Un contributo interessante sull'HS in quasto paper:
http://w3g.gkss.de/G/Mitarbeiter/zor..._stick_GRL.pdf
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~~~ Always looking at the sky~~~
Di ghiaccio sulle Alpi ce n'è ancora moltissimo e continua a formarsi anche in questo periodo caldo e siccitoso. Anche con un limite della neve di qualche centinaio di metri più alto degli anni '70 (es. 3400 m) moltissime aree alpine accoglierebbero ghiacciai. Inoltre non si deve considerare solo la temperatura, ma la ricorrente mancanza di materia prima.
Il regime delle acque di origine glaciale è già stato stravolto in passato con la creazione dei bacini a scopi idroelettrici. Ad esempio alla Valtellina è sottratta buona parte delle acque di origine glaciale che, invece di scorrere lungo l'alveo dell'Adda, circola all'interno di condotte artificiali dai Forni fin quasi al Lago di Como. Non mi pare che ci siano stati grossi problemi, considerando che un'area sostanzialmente disabitata fino a 50 anni fa è oggi un'unica conurbazione da Colico a Tirano. E l'agricoltura (mele, vino) continua a prosperare. Più che di temperatura e rilascio glaciale ci si deve preoccupare della mancanza di acqua dal cielo...
Continuiamo ad aver fede, certamente il buon Dio sa come fare!
Guido
Aggiungerei le considerazioni riportate qui:
http://www.globalwarmingart.com/wiki...Comparison_png
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Rocco tessarato associaz. speriamo bene ®
"I forum sono un grande strumento di comunicazione ma anche di innumerevoli incomprensioni"
Condizioni meteo di Cassano delle Murge:
http://www.petdicassanodellemurge.it
ragazzi ho rinominato il 3d
partiamo da questo 3d per tentare di ricostruire il clima del passato (necessario per conoscere il presente e ancor più il futuro)
postiamo tutto il materiale a disposizione e cerchiamo di ricostruire la storia del clima tenendo conto di tutte le fonti attendibili a disposizione
proviamo ad organizzare un'esposizione organica e sintetica citando sempre le fonti
grazie della partecipazione
Lo spazio utile e la produttività del suolo facevano sì che le dimensioni della Groenlandia non fossero poi gigantesche. I vichinghi avrebbero potuto sopravvivere, a patto che cambiassero radicalmente le loro abitudini, e alimentari e sociali. Infatti gli inuit (con cui i vichinghi ebbero diverse guerre) sono sopravvissuti.
Ma i vichinghi non lo fecero e i ritrovamenti archeologici parlano di una società ridotta sempre più in miseria, senza alberi di alto fusto per scaldarsi, senza raccolti e impossibilitati, per il sopraggiungere del freddo, a ritornare in patria. Questi sono dati certi, non illazioni.
Per rimanere vichinghi, insomma, legati al loro modo sedentario e agricolo/pastorale, si estinsero. Fossero diventati cacciatori nomadi, come gli inuit, forse l'avrebbero scampata.
Maurizio
Rome, Italy
41:53:22N, 12:29:53E
Il guaio è che è più quello che "evapora" in estate di quello che si forma in inverno: il bilancio, complessivamente, mi pare negativo.
Che ce ne sia ancora l'ho detto poco prima: ma quello che c'è è una rimanenza di periodi recenti più freddi. Se si continuasse per uno o due secoli al ritmo di scioglimento dell'ultimo ventennio (supponendo quindi temperature costanti e uguali a quelle odierne), quanti ghiacciai rimarrebbero? Quanta parte? Qualcosa certamente sì, ma certamente non quelli che vedi oggi.
Maurizio
Rome, Italy
41:53:22N, 12:29:53E
Qualcosa mi sfugge..
I vichinghi si estinsero (o abbandonarono??) la Groenlandia perché il freddo avrebbe cancellato la vegetazione ad alto fusto ? Ma questa ancora esiste in Groenlandia ed è la stessa che c'era durante la "fioritura" della colonizzazione vichinga. Le uniche specie forestali che ci sono e che c'erano durante i vichinghi sono il salice e la betulla e questo significa che durante la PEG la vegetazione forestale c'era eccome. Questa non poteva essere molto dissimile dall'attuale visto che in quegli ambienti i processi di riespansione della vegetazione sono molto ma molto lenti.
Io penso che i vichinghi si estinsero per altri motivi e penso che uno di questi sia stata la distruzione dell'habitat naturale provocato dal taglio dei betuleti per il riscaldamento (che è un legno pessimo per il riscaldamento) e dal danno esponenziale operato dalle pecore e dai caribù che allevavano.
