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  1. #461
    Uragano L'avatar di simo89
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    Predefinito Re: Evoluzione della crisi ucraina

    La Russia ha abituato a quali tipi di escamotage, scusa?
    Le guerre in Serbia, Afghanistan, Iraq (la seconda volta...) e in Libia chi le ha cominciate?

    Perchè ci si ostina a guardare la pagliuzza nell'occhio russo, trascurando la trave in quello della NATO?

    Dalla guerra fredda in poi, la Russia è intervenuta con la forza solo negli affari che riguardavano il loro territorio interno (Cecenia) o nelle immediate vicinanze (Georgia nel 2008), Ucraina adesso.
    Non dico che sia giusto, ma almeno non va in giro per il mondo a fare del casino ovunque mette piede, visto che sia in Libia che in Iraq stavano infinitamente meglio prima dei "bombardamenti umanitari", concetto che tra l'altro mi fa rabbrividire.

    Non voglio passare per filorusso perchè non lo sono e non so nemmeno se ha senso esserlo, ma se i paesi occidentali volevano diventare poco credibili, beh ci sono riusciti in pieno, perchè negli ultimi mesi praticamente qualsiasi notizia che aveva come fonte Stati Uniti, NATO (che sono praticamente sinonimi) o Europa sembrava più frutto di un ministero della propaganda che di paesi democratici e con libertà di stampa.

  2. #462
    Burrasca L'avatar di Cliff
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    Predefinito Re: Evoluzione della crisi ucraina

    Citazione Originariamente Scritto da simo89 Visualizza Messaggio
    La Russia ha abituato a quali tipi di escamotage, scusa?
    Le guerre in Serbia, Afghanistan, Iraq (la seconda volta...) e in Libia chi le ha cominciate?

    Perchè ci si ostina a guardare la pagliuzza nell'occhio russo, trascurando la trave in quello della NATO?

    Dalla guerra fredda in poi, la Russia è intervenuta con la forza solo negli affari che riguardavano il loro territorio interno (Cecenia) o nelle immediate vicinanze (Georgia nel 2008), Ucraina adesso.
    Non dico che sia giusto, ma almeno non va in giro per il mondo a fare del casino ovunque mette piede, visto che sia in Libia che in Iraq stavano infinitamente meglio prima dei "bombardamenti umanitari", concetto che tra l'altro mi fa rabbrividire.

    Non voglio passare per filorusso perchè non lo sono e non so nemmeno se ha senso esserlo, ma se i paesi occidentali volevano diventare poco credibili, beh ci sono riusciti in pieno, perchè negli ultimi mesi praticamente qualsiasi notizia che aveva come fonte Stati Uniti, NATO (che sono praticamente sinonimi) o Europa sembrava più frutto di un ministero della propaganda che di paesi democratici e con libertà di stampa.
    Il titolo del thread è "evoluzione della crisi ucraina", che cosa c'entra la Libia o l'Afghanistan (tra l'altro la prima è stata iniziata dalla Francia)? Se comunque ritieni che invadere (ai fini dell'annessione di territori, manco fossimo nell'800!) nazioni indipendenti confinanti come la Georgia (2 volte negli ultimi 20 anni), l'Ucraina o la Moldova sia accettabile, allora credo che ci sia ben poco da discutere, tanta è la distanza tra il tuo ed il mio punto di vista.
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  3. #463
    Uragano L'avatar di simo89
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    Predefinito Re: Evoluzione della crisi ucraina

    Citazione Originariamente Scritto da Cliff Visualizza Messaggio
    Il titolo del thread è "evoluzione della crisi ucraina", che cosa c'entra la Libia o l'Afghanistan (tra l'altro la prima è stata iniziata dalla Francia)? Se comunque ritieni che invadere (ai fini dell'annessione di territori, manco fossimo nell'800!) nazioni indipendenti confinanti come la Georgia (2 volte negli ultimi 20 anni), l'Ucraina o la Moldova sia accettabile, allora credo che ci sia ben poco da discutere, tanta è la distanza tra il tuo ed il mio punto di vista.
    Bah, non so neanche da dove cominciare a risponderti, tanto è il mio disaccordo.
    Dico solo prima il mondo diventa multipolare e meglio è, almeno così gli Stati Uniti forse ci penseranno un po' prima di andare a destabilizzare paesi a destra e a manca con i loro soliti metodi.
    Anche perchè non rendersi conto che questa situazione è figlia dei fatti dell'autunno 2013, significa essere completamente miopi...pesti i piedi alla Russia, pretendi che non reagisca e la pensi di trattarla come un Iran, Siria o Corea del Nord qualunque?
    Non riesco neanche a crederci che a qualcuno sia venuta in mente un'idea tanto stupida.

