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E siamo ad oltre 5 metri di recupero.
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Oltre 6 metri!
Siamo tornati ai livelli del 3 novembre, non male. Occorre comunque una gestione oculata perché non si sa mai.
Nel testo qui sotto si parla del Cutò, quello della valle ad est, fuori dal bacino. Il tunnel di cui parla però è presente da decenni, visto di persona più di 10 anni fa, dovrei avere le foto. Ma il suo arrivo, nel lato sinistro (idrografico, quindi ad est in questo caso) della valle vicino alla diga.
Sta qua
Google Maps
fonte Ancipa, lo studio del Mdt, "ecco perché l'invaso si è riempito d'acqua" - vivienna.itPerché è arrivata così tanta acqua con sole 48h di pioggia?Nella sua analisi, il Movimento per la difesa dei territori precisa che “non c’è un idrometro a monte della diga”, quindi “potrebbe essere che ad esempio dalle parti del Bosco della Tassita abbia piovuto un po’ di più, ma molto probabilmente la maggior parte d’acqua è arrivata dal bacino a destra, Ambola’, dove in due giorni sono caduti oltre 100mm d’acqua (se la diga fosse stata là avremmo invasato almeno 2 milioni di m3 d’acqua)”.Il torrente CutòAndando nel dettaglio, il presidente del Mdt ritiene che questa concentrazione massiccia di acqua è dipesa dalla presenza nella parte destra del bacino dell’Ancipa del torrente Cutò “che ha un bypass che fa arrivare una parte dell’acqua direttamente su Ancipa”.C’è ancora acqua nonostante abbia smesso di piovereSecondo lo stesso Bruno, nonostante le piogge si siano arrestate l’acqua permane: “Tutto questo perché il torrente è rimasto carico d’acqua per più giorni; infatti un po’ più a est ci sono i boschi di Cesarò, dove è nevicato e la neve disciogliendosi ha continuato ad alimentare il torrente fino ad oggi”.
Nel bacino dell'Ancipa non c'è nessun pluviometro online. Nel testo citato si fa riferimento al pluviometro Ambola che fa parte della rete AEGIS.
Può essere che l'ENEL abbia uno o più pluviometri.
Nel progetto originario era previsto un collegamento con altre valli ancora più ad est, collegamento rimasto incompiuto a causa dell'opposizione di alcune associazioni, anche ambientaliste.
È al bordo
[COLOR=var(--secondary-text)]SIAS - Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano
[COLOR=var(--secondary-text)]3dicembrealleore08:59 ·
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[COLOR=var(--primary-text)]Sulla rete SIAS le stazioni da tenere d'occhio per valutare il possibile impatto delle precipitazioni sull'accumulo di riserve idriche nell'invaso Ancipa sono le stazioni Caronia Pomiere (1470 m s.l.m.) e Cesarò Monte Soro (1840 m s.l.m.), entrambe nella provincia di Messina.
La stazione Caronia Pomiere si trova ai margini del bacino del Torrente Troina su cui si trova la Diga Ancipa, mentre la stazione Cesarò Monte Soro si trova ai margini del bacino del Torrente Cutò, le cui acque vengono in parte deviate verso l'invaso Ancipa grazie ad una galleria allacciante.
L'ubicazione di queste due stazioni sullo spartiacque dei Nebrodi non rende immediata la valutazione degli effetti delle piogge sui bacini sottostanti: i marcati effetti orografici che spesso caratterizzano le precipitazioni determinano variazioni spaziali degli accumuli talora molto brusche passando dal versante sopravento al versante sottovento. In questo caso è il dato della stazione Cesarò Vignazza (50,4 mm), anche se fuori dal bacino di interesse, a dirci che precipitazioni significative sono cadute anche sul versante sottovento, che in questo caso è quello di interesse per la produzione di deflussi significativi verso l'invaso.
Nelle ultime 120 ore, come si vede dalla mappa, le due stazioni hanno registrato accumuli rispettivamente di 102,0 mm e di 105,8 mm. Si è trattato in gran parte di precipitazioni nevose, la cui entità è stata svelata solo dopo il lento scioglimento che è iniziato dopo il ritorno delle temperature sopra 0 °C, dal momento che entrambi i pluviometri non sono riscaldati.
Non è escluso che parte della neve abbia superato la bocca del pluviometro e non venga quindi contabilizzata in occasione dello scioglimento successivo. Specie per la stazione Cesarò Monte Soro, dove la quota di precipitazione nevosa sul totale è stata maggiore, tale possibilità è piuttosto concreta, dal momento che l'altezza del manto nevoso registrata dal nivometro nelle prime ore del 2 dicembre ha raggiunto a tratti 28 cm.
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[COLOR=var(--primary-text)]Ricordiamo che per nostra convenzione i dati di precipitazione non registrata causa neve, così come i dati di precipitazione originati da scioglimento neve, non vengono validati e non entrano nel database dei dati validi, restando tuttavia tracciati come dati non validi.[/COLOR]
Sì negli ultimi quindici giorni i Nebrodi hanno fatto accumuli importanti, ma nulla che non si sia già visto mille volte in passato. Il livello continua a salire dal 30 novembre e siamo a quasi 20 metri. Per questo motivo credo che abbiano migliorato la gestione dei torrenti...
Da questa foto, pubblicata da mister "è solo una protesta scenografica", è il torrente che si vede immettersi sulla sinistra. Che poi è il torrente che sta contribuendo, credo, in larga parte al riempimento degli ultimi quindici giorni.
Che ci siano dei pluviometri è sicuro. Se ne possono vedere uno sulle alte ringhiere del muro di contenimento, rivolto verso il bacino, e un altro facente parte di una stazione sita sullo spiazzale in corrispondenza delle chiuse. Se poi siano funzionanti o meno non ne ho idea. Li ho segnati con due punti rossi sulla foto...
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La galleria arriva dalla valle ad est, quella del Cuto ma in origine ce ne doveva essere almeno un'altra.
Uno dei pluviometri che hai segnato è online su AEGIS insieme all'idrometro radar.
Quello che manca è un pluviometro più a monte ma ben sotto lo spartiacque che, come dicono al SIAS, interferisce con i flussi del vento.
Meglio Ambola, che sta nel bacino del Cuto.
Il livello sta risalendo parecchi ma non è ancora sufficiente. Adesso segna circa 914, siamo quasi 18 metri sotto il livello di inizio gennaio dove però era già carente (circa 10 milioni di metri cubi, un terzo della capienza massima), al livello massimo mancano ancora 35 metri per avere i famosi 33 milioni di metri cubi.
Questi ultimi giorni si possono definire a tutti gli effetti invernali. A Troina la temperatura non sale sopra i 10° dal 29 novembre. Anche le emissioni sono finalmente confortanti, soprattutto in ottica piogge. Con le emissioni di stamattina sono stati aumentati gli accumuli previsti per dopodomani. Questo è il lam su base ECMWF
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