ciao,
m spiace per i problemi che hai afforntato. ora capisco il discorso sulla mediatìzione, respisirazione, zen, etc.. che mi facevi quando citavo Kirshanumurti... ci siamo incompresi, some spesso accade sul web, sorry. io riconosco che una pratica meditativa e di auto-analsi, più lettute e studi, etc.. fatta a scopo di "guarigione" è più ultile ed interessante di sganciare 100 euro a seduta ad uno psicologo.da questo punto di vista il web è uno strumento straordinario per poter accedere a milioni di informazioni che la cultura italiana ignora .ovviamente anche qui ci sono le trappole, etc.. ma sono molto più evidenti e facili da evitare che nella real life.
il discorso che invece facevo io su krishnmurti era puramente filosofico/utupista. anche quel percorso porta alla guarigione, ma a quella "totale", cioè alla separazione tra coscienza e pensiero. però è ovvio che se la vita (la battaglia) di tutti i giorni ci ha portato verso una malatia (di qualsiasi tipo di malattia si tratti), è prima necesseraio sconfiggere questa.
spero qui che tu invece giocassi un pochino con le parole.era meglio essere depresso che pscicopatico
altrimenti tutto quel percorso che hai fatto, ha peggiorato il quadro clinico
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il problema si chiama SAD (Seasonal affective disorder) ed è riconoscouto dal DSM-IV è collegato ad un problema di depressione più generale ed è quindi vero quello che dici. è ovviamente vero anche da un punti di vista di una persona sana come un pesce, perchè certe temperature e percentuali di UR fanno male a chiunque. più discorso già fatto dell'alergia all'ambrosia.
momento, momento, momento, momento...
non dico che tu non abbia ragione, ma ogni volta che si tocca questo argomento qui in Italia, sembra di parlare delle "streghe da bruciare" perchè erano blasfeme. non voglio dire che anche tu la pensi così, ma non capisco perchè in Italia di solito si grida alla scandalo e al delitto ogni volta di parla di psicofarmaci.
guardate io do prorio il suggerimento qsi contrario. se sente in una situazone tale da voler provare un aiuto con psicofarmaci, cioè dopo aver provato con molte altre terapie, fate tutte le recirche possibili prima sul web legate al vosto problema e ai farmaci che lo curano, e dopo andate da uno specialista. perchè se quello specialista vi canna medicina o vi fa prescrizioni "alla leggera", fa più danno che altro.
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privo di senso? cioè stai negando 50 anni di studi scientifici e di medicina. caro C. non c'è l'ho con te, ma sei tu che credi al pesto genovese nel centro della Terra
parto con i quote:
Gli studi sui gemelli monozigoti e dizigoti e sui soggetti adottati hanno dimostrato una certa ereditabilità dei disturbi depressivi, anche se in modo meno consistente rispetto al disturbo bipolare.[17] Il tasso di ereditabilità per i sintomi depressivi si attesta attorno al 76%.Secondo la maggior parte dei ricercatori e sulla base degli studi degli ultimi quarant'anni il disturbo si ritiene abbia una causa genetica. Studi su gemelli hanno evidenziato che l'ADHD ha un alto fattore ereditario (circa il 75% dei casi)
L'autismo non ha una singola causa ma nasce da un insieme di fattori: genetici, organici e biochimici, che interferiscono creando una frattura nello sviluppo celebrale normale,
Sulla base di un errore di Kanner si era basata l'iniziale ipotesi che il bambino affetto da autismo fosse neurologicamente sano, e che la causa dell'autismo fosse individuabile solo in un ipotetico "rapporto inadeguato" con la madre. Per circa un ventennio questa ipotesi, oggi ritenuta scorretta, ha dominato la scena clinica internazionale, indirizzando spesso bambini e nuclei famigliari esclusivamente verso trattamenti di dubbia utilità terapeutica nel trattamento diretto dell'autismo. Gli psichiatri Bettelheim[14] e Tustin (della Tavistock Clinic diLondra) sono stati tra i principali esponenti di questo approccio derivato dalle riflessioni di Kanner, che diffusero a livello internazionale, e ormai considerato desueto.
possiamo andare avanti all'infinito... te l'avevo detto.. magari ti avran ache aiutato. ma butta nell'immondizia i libri Zen e apri wikipedia. te lo dice col cuore una persona che ha l'adhd e che ha perso 20 anni per colpa dell'ignoranza made in italy.
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giusto. avevo fatto anche io una ramanziana del genere. è la nostra cultura ragazzi. non sappiamo affrontare come società questo tipo di problemi. non abbiamo nemmeno il coraggio di parlarne per paura di cosa pensa la gente, etc.. rispetto ad altri paesi europei ed agli USA siamo socialmente e culturalmente fermi a 100 anni fa su questo tema.
Gimmy potrebbe anche nn avere nulla, essere un fake account, ma il tema è serio, e raccontare barzellette di andare al mare, etc.. è un "classico" di chi non sa nemmeno di cosa stiamo parlando.