  4. #464
    Rws
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    Predefinito Re: Evoluzione della crisi ucraina

    Citazione Originariamente Scritto da Cliff Visualizza Messaggio
    Se qualcuno vuol credere che Cristo è morto di sonno, libero di farlo.
    Posso dire altrettanto.
    Evidentemente tu riesci a credere a quelli che dicevano urlando: HA LE ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA! SADDAM LE HA!
    Io comunque ho messo molta roba in questo topic, tu dall'invasione russa sei già passato al passaggio di materiale bellico, che anche se fosse (sarebbe gradito qualche grammo di quelle tonnellate) compenserebbe tutto quello fornito dall'occidente a kiev; comunque mi pare evidente che abbiamo un concetto diverso di invasione.

  5. #465
    Burrasca L'avatar di Cliff
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    Predefinito Re: Evoluzione della crisi ucraina

    Citazione Originariamente Scritto da Rws Visualizza Messaggio
    Posso dire altrettanto.
    Evidentemente tu riesci a credere a quelli che dicevano urlando: HA LE ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA! SADDAM LE HA!
    Io comunque ho messo molta roba in questo topic, tu dall'invasione russa sei già passato al passaggio di materiale bellico, che anche se fosse (sarebbe gradito qualche grammo di quelle tonnellate) compenserebbe tutto quello fornito dall'occidente a kiev; comunque mi pare evidente che abbiamo un concetto diverso di invasione.
    Quale materiale bellico ha fornito, al momento, l'occidente all'Ucraina? Sarebbe bene che lo facesse e pure velocemente, ma al momento vedo soltanto armi nettamente più obsolete rispetto a quelle in mano ai russi.
    Comunque devo dire che evidentemente la tua posizione e quella di Simo89 è piuttosto debole se per difendere le vostre rispettive idee tirate in ballo Saddam, la Libia o la Siria che ribadisco non c'entrano nulla né con l'attuale situazione in Ucraina, né con l'argomento del 3d. Vedo che in precedenza è stato pure tirato in ballo Giulietto Chiesa, noto difensore delle tesi sulle scie chimiche e delle tesi complottistiche sull'attentato alle torri gemelle...ognuno tragga le proprie conclusioni.
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  6. #466
    Rws
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    Predefinito Re: Evoluzione della crisi ucraina

    Citazione Originariamente Scritto da Cliff Visualizza Messaggio
    Quale materiale bellico ha fornito, al momento, l'occidente all'Ucraina? Sarebbe bene che lo facesse e pure velocemente, ma al momento vedo soltanto armi nettamente più obsolete rispetto a quelle in mano ai russi.
    Comunque devo dire che evidentemente la tua posizione e quella di Simo89 è piuttosto debole se per difendere le vostre rispettive idee tirate in ballo Saddam, la Libia o la Siria che ribadisco non c'entrano nulla né con l'attuale situazione in Ucraina, né con l'argomento del 3d. Vedo che in precedenza è stato pure tirato in ballo Giulietto Chiesa, noto difensore delle tesi sulle scie chimiche e delle tesi complottistiche sull'attentato alle torri gemelle...ognuno tragga le proprie conclusioni.
    Ho commesso un errore nello scrivere, non volevo intendere materiale bellico in senso stretto (non ne ho le prove) ma semplicemente materiale di supporto, ampiamente documentato.
    Sta di fatto che gli USA hanno investito, per loro ammissione, 5 miliardi di dollari "per dare all'Ucraina il futuro che merita". Trovo davvero strano che qualcuno si meravigli della reazione russa sulle questioni di uno stato confinante abitato da russi e di tale importanza strategica.
    Comunque, sei piuttosto scarso nel rigirare le cose:
    tu puoi fare paragoni
    E questo tipo di conflitti (vedi Siria, Iraq in misura di gran lunga peggiore)
    ed io no?
    Bene, allora credi pure a quelli che hanno scaricato all'abbattimento dell'aereo vagoni di mer.a su Putin e dopo tre mesi riescono a tirar fuori perle del genere:
    un grande numero di oggetti ad alta energia che lo hanno penetrato dall'esterno.

    Riguardo Giulietto Chiesa qualche caxxata nella vita può succedere (scie, anche se piuttosto che sostenitore ha cercato di fare chiarezza), con lui condivido pienamente insieme a questi le "perplessità" sulle torri gemelle, e prendo in seria considerazione ciò che dice da profondo conoscitore della realtà della Russia e dell'ex unione sovietica.

    Resta infine il fatto che attendo ancora qualche grammo delle tonnellate di prove sull'invasione russa.

