aveva un maglione da comunista con le tarme che cantavano bandiera rossa!
se tu hai una mela e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno.ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea,
e ce le scambiamo allora abbiamo entrambi due idee.(g.b.shaw)
Apro posito,ai riaprito laeroporto che son tutti incazzati come dei bepponi alla festa dell'unità? (Alby)
Mi piace, da un pacco di vermacci velenosi e vomitevoli che mi stanno depilando il pino mugo siamo arrivati ai principi cosmici del finalismo in natura e al dibattito sul funzionalismo!
Cmq il funzionalismo nello spiegare l'esistenza di quella o quell'altra specie è un'ipotesi non necessaria. C'è una spiegazione alternativa basata sulla forza: alcune specie possono essere tanto forti e potenti e difficili da debellare da sopravvivere anche se non fanno nulla di buono a livello di sistema complessivo.
Direi che questo modello esplicativo può spiegare la sopravvivenza di miliardi e miliardi di virus devastanti e repellenti come gli esseri umani, mentre il funzionalismo non può di certo. A rigor di funzionalismo, dovrebbero esserci delle reazioni a catena nella natura con l'esito di cancellare l'uomo, e non se ne vedono molte tracce purtroppo.
Dici che sono stati creati a questo scopo, esattamente come (ultimamente mi piace citare Voltaire) il naso è stato creato allo scopo di sostenere gli occhiali?
Sul funzionalismo c'è una letteratura più che oceanica, direi galattica come numero di titoli. Una cosa abbastanza unanimemente accettata dai non-funzionalisti è che si presta un po' troppo alla spiegazione finalistica. Quindi, da un lato, ogni presunta conseguenza di qualcosa basta a spiegarla (i peti servono a fare puzza, è ovvio no? infatti puzzano e la puzza è per forza il loro scopo); e dall'altro ci troviamo in mano una spiegazione nella quale la causa è posteriore all'effetto anziché anteriore.
Cioè siccome sul naso mettiamo gli occhiali da quando esistono gli occhiali (cioè dal Cinquecento o dal Seicento mi pare), la causa del naso è nata dopo il naso. Come dire che un cazzotto domani ti fa l'occhio nero ieri. Una spiegazione del genere naturalmente non può essere presa troppo seriamente in considerazione.
Salvo nella spiegazione del comportamento degli agenti intenzionali naturalmente; quelli possono concepire di fare qualcosa oggi perché anticipano mentalmente oggi gli effetti che quella cosa avrà domani.
Solo che in natura abbracciare una spiegazione del genere significa effettuare un rimando teologico, cioè uscire dalla scienza.
Per cui non si usa molto. Non in termini così finalistici almeno.
Per quel poco che ho studiato di entomologia la faccenda della Processionaria si può riassumere nel fatto che la sua attività di parassita non coincide con la morte della pianta, che non ha quindi selezionato nessun sistema efficace per distruggerla. Predatori e parassitoidi del lepidottero sicuramente esistono, e infatti la processionaria non è una specie che si sta divorando tutti i pini del mondo, se non nelle zone dove sono stati fatti rimboschimenti da parte dell'uomo sbagliati, oppure sulle piante debilitate dall'essere messe a dimora in habitat non congeniali (tipo il giardino di casa).
Oppure su intere foreste autoctone dove è arrivata in anni relativamente recenti, secondo alcuni sulle ali dell'aumento delle temperature. Quest'ultimo dettaglio mi convince però poco, perché se davvero il bozzolo protegge le larve da temperature anche di -15°C per periodi prolungati, non vedo zona d'Italia sotto i 2500-2800 metri dove l'animaletto non possa arrivare.
Leggevo anche che pare più frequente sulle frane ri-colonizzate da conifere. Sarebbe interessante sapere perché. Pare anche che circa pini & c. che attacca, tenda a colpire meno il pino mugo. Potrebbe esserci una relazione spuria dovuta all'altitudine (ad esempio a pari condizioni colpisce altrettanto il pino mugo, che però di solito è troppo in alto e quindi troppo al freddo per la processionaria e se guardiamo la percentuale di piante colpite per specie troviamo che i mughi sono meno frequentemente infestati, per effetto della semplice altitudine cui si trovano). Questo non sembra facile da chiarire.
[Edit] Ho dato una letta veloce e ricordavo bene, e cioè che è una specie monovoltina (cioè una sola generazione l'anno) e quindi anche in condizioni non limitanti per quanto riguarda cibo e clima non può pullulare (come invece fanno specie polivoltine: afidi, aleurodidi, cocciniglie etc...). Inoltre l'attività defogliante è limitata alla sola primavera (in estate alle ns latitudini generalmente è incrisalidata o in diapausa) e quindi la pianta è in grado di riprendersi con l'avanzare della stagione.
Ultima modifica di Civetta; 04/05/2010 alle 20:54
...un nemico pare sia la "formica rufa".
Si vedono talvolta anche qui a Roma, per strada, in fila indiana. A me una
volta ne è cascata una in testa, da un pino. L'ho raccolta in mano (non sapevo
che fosse) e mi ha effettivamente urticato, è tipo ortica, brucicchia e poi
vengono le bolle, ma finisce li.
Thaumatopoea pityocampa - Wikipedia
Non sapevo fosse la larva di quella falena li, di quelle ne vedo a migliaia, ogni tanto m'entrano pure
in casa, sono proprio quelle!!
C.
"S'è la notizia fossi confermata sarò zio."
Ciao,
a occhio mi pare che tu la sappia lunga e anche più di me
Il primo punto potrei risponderti di stare attento a generalizzare un dato puntuale (resistenza a -15°C) in riferimento ad una specie animale estesa in un'areale piuttosto ampio, e dunque differenziato in una miriade di razze locali o ecotipi.
La seconda cosa potrebbe essere semplicemente una questione di gusti: è probabile che alle larve il p. mugo piaccia di meno in relazione ad altri substrati edafici e che quindi dove la dieta è più varia predilisca un pino rispetto ad un altro.
Ma le mie sono semplici deduzioni di un appassionato della materia entomologica.
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Azz, leggo qui La Processionaria - Metodi di intervento e consigli - Come combattere la processionaria che la cinciallegra è un nemico naturale della processionaria. Ce n'è qualcuna (almeno credo, a giudicare dai colori dell'uccellino nella foto) che gironzola qui attorno...
Cmq vedi questo
tratto da Lotta alla processionaria
Dice che se anche si bruciano i bruchi, i loro peli carbonizzati sono ancora urticanti e bisogna stare attenti da che parte tira il vento mentre si brucia, pensa tu. Pare che la cosa diventi grave se arrivano agli occhi o in bocca. " I peli mantengono il potere urticante per anni se mantenuti a temperatura ambiente."
Cmq ho deciso, faccio 3 o 4 trattamenti di comune insetticida per la dorifera e bruchi vari distanziati di pochi giorni, poi mi faccio prestare uno svettatoio per poter tagliare i rami a distanza
(magai tenendolo in orizzontale, visto che la pianta è alta meno di 3 metri) per tagliare i rami evitando che mi entrino i bruchi nel naso, e poi brucio tutto. La regione non ha risposto all'email che ho mandato, vadano pure al diavolo. Se vengono a vedere come sono messe le cose darò loro la cenere. Ecco il vostro bozzolo.
Ultima modifica di Borat; 04/05/2010 alle 20:59
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