Inoltre, non dimentichiamoci che nell'ultima fase della colonizzazione, attorno al 1400, rimasero senza legname per le imbarcazioni....
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Ho letto il libro di Diamond un po' di tempo fa. Non l'ho qui con me e vado a memoria. Quello che dici mi pare di ricordare che sia fondamentalmente esatto. In Groenlandia come in Islanda (come gli inglesi in Australia) arrivò una popolazione che cercò di impiantare in un nuovo territorio dei metodi di vita e un'economia che funzionava nel paese di partenza. Il tutto senza rendersi conto che i nuovi terreni non erano produttivi come quelli di partenza.
Esempio Islanda. Come si vede bene qua:
http://landbunadur.rala.is/landbunad...ann6szczl.html
oggi l'Islanda è priva di alberi. Un tempo invece era coperta, dicono, al 60% di vegetazione. Cause naturali? No:
The first settlers who ventured to Iceland over 1100 years ago (874) came to a fertile land. Vegetation may have covered 60% of the country, and woodlands, mainly Birch (Betula pubescens), covered at least 25% of the land area. The trees sheltered loose soils of volcanic origin. But the woods were cut, burned and grazed and soon declined rapidly.
The initial loss of tree cover marked the beginning of catastrophic soil erosion processes that have devastated the Icelandic ecosystems.
The climatic deterioration in the 16. – 19. centuries and volcanic eruptions sped up the processes. Wind and water removes the soil leaving nothing but rocks and gravel. About 60% of the original vegetation may have been lost. The remaining vegetation is extensively degenerated.
About 96% of the tree cover has been lost, and trees now cover only 1% of Iceland. Poor land condition and continued soil erosion are considered to be the most severe environmental problems in Iceland. More than 37,000 km2 of the country (103,000 km2) are barren deserts and in addition large damaged areas have limited productivity.
In buona sostanza: i vichinghi che arrivarono in Islanda fecero piazza pulita della vegetazione. Questa provocò l'erosione del suolo tanto che oggi, pur in presenza di un secolo di sforzi, l'Islanda è ricoperta di vegetazione (arborea) solo per l'1%.
In Greonlandia successe la medesima cosa, accelerata dal fatto che, se possibile, le condizioni del suolo erano ancora più estreme. In buona sostanza quel poco film di terre fertili, una volta che la vegetazione fu espiantata, finì dilavato a mare.
Quindi, ritorniamo al Green Land, Terra verde. Quando arrivarono i primi vichinghi si ritrovarono, come in Islanda, di fornte ad una terra ricoperta di vegetazione. Bella ma fragilissima. Come in Islanda cominciarono a segare alberi così come facevano in Norvegia. Ma si trovarono, come in Islanda, di fronte al fatto che il suolo cominciò ad erodersi in maniera rapidissima. Dopo due secoli (come in Islanda) i giochi erano fatti: quel terreno fertile che nel corso dei secoli si era depositato se n'era andato a mare. E nessuna persona in vita oggi può sperare di rivederlo: sono catastrofi che hanno effetto per secoli.
Tornando a Guid49: i vichinghi non se ne andarono perché il clima era cambiato. I vichinghi morirono di fame, sbranandosi l'un l'altro perché non avevano più risorse. E' vero che la PEG (come in Islanda) avrebbe accelerato il processo. Ma molti alberi sarebbero sopravvissuti persino alla PEG (come sopravvissero ad altre PEG precedenti). Fu l'intervento dell'uomo, in Groenlandia come in Islanda, che le ridusse a ghiacci e pietre.
Quindi, e per finire. Se la Groenlandia ieri era verde e oggi no, non dipende SOLO da questioni climatiche. Dipende anche dal fatto che la Groenlandia era verde perché non aveva mai visto l'uomo. Molti dimenticano questo fatto pensando che, dato che allora (durante l'optimum medievale) era verde, allora la temperatura doveva essere maggiore della presente. Non è detto. In parte è questione di tempo (come dicevo qualche messaggio su) , ma, in parte, deriva dal fatto che l'uomo ha distrutto, forse per sempre, la possibilità che cresca qualcosa di verde in Groenalandia. Qualcosa che abbia un'estensione significativa, intendo.
Maurizio
Rome, Italy
41:53:22N, 12:29:53E
visto che ne avete parlato, ne approfitto per fare pubblicità al bel libro di Jared Diamond, facile da leggere anche in inglese (Collapse).
Utile anche per smontare la favoletta della Groenlandia calda e verdeggiante durante il medioevo. E' appunto, solo una favoletta. Poche migliaia di persone riuscirono a instaurare una fragile economia di sussistenza sulle pochissime aree coltivabili e libere dai ghiacci.
saluti Ld
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