  7. #467
    Vento moderato L'avatar di Edonati
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    Predefinito Re: Evoluzione della crisi ucraina


  8. #468
    Rws
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    Predefinito Re: Evoluzione della crisi ucraina

    Un bel articolo, per ricordare un po' di storia recente

    La crisi ucraina: empatia e dinamiche di guerra


    di Giorgio Gallo

    Leggendo gli articoli sulla crisi in Ucraina, colpiscono i riferimenti all'inizio della seconda guerra mondiale. “Rischiamo di ripetere gli errori fatti a Monaco nel '38” avrebbe detto il premier inglese Cameron agli altri leader europei, invitandoli a non cercare di placare Putin come era stato fatto con Hitler da Chamberlain (The Guardian, 2 settembre 2014). Si tratta in realtà di riferimenti del tutto incongrui. Incongrui perché la Russia di Putin non ha, fatte le debite proporzioni, la forza militare che aveva il Terzo Reich nell'Europa del 1938, ma soprattutto perché, malgrado ciò che si vuole far credere, la Russia non è un paese in fase di espansione geopolitica. Semmai è stata la NATO che dopo il crollo del muro di Berlino si è andata progressivamente espandendo.
    In un interessante saggio pubblicato sull'ultimo numero di Foreign Affairs,Mary Elise Sarotte, storica dell'University of Southern California, analizza la fase convulsa da un punto di vista diplomatico che dalla caduta del muro ha portato all'unificazione della Germania. In quella fase la preoccupazione principale di Gorbachov era certamente quella di una possibile espansione a est della NATO. Per superare l'opposizione sovietica alla riunificazione della Germania, da un lato il cancelliere tedesco Kohl assicurò Gorbachev che “la NATO non si sarebbe allargata fino a includere l'attuale territorio della Germania dell'Est”, e, dall'altro il ministro degli esteri Genscher fece arrivare lo stesso messaggio al suo omologo sovietico, Eduard Shevardnadze: “per noi è un punto fermo che la NATO non si espanderà a est”. Simili assicurazioni furono date verbalmente anche dal segretario di stato USA Baker. Addirittura si parlò della possibilità di dare ai territori della Germania dell'Est uno statuto particolare all'interno della Germania unificata, che li mantenesse al di fuori della NATO. Come scrive Sarotte “non ci fu mai un patto formale, come la Russia [oggi] sostiene – ma i funzionari degli Stati Uniti e della Germania occidentale fecero brevemente intendere che un accordo del genere avrebbe potuto essere sul tavolo, e in cambio ricevettero il semaforo verde per la riunificazione tedesca”. Va anche detto che Gorbachev era molto indebolito dalle difficoltà economiche dell'URSS e dall'opposizione politica interna. Questa debolezza lo portò alla fine ad accettare l'unificazione della Germania all'interno della NATO, in cambio di misure che gli permettessero di salvare la faccia: un periodo di 4 anni per il ritiro delle truppe dalla Germania, alcune restrizioni sul dispiegamento di truppe e di armi nucleari nell'ex-Germania dell'Est, nonché 12 miliardi di marchi per riallocare in patria le truppe ritirate e un prestito senza interessi di 3 miliardi. E in effetti la NATO, almeno inizialmente, pur includendo la Germania nella sua interezza, evitò l'espansione ad est. Le cose cambiarono alla fine degli anni '90, quando iniziò un processo di allargamento dell'alleanza ai paesi dell'ex Unione Sovietica, fino ad arrivare, con l'adesione dei paesi baltici, agli stessi confini della Russia. La Russia, anche per la propria debolezza, non ha reagito a questa espansione almeno fino a che nell'aprile 2008, al summit NATO di Bucarest, non si è cominciato a discutere dell'adesione di Georgia e Ucraina, paesi ai suoi confini e ben più importanti delle piccole repubbliche baltiche. La NATO si avvicinava in questo modo a quella che per la Russia è una sorta di “linea rossa” invalicabile. Da qui prima l'intervento delle truppe russe in Georgia nel 2008 e ora quello in Ucraina [1]. Va anche ricordato che l'Ucraina con le sue tre popolazioni, gli ucraini uniati a ovest, gli ucraini ortodossi al centro e i russi a est, rappresenta una realtà molto complessa, secondo alcuni analisti destinata a giocare un ruolo di interfaccia fra l'Europa occidentale e la Russia[2], e secondo altri a spezzarsi in due lungo una linea etnico-religiosa [3]. Purtroppo i governi occidentali non solo non hanno colto le preoccupazioni russe, ma hanno alimentato la crisi, da un lato con pesanti interventi nella situazione interna ucraina, e, dall'altro con una retorica mirante a denunciare il presunto espansionismo russo. Di