle fotografie di quest'anno mostra chiaramente come il Calderone sia composto da due apparati ben distinti che tra loro non hanno alcuna relazione. Il frazionamento, guarda caso, è avvenuto proprio nella zona più ripida del bacino dove affiorano placche rocciose. Ammettendo che sotto queste placche ci fosse ghiaccio, bisognerebbe notare nei pressi indizi della sua presenza ovvero assestamenti del terreno: appare tutto fermo, invece.

    Da misurazioni sistematiche, effettuate fra il 1929 ed il 1960 da Guido Tonini per conto del Comitato Glaciologico Italiano, risultò che il ghiacciaio ha perduto, in un quarto di secolo, quasi mezzo milione di metri cubi di volume (420.000 m3).
    Queste sono (uniche) misure serie citate nella pagina, sulle quali eventualmente impostare un discorso serio.

    Benché molti lo considerino scomparso a partire dal 1991[1], oggi il ghiacciaio è presente nonostante:

    1. la costruzione del traforo del Gran Sasso che creò seri problemi alle falde acquifere;
    2. il limite teorico delle nevi perenni a 3100 metri.
    In base alla definizione di ghiacciaio, il Calderone non è più un ghiacciaio.

    1) Non si capisce la relazione di causa-effetto tra la costruzione del traforo autostradale ed il relativo disastro creato alla falda fossile del Gran Sasso e la sopravvivenza del nostro Calderone, condizionato dal regime delle precipitazioni nevose durante la stagione di accumulo e dall'andamento delle temperature, specie quelle estive (notturne e diurne).

    Anzi, sembra che si stia addirittura ingrandendo poiché esso "vive" grazie alle sole precipitazioni invernali (e non primaverili o autunnali come i ghiacciai alpini), e queste sono aumentate negli ultimi anni negli Appennini.
    Ingrandendo? Le osservazioni fotografiche dimostrano il contrario!

    Come tutti i ghiacciai, glacio-nevati e nevai perenni, il Calderone vivrebbe meglio se nevicasse " bene " (neve abbondante e possibilmente assestabile velocemente in grado di aumentare la densità e resistere all'azione dei venti). Come spiegato bene da E. Rovelli nel suo articolo per il Bollettino del CAI di Roma del 1984, sono le bufere di Nord-Est che apportano le maggiori precipitazioni nevose, " intercettate " dalle pareti del Corno Grande e dalle quali scendono scariche di neve.
    Il fatto è che con gli anni questi fenomeni meteorologici si sono via via rarefatti, con conseguente sofferenza per il Calderone cui sono mancati questi preziosi apporti.

    In più, sopravvive anche perché è situato in un canyon tra il Corno Grande e il Corno Piccolo
    Canyon? Visto che stiamo parlando di glaciologia, chiamiamolo pure " circo glaciale ".

    Tra il Corno Grande ed il Corno Piccolo? E' un circo glaciale inciso nella roccia del Corno Grande e basta.
    Il Corno Piccolo con il Calderone non c'entra nulla.

    ed è esposto a settentrione per cui la neve può accumularsi senza essere trascinata via dai venti che, sul massiccio del Gran Sasso, spirano molto forti, ma non da Nord.
    Ora, proprio a settentrione no (direi un Nord-Est, piuttosto), ma vabbè...

    Da Nord non spirano forti? Ah però! Provare per credere, basta salire il Corno Grande (o anche il Vado di Corno) con giornate di vento da Nord-Est, che spira direttamente dai Balcani senza nessun ostacolo. Questo vento crea delle cornici di neve non indifferenti, in inverno.

    Se tale linea di tendenza continuasse nei prossimi anni, vi sarebbe una situazione alquanto strana: i ghiacciai alpini che si ritirano, e il Calderone che si accresce!
    ???
    Ogni anno stiamo a pregare che a fine stagione resti una seppur minima chiazza di neve dell'anno, mentre il ghiaccio vecchio d'annata è sempre meno visibile. Le fotografie non mostrano affatto un'inversione di tendenza.

    Il Calderone in primavera si circonda, e in alcuni tratti si ricopre, di bellissimi fiori, anche rari.
    Visone bucolica fuori dal mondo che confermerebbe la tendenza alla deglaciazione!
    La presenza di vegetazione a tali quote è indice di cambiamento climatico, quantomeno una riduzione della durata di copertura di neve al suolo.

    Purtroppo una foto dello scorso Agosto 2006, scattata da un mio amico alla sella di q. 2890, conferma il cambiamento dato che ritrae in primo piano una affermata copertura erbacea (anche se limitata spazialmente) e in secondo piano la porzione superiore del Calderone, un contrasto che a quell'altezza non ci dovrebbe essere... (sigh!)

    Dopo le grandi glaciazioni è scomparso, per poi ricomparire in forma minore intorno al XV secolo d.C.
    (...)
    e sotto il suo ghiaccio fossile probabilmente si nascondono resti paleontologici.
    Questa non la sapevo proprio.
    Resti paleontologici? Immagino antecedenti la scomparsa del Calderone dopo le glaciazioni...
    Come sarebbe " probabilmente "? Ci sono o no? Chi lo dice? In base a cosa?

    l'inizio del suo regresso è infatti coinciso con lo sviluppo industriale nell'Italia centrale.
    Ah, c'è dunque una correlazione tra il regresso del Calderone e l'industrializzazione del Centro Italia: se sì, in che termini?

    Probabilmente proprio a causa dell'inquinamento locale, la media della temperatura nell'area dell'Appennino Abruzzese è aumentata

    di 2 gradi a partire dagli anni '30 del XX secolo.
    L'inquinamento locale causa dell'aumento di temperatura dell'Appennino Abruzzese...!

    Per dirne una, cosa ha causato l'aumento di temperatura in Groenlandia o ai Poli?

    In conclusione, l'attuale pagina su Wikipedia dedicata al Calderone contiene moltissime inesattezze ed anche alcune, palesi, contraddizioni.
    Credo alla buona fede di chi ha scritto queste note, ma se si ha il desiderio di produrre un documento serio e rigoroso bisognerebbe procedere ben diversamente.
    Ultima modifica di mirto; 26/02/2007 alle 17:02
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