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e ti prego di non prenderla come offesa, perchè i libri Zen, l'hagakure, la meditazione, gli studi sul giappone, sulle filosofie orientali, etc.. io li ho fatti dai 14 ai 18 anni. ci sono passato.... ed è solo tradizione, ignoranza, illusione e condizionamento. spazzatura da cui ci si deve liberare se si vuole risolvere davvero un problema concreto, serio come un disturbo o diasagio psichico genetico o epigenetico, che crea problemi e frammentazioni interiori.
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Debris sono uno psicologo e dici bene affermando che esiste ereditarietà nei disturbi depressivi. Gli studi che hai riportato in parte lo testimoniano (in parte no, non capisco cosa c'entra lo studio sull'autismo). Tuttavia gli eventi di vita, i traumi, o la semplice solitudine fanno sì che queste tendenze diciamo innate vengano a galla. Esiste una frequente forma depressiva, quella reattiva, definita dagli psicologi e psichiatri proprio come reazione a determinati eventi. Di certo è falsa l'affermazione che un soggetto predisposto alla depressione sia condannato a soffrirne. I consigli che state dando a Jimmy sono tutti validi espedienti, sta a lui metterli in atto. Io, tra i vari consigli, avendo un po' inquadrato la tua situazione, ti caldeggio tutte le iniziative che prevedono un po' di socialità e la condivisione della tue passioni. Questo forum è già qualcosa, ma è evidente che non ti basta in questo torrido agosto.
ma certo Vyborg,
un trauma può scatenare un evento depressivo. in questi casi io sono per esempio contrario all'uso di farmaci, ma favorevole all'affrontare il problema con la psicoterapia. ma questa è vita di tutti i giorni. nemmeno può essere considerata una malattia, tutti troviamo degli ostacoli lungo il cammino, perdiamo dei cari, abbiamo incidenti traumatici, etc.. ben venga l'aiuto dello psicologo.
ho fatto l'esempio dell'autismo perchè sino a qualche decennio fa si credeva che la causa dell'autismo fosse individuabile solo in un ipotetico "rapporto inadeguato" con la madre. quindi chi la pensava così avrà forse fatto sbagliare starda a gran parte della ricerca scientifica. nn vorrei fosse lo stesso con con la depressione (quella vera, non quella traumatica-ambientale). cmq sia non sono un esperto in depressione, ne medico o psicologo, ma ho un problema simile all'autismo: l'adhd. mi piacerebbe sapere cosa ne pensi da psicologo, anche in pm se vuoi.
no perchè per esempio quando dici: "Esiste una frequente forma depressiva, quella reattiva, definita dagli psicologi e psichiatri proprio come reazione a determinati eventi". io ti dico che esiste anche una malattia genetica molto comune che affligge il 5% della persone, l'adhd, il cui "cardine" centrale è proprio il fallimento dell'autocontrollo emotivo nella risposta ambientale.
oggi in italia si parla di 1 milione di adulti che ne sono afflitti e che secondo me saranno curati con farmaci totalmente sbagliati, perchè psichiatri e psicologi pensano che ci sia stato un: "rapporto inadeguato" con la madre o col padre. la mia vita ne è testimone ed ho solo avuto la fortuna e l'intuito di capire che i 5 specialisti che ho consulato 15 anni fa, dicevano una marea di idiozie. scusami il termine "forte".
ADHD: in Italia 250mila bimbi e un milione di adulti
Spero però che mi spieghi anche il perchè argomentando,se possibile, in maniera scientifica e non attraverso luoghi comuni (abitudine, assuefazione, dipendenza etc,etc,etc..)
Vedi, debris..
Per curare il corpo umano bisogna sapere com'è fatto e come funziona.
Solo così possiamo pensare di riparare un suo "guasto".
La demonizzazione dei farmaci antidepressivi mi fa inorridire.
Prima si afferma, CORRETTAMENTE, che la depressione è una malattia.
Poi, però, si dice che non va curata (anche) con i farmaci.
Mi sembra che ci sia una contraddizione di fondo non indifferente.
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Qual'è la contraddizione non indifferente? La cura può essere farmacologica o psicoterapica, o tutte e due che spesso porta a ottimi risultati. Perchè assuefazione e dipendenza sono luoghi comuni? Sono purtroppo un punto debole della cura farmacologica psichiatrica.
E' una contraddizione poichè nel momento in cui la si definisce, ribadisco, CORRETTAMENTE, una malattia, si esclude a priori un trattamento farmacologico.
Che io non ho affermato essere l'unico,attenzione.
Tant'è che sono diversi i pazienti che invio settimanalmente ai tuoi colleghi.
Quando parlo poi di luoghi comuni nel momento in cui si parla di dipendenza e di assuefazione mi riferisco alla facilità con cui vengono tirate in ballo quando si di farmaci antidepressivi.
Nessuno nega che esistano, ma uno "svezzamento" dal farmaco fatto in maniera corretta e sotto stretto controllo medico riduce al minimo i rischi.
Ultima modifica di Gravin; 26/08/2011 alle 19:43
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