questo parla, sempre nell'ultimo numero di Foreign Affairs, John Mearsheimer, professore di Scienze Politiche all'università di Chicago [4], ed esponente di spicco della scuola neorealista di teoria delle relazioni internazionali. Mearsheimer sin nel titolo (Why the Ukraine Crisis is the West’s Fault) attribuisce all'occidente la responsabilità della crisi, responsabilità dovuta non solo all'incomprensione delle legittime preoccupazioni geopolitiche di Putin, ma soprattutto alle interferenze occidentali nella politica ucraina, sia con interventi politici diretti che attraverso pesanti azioni a livello di società civile. Fra i primi Mearsheimer ricorda la partecipazione di Victoria Nuland, vice segretario di stato USA per l'Europa e l'Eurasia, e del senatore repubblicano John McCain alle manifestazioni contro il presidente Yanukovych, e il pesante intervento dell'ambasciatore USA in Ucraina, Geoffrey Pyatt, che con riferimento alla caduta di Yanukovych ha parlato di “giorno storico”. Fra i secondi i 60 progetti diretti a promuovere la società civile ucraina, finanziati dal governo americano attraverso la fondazione nonprofit National Endowment for Democracy, un intervento di vera e propria “ingegneria sociale”. Le decisioni prese dal recente summit NATO nel Galles hanno peggiorato ulteriormente la situazione. Infatti la decisione di creare una forza di pronto intervento con basi nei paesi dell'Europa dell'est, che, al di là dei termini usati, sono permanenti, rompe un accordo implicito e non può non aumentare le preoccupazioni della Russia per la propria sicurezza. Nei fatti si stanno realizzando le previsioni fatte da George Kennan [5], in una intervista del 1998, in occasione della ratifica da parte del Congresso USA della scelta di espandere ad est della Nato. Nell'intervista Kennan dice: “Io credo che sia un tragico errore. Non ci sono ragioni di nessun tipo per questo [l'espansione a est della NATO]. Nessuno sta minacciando nessun altro. […] Questo dimostra quanto poco si comprenda la storia russa e quella sovietica. Naturalmente ci sarà una reazione negativa da parte della Russia, e allora [coloro che hanno spinto l'espansione della NATO] diranno che noi ve lo avevamo sempre detto, che questo dimostra come sono i russi – ma ciò è semplicemente sbagliato”. L'osservazione di Kennan è importante: troppo spesso a livello internazionale si portano avanti politiche con motivazioni sostanzialmente ideologiche [6], senza una conoscenza profonda della storia e delle ragioni degli altri. Anche qui, a livello di politica internazionale, sarebbe utile l'empatia, una delle componenti chiave dell'approccio nonviolento alla soluzione dei conflitti, che significa soprattutto capacità di mettersi dal punto di vista dell'altro. Ad esempio, prima di sostenere, con riferimento alla possibile adesione dell'Ucraina alla NATO, che un paese ha il diritto di scegliere le proprie alleanze, un po' di empatia avrebbe fatto ricordare che tale diritto non è stato riconosciuto a Cuba quando durante la guerra fredda aveva deciso di allearsi militarmente con l'Unione Sovietica. Senza la conoscenza della storia e senza empatia, si rischia di innescare dinamiche che possono portare a esiti non desiderati e drammatici. Vengono in mente, e non è un pensiero rassicurante, le parole con cui Christofer Clark conclude il suo libro [7] sulle dinamiche che dall'attentato di Sarajevo, in trentasette giorni, portarono a una guerra che probabilmente nessuno davvero voleva: “I protagonisti del 1914 furono come sonnambuli, apparentemente vigili ma non in grado di vedere, tormentati dagli incubi, ma ciechi di fronte alla realtà dell'orrore che essi stessi stavano per portare nel mondo”. Note 1 Non va dimenticato che, in parallelo all'espansione a est della NATO, c'è stata anche l'espansione della Unione Europea rendendo ancora più evidente e grave, almeno agli occhi di Putin, l'accerchiamento della Russia. 2 Un'ipotesi di questo tipo è suggerita da Emmanuel Todd nel capitolo dedicato alla questione ucraina del suo Après l'empire, Gallimard 2002. 3 Michael Hirsh, “Ukraine and the Clash of Civilizations”, National Journal, 5 marzo 2014. 4 John Mearsheimer, è il principale proponente della teoria del cosiddetto “neorealismo offensivo”. 5 Diplomatico e scienziato politico, George Kennan ha svolto un ruolo particolarmente rilevante nella diplomazia USA, soprattutto nella fase iniziale della guerra fredda. 6 Senza escludere naturalmente quelle economiche, che però in questo caso sembrano meno rilevanti. 7 Christofer Clark, The Sleepwalkers – How Europe went to war in 1914, Penguin Books, 2013.

