Non sono nè amante della montagna, nè tantomeno praticante di sport invernali, ma non posso che essere d'accordo con te e Lou Val: quando un'attività è destinata a diventare economicamente e ambientalmente non più sostenibile, è inutile continuare a lottare contro l'inevitabile.
E' assolutamente necessario cogliere per tempo i segnali del cambiamento e prevedere ciò che sarà in futuro, in modo da utilizzare quelli che sono, probabilmente, gli ultimi introiti del sistema attuale per reinventarsi ed adattarsi al futuro contesto climatico ed economico.
Il paragone più calzante secondo me è quello con con chi, nel secolo scorso, ferrava i cavalli: con l'avvento delle automobili i lungimiranti si sono trasformati in meccanici/gommisti/carrozzieri e sono sopravvissuti, gli altri sono scomparsi.
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