E' stato diverso. Non ero a Genova 10 anni fa, ma ero sabato in corteo (tra l'altro: abito in via Labicana).
La polizia, per quello che ho visto non ha assunto nessun atteggiamento provocatorio, anzi. Quando il corteo si avvicinava si allontanavano (prima che iniziasse il parapiglia) per non offrire nemmeno la possibilità di essere visti.
I delinquenti erano venuti ben preparati, sfilavano sotto il sole cocente, in mezzo al corteo con i caschi in testa, in un giorno nel quale (ho la moto) si sfila il casco tre secondi dopo aver abbassato il cavalletto.
Erano con me persone che erano state a Genova, ripeto, è stato diverso, anche basandomi sulle loro testimonianze. Lì, frustrati per aver perso di mano la situazione, le FFOO sono andate alla "'ndo cojo cojo" prendendo di mira inermi manifestanti. Qui, per non ripetere l'errore, hanno lasciato correre fin troppo.
Però qualcosa di stonato c'è. La mia via è da sempre teatro di manifestazioni. In genere, prima, passavano gli operai dell' AMA (municipalizzata rifiuti), levavano i cassonetti e impiombavano i cestini di ghisa. Stavolta no. Capisco che chi incendia automobili (4 nella mia via: un Agila, un piccola Wv e una antica Volvo, più altra non riconoscibile + vetri spaccati ad 1Y + 1 Smart distrutta a mazzate; 6 auto di lusso distrutte e giustizia è fatta) non si ferma, ma, almeno, non lasciamogli decine di cassonetti lungo la via... Ma sono dettagli.
La realtà è che è successo qualcosa di grosso e di non ancora compreso in questi 10 anni. I riferimenti, al di là delle parole, non sono capi politici, ma ultras. Sul mio palazzo solo due scritte a pennarello: Ultras Cesena e un'altra (casual Cesena?) Sul palazzo di fronte due scritte: Morte allo Stato e (mitica) Morte alla democrazia. Stessa mano.
Visto un delinquente rientrare dopo gli scontri con casco, felpa nera e sciarpa della Roma.
Le generazioni passate avevano (in genere) nello scontro con le FFOO un mezzo. Volevano raggiungere un fine (chessò, la rivoluzione) e per far quello capitava che ci si scontrasse con le FFOO. A Genova stessa, l'obiettivo era forzare (simbolicamente) la zona rossa; se per far questo ci si scontrava, era deplorevole, ma inevitabile. Sabato no, ho visto persone che avevano come FINE quello di scontrarsi con le FFOO. Acab, infatti, motto ultrà.
Del resto, credo che commetteremmo un errore a ritornare sempre su Genova. Il parallelo più calzante non mi pare quello, ma il derby Roma Lazio del marzo 2004 (quello sospeso) e la partita del Catania del 2007
Scontri di Catania - Wikipedia
e gli scontri successivi alla morte di Gabriele Sandri
Roma, scoppia la guerriglia ultr assalti alle caserme, Coni devastato - cronaca - Repubblica.it
Se rileggete queste ultime cronache vedrete molti parallelismi: la conquista e il mantenimento simbolico della piazza come fine; l'umiliazione delle FFOO; il partecipare ad un evento altrimenti pacifico (partita di calcio, corteo di sabato) portando contenuti guerreschi.
In altri termini, è nata una generazione di ultras della politica che fa dello scontro con i Cops la propria ragione d'essere. Dimentichiamoci di rivendicazioni o discorsi più o meno sensati. Identificano tutto il male nello "Stato" e vedono il poliziotto come nemico da abbattere. Poi potranno prendere a prestito tutti gli slogan che vogliono (del resto, anche gli ultras parlano - blaterano - di valori e onore e ideali).
E' tutto diverso, rispetto a Genova. Non solo il comportamento delle FFOO, ma la testa dei teppisti.
Maurizio
Rome, Italy
41:53:22N, 12:29:53E
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