  9. #469
    Rws
    Ospite

    Predefinito Re: Evoluzione della crisi ucraina

    E sempre a riguardo dell'aereo e di media

    megachip.globalist.it | Se vuoi la guerra, prepara la guerra percepita

    Se vuoi la guerra, prepara la guerra percepita

    Usare le emozioni molto più della riflessione. Questa la regola dei grandi media occidentali anche nella guerra ucraina. Una sequela di manipolazioni [Midnight Rider]

    Redazione


    martedì 9 settembre 2014 17:11
    megachip.globalist.it
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    Una delle ultime immagini che ritraggono il fotoreporter russo Andrei Stenin, ucciso in Ucraina



    di Midnight Rider.


    Se vuoi la guerra mondiale, prepara l'opinione pubblica. Èquanto stanno facendo i mass-media mainstream da qualche mese a questa parte in merito alle gravissime tensioni derivanti dalla guerra civile in Ucraina che, nonostante il fragilissimo cessate il fuoco dichiarato il 5 settembre, potrebbe tuttora degenerare in un conflitto su scala internazionale dai risvolti imprevedibili.
    Nel libro di Paolo Borgognone "La disinformazione e la formazione del consenso attraverso i media" (Zambon Editore, 2013), viene riportato un decalogo della strategia di manipolazione sociale attraverso i media, originariamente pubblicato su un sito di informazione latino-americano.
    Il punto numero 6 recita quanto segue:
    "Usare l'aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l'emotività è una tecnica classica per provocare un cortocircuito dell'analisi razionale e, infine, del senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del tono emotivo permette di aprire la porta per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti."


    Vediamo come il mainstream ha utilizzato questa tecnica nel corso delle ultime settimane relativamente al conflitto civile in Ucraina.


    Il 17 luglio viene abbattuto il Boeing 777 malaysiano. I rottami dell'aereo, i corpi dei passeggeri e dei membri dell'equipaggio precipitano su una vasta radura nei pressi di Shaktiarsk, una quarantina di km a est di Donetsk.
    Il mainstream occidentale, così come John Kerry, non ha dubbi. A colpire l'aereo sono stati i separatisti di Novorossija con la complicità di Mosca, che avrebbe fornito loro il missile terra-aria Buk. Una commissione d'inchiesta sta ancora lavorando per stabilire le cause e le responsabilità della strage di innocenti.
    La Russia ha immediatamente fornito e commentato le immagini dei propri satelliti puntati sulla zona. Questa la ricostruzione ufficiale da parte della Difesa russa per conto del generale russo Andrey Kartopolov, che il 20 luglio scorso aveva convocato una conferenza stampa per mostrare immagini prese dai radar russi:
    «Un caccia ucraino è stato individuato alla stessa altitudine del Boeing, la distanza dall'aereo malese è stata calcolata in tre chilometri. Vogliamo avere una spiegazione su come mai un jet militare viaggiasse lungo un corridoio civile quasi allo stesso momento del volo malese. Il caccia SU-25 può viaggiare a dieci chilometri di altitudine, è equipaggiato da missili aria-aria R-60, in grado di centrare un bersaglio a una distanza di dodici chilometri. La presenza del caccia ucraino è confermata anche da un video, girato dal centro di controllo di Rostov. Al momento del disastro, un satellite statunitense stava sorvolando l'Ucraina orientale. Perché il Pentagono non pubblica le foto che ha in suo possesso?».
    [I russi hanno dunque invitato gli USA a fare altrettanto, ma a Washington non hanno ancora accolto la richiesta del Ministero della Difesa di Mosca.]
    Tutto questo non serve, perché i media hanno già trovato il colpevole.
    Tuttavia, l'inconfutabile prova di colpevolezza fornita da un filmato sgranato di YouTube (non male per una superpotenza che spende 100 miliardi di dollari all'anno in intelligence) non è sufficiente.
    C'è il mostro ma bisogna soddisfare la morbosità dello spettatore presentando i resti della vittima, meglio se martoriati. L'area in cui si trovano i corpi di quasi 300 innocenti, tra passeggeri ed equipaggio, è sotto il controllo dei separatisti.
    Siamo in piena estate, le temperature superano i 30 gradi durante il giorno.
    Nella zona è in corso un'offensiva da parte delle truppe di Kiev, nonostante sia stato proclamato un cessate il fuoco per dare modo agli osservatori di intervenire nella zona e fare i rilievi del caso. L'area è disseminata di cadaveri.


    Irrompono le notizie di atti di sciacallaggio. La prima immagine a "testimoniare" la mancanza di umanità da parte dei separatisti mostra un soldato che solleva una scimmietta di pezza davanti ai fotografi.






    I ribelli del Donbass non rispettano nemmeno la vulnerabile morbidezza e la fragilità del compagno di giochi di un bimbo, creatura inerme, pura ed innocente per antonomasia. Click. Il carnefice e il peluche.
    [La vera storia di quella foto, una narrazione totalmente diversa da quella arrivata all'intero pubblico occidentale, è ben raccontata da Germana Leoni (Bugie di guerra: riassunto dei mesi mai raccontati dai TG).]
    Il processo di raffigurazione dei separatisti (terroristi, secondo il governo di Kiev) quali bestie insensibili, prive di pietà per le spoglie di donne e bambini, è in atto.
    La stampa nostrana introduce l'idea che le milizie di Novossija lascino deliberatamente marcire i cadaveri all'aria aperta.
    «Secondo alcune segnalazioni i corpi delle vittime del volo MH17 sono stati lasciati decomporre sotto il sole da giovedì, a quasi 30° C di calore, e con occasionali rovesci di pioggia». [Il Sole 24 ore, 20 luglio]


    «Giacciono da giorni sotto il cielo ucraino, esposti alle intemperie. Un cimitero a cielo aperto. Corpi straziati, o quel che resta, e il fetore che rende l'aria irrespirabile» [Il Fatto Quotidiano, 20 luglio].


    Chi scrive questi articoli probabilmente non ha mai messo piede in Ucraina e non prende minimamente in considerazione l'idea che la principale preoccupazione di un soldato impegnato al fronte sia quella di difendere la propria vita e quella dei civili inermi, che si trovano a pochi chilometri dall'area di guerra, dai proiettili e dalle bombe dell'esercito nemico.
    È sempre utile ricordare che la guerra si svolge nella parte Sud-orientale del paese, dove si sono riversate le truppe governative appoggiate da squadre di mercenari.


    Nonostante tutte le difficoltà logistiche, viene recuperata la stragrande maggioranza dei corpi, che sembrano però essere oltraggiati dagli strumenti utilizzati durante l'operazione. Le immagini che tutti i tg, i quotidiani ed i siti web ci riportano sono quelle dei sacchi di plastica nera, che tanto ci ricordano quelli utilizzati per la raccolta delle immondizie, in cui vengono riposti i resti delle vittime innocenti.
    Non si capisce quali materiali siano ritenuti più idonei per raccogliere - e, per quanto possibile, conservare - i corpi riversi nella radura del Donbass.
    Perché dedicare così tanta attenzione e così tante critiche all'operazione oggettivamente complessa di recupero delle spoglie quando questo tipo di pratica non viene mai coperta dal mainstream in occasione di tragedie analoghe? Non si era registrato altrettanto macabro interesse - per fare solo esempi recenti - per il recupero e la conservazione delle salme dei passeggeri dei voli TransAsia Airways 222 (precipitato durante l'atterraggio a Magong, nelle Isole Penghu il 23 Luglio 2014) e Air Algérie 5017 (schiantatosi nel Mali il 24 Luglio 2014).
    Secondo gli osservatori olandesi «il metodo di conservazione dei corpi è di buona qualità», ha dichiarato brevemente Peter Van Vilet, esperto medico-legale olandese, capo della missione. [Il Giornale, 21 Luglio] - [Ansa, 21 Luglio]
    Le salme devono ora essere portate via dal luogo della tragedia per dare loro una degna sepoltura. Nessuno, nelmainstream, si cura di prendere in considerazione le difficoltà che questa operazione comporta in un'area martoriata dai bombardamenti degli ultimi mesi. Viene utilizzato un treno con celle frigorifere. In questo caso ilmainstream mette in dubbio persino il fatto che si tratti di vagoni frigo, l'estremo atto di vilipendio di cadavere da parte dei terroristi, responsabili di questa tragedia. Sarebbe forse stato il caso di fornire ai separatisti il numero di telefono di Montezemolo da cui avrebbero potuto affittare Italo, nuovo di zecca, bello, lindo e profumato.
    Lo scopo di questa "informazione" è evidentemente quello di allontanare lo spettatore dalla ricerca della verità (quella ufficiale è già stata fornita).
    L'intenzione è quella di disumanizzare i militari di Novorossija. Renderli, agli occhi dell'opinione pubblica, un'entità incapace di provare la minima pietà nei confronti di morti innocenti. Donne e bambini i cui cadaveri sono oggetto di scempio e di beffa da parte del mostro cattivo. Non mostrano rispetto alcuno per la sacralità del corpo. Se questi "terroristi" sono privi dei tratti compassionevoli che riconosciamo a noi stessi nel momento in cui ci angosciamo nel vedere queste immagini, allora non possiamo riconoscerli come interlocutori umani. Sono "altro" rispetto a noi ed alla nostra schiera di valori che ci definisce.
    Non si tratta quindi di uomini che stanno combattendo per proteggere sé stessi e la popolazione inerme del sud-est ucraino dall'assalto militare delle truppe di Kiev e dai battaglioni di mercenari che le accompagnano.
    Al fine di impedire la nascita di un sentimento di compassione nei confronti della popolazione inerme e dei combattenti schierati al suo fianco, il mainstream evita accuratamente di mostrare le immagini dei corpi martoriati di donne e bambini da parte dell'artiglieria di Kiev. Per giorni si è speculato circa la condizione dei resti delle vittime del Boeing, i quali, per i grandi media occidentali, valgono infinitamente di più rispetto ai 2000 morti civili, di cui hanno le foto, ma non le mostrano, nemmeno pixelate.


    Andiamo avanti. Il 24 agosto parte la controffensiva delle milizie dei separatisti, che ora vengono orgogliosamente presentate dal premier della Repubblica Indipendente di Donetsk Aleksandr Zakharchenko come l'esercito di Novorossija. [Conferenza stampa del 24 agosto]


    Nel pomeriggio dello stesso giorno vengono fatti sfilare per la strada principale di Donetsk un centinaio di prigionieri di guerra. È un'altra ghiotta occasione per il mainstream per identificare i separatisti come individui scellerati privi di qualsiasi umanità e compassione nei confronti dei loro simili. Uno tsunami di sdegno si riversa sulla carta stampata e sugli schermi di tablet e pc.


    «A Donetsk i separatisti filorussi hanno costretto militari, prigionieri di guerra e ostaggi, a sfilare nel centro della città con le mani dietro la schiena, tra la gente riunita che gridava loro "fascisti".» [Il Fatto Quotidiano, 24 Agosto]


    «Festa nazionale ucraina, ribelli umiliano prigionieri». [Ansa, 24 agosto]
    «Calci, sputi e uova: a Donetsk l'umiliante gogna dei prigionieri ucraini davanti alle baionette filo-russe» [Corriere della Sera, 24 agosto]


    Nessuno si preoccupa di riportare anche il punto di vista e le dichiarazioni ufficiali di Zakharchenko. Che ironizza con i giornalisti: «Kiev aveva annunciato che avrebbero marciato in corteo a Donetsk il 24. Così hanno fatto».


    La stampa nostrana aveva celebrato in pompa magna l'avvio della presunta offensiva finale, "la stretta", da parte delle truppe regolari nei confronti dei separatisti. Entro un paio di settimane si sarebbero concluse le operazioni belliche a favore di Kiev. [Cfr. Il Fatto Quotidiano, La Stampa eAvvenire]
    Le previsioni del mainstream sono state però disattese.
    Meglio allora concentrarsi sul trattamento disumano riservato ai prigionieri.
    A questo proposito, Zakharchenko dichiara che i prigionieri sono stati trattati secondo le regole della convenzione di Ginevra. Non erano né svestiti né affamati. E nessuna regola vieta di far sfilare i prigionieri.
    Ma la stampa riesce a chiamare in causa persino Stalin, il quale alla fine della seconda guerra mondiale aveva fatto sfilare i prigionieri tedeschi facendo poi pulire la strada in cui avevano marciato con i getti d'acqua delle autobotti.
    È curioso come i nostri gruppi editoriali multimiliardari vedano la pagliuzza nel bestiale occhio del nemico, ma non scorgano la trave in quello dell'oligarchia di Kiev.
    Per quanto disumana ed atroce, la guerra è comunque definita da regole di condotta e di onore. Alcune sono scritte, altre sono codificate in altro modo. Quali esse siano, queste regole vietano di bombardare popolazioni civili inermi, proibiscono l'utilizzo di bombe al fosforo, proibiscono di compiere atti di banditismo a danno di anziani.
    I principali organi di informazione nostrani non sembrano prestare particolare attenzione a questi fatti di poco conto: migliaia di vittime innocenti tra la popolazione civile, migliaia di feriti, centinaia di migliaia di profughi dall'inizio dell'anno. Dati quantificabili ai quali occorre aggiungere quelli non quantificabili: i danni permanenti di tipo psichico o emotivo prodotti nella mente e nel cuore di chi ha assistito per mesi a queste atrocità.
    Ebbene, quando sono riportate, queste attività sono regolarmente presentate in maniera impersonale. «La popolazione viene bombardata», senza specificare da parte di chi. Il lettore occasionale o disattento potrebbe addirittura collegare queste atrocità ai separatisti, visto che sono l'unica parte in causa che viene regolarmente citata.
    «Tre civili sono stati uccisi ed altri sono rimasti feriti durante un bombardamento che ha colpito una chiesa durante una messa nella regione di nel villaggio di Kirovske» [recitava La Repubblica del 24 agosto].
    «Colpi di artiglieria hanno ucciso tre persone nel centro della città» [enunciava il Corriere della Sera del 23 agosto].
    « Sul terreno sono intanto da registrare altri 11 civili uccisi e 22 feriti nelle ultime 24 ore nei bombardamenti su Donetsk» [Ansa, 28 Agosto].
    «Nel frattempo, il conflitto continua a colpire i civili: ieri altri 3 morti nel centro di Donetsk sotto il fuoco dell'artiglieria. E se Putin continua a negare il proprio coinvolgimento, Angela Merkel ha nuovamente telefonato al capo del Cremlino chiedendogli conto delle notizie crescenti sulla presenza di militari russi in Ucraina» [La Stampa, 28 Agosto].
    Infine, ciliegina decomposta sulla torta di sangue nerastro e rappreso, le immagini riportate pochissimi giorni fa sul sito diRepubblica. Due foto mostrano Irina, una signora di mezza età, accusata di essere una spia e di avere raccolto fondi per l'esercito di Kiev, che è stata prelevata da casa sua e portata nella piazza di Donetsk, dove è stata insultata e presa a schiaffi da alcuni dei passanti: «La gogna di Irina, accusata dai separatisti ucraini di essere una spia».
    Le foto sono volutamente prese da distanza ravvicinata. Altrimenti comparirebbero sullo sfondo i crateri causati dai colpi dell'artiglieria di Kiev e le carcasse carbonizzate degli autoveicoli abbandonati lungo la strada.
    La signora è stata poi liberata e mandata a casa da un ufficiale dell'esercito di Donetsk. Il sito di Repubblica totalizza quotidianamente centinaia di migliaia (diversi milioni?) di visualizzazioni da parte di utenti, principalmente attraverso l'utilizzo di telefonini o tablet. Che tipo di reazione emotiva può causare questo tipo di immagine nei confronti dello "spettatore" mordi-e-fuggi, che probabilmente non spreca megabyte preziosi di navigazione (quelli che potrebbe dedicare alle foto hot della starlette di turno in basso a destra) per approfondire il contesto da cui nascono episodi del genere? La reazione è univoca: Separatisti = gente priva di umanità che tortura ed umilia donne inermi.
    Alla luce di quanto finora elencato, non ci sono più dubbi. I separatisti sono veri e propri barbari. Estranei che vivono ai margini del nostro impero, che non parlano la nostra lingua e che non condividono la nostra cultura. Nulla a che spartire con gli ucraini buoni che, sempre secondo la rappresentazione mediatica, tanto vorrebbero entrare a far parte della nostra civiltà, la comunità europea, indiscutibilmente superiore...
    Infine, un paio di fotogrammi apparentemente distanti e slegati dalla situazione in Ucraina.
    Mostrano un individuo incappucciato che impugna un coltello con il quale si appresta a tagliare la gola dei giornalisti James Fowley e Steven Sotloff.
    Atti aberranti, inguardabili, che qualificano inevitabilmente l'esecutore materiale come un killer senza umanità, privo di sentimenti e di pietas. Un nemico assoluto dei nostri valori e della nostra civiltà.
    Potremmo discutere a lungo riguardo alle cause che hanno prodotto questo tipo di situazione. Ma non è questo il punto.
    La morte di due giornalisti ha fatto il giro del mondo ed ha sollevato un'ondata di emozione e di condanna nei confronti dell'esecutore materiale, John l'inglese, e di ciò che rappresenta. Il ragionamento immediato è: se questi sgozzano a sangue freddo poveri innocenti che razza di bestie sono?
    Difficile rispondere, bisognerebbe domandare a chi ha ucciso decine di giornalisti russi ed ucraini impegnati a raccontare la guerra del Donbass. Si potrebbe chiedere al killer di Andrea Rocchelli se abbia mai condiviso la gabbia allo zoo con John l'inglese. Ma i nomi di Rocchelli e di altri giornalisti trucidati nel Donbass, da ultimo Andrei Stenin, spariscono istantaneamente dalle prime pagine, perché sono troppo poco funzionali al racconto che ci viene propinato.

  10. #470
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    Predefinito Re: Evoluzione della crisi ucraina

    Ma scusate, dove sta il problema nell'espansione della NATO?
    E' un patto libero, non un'occupazione militare.
    Se l'Ucraina o la Georgia o il Turkmenistan volessero aderire alla NATO, perchè non dovrebbero farlo? Se alla Russia non sta bene significa che ha la coda di paglia. Perchè dovrebbe temere la NATO? Non capisco. Continuiamo a vivere nel mondo del solito dualismo U.S.A. (ed Europa) vs. Russia? Ma basta, per piacere, basta.
    Lou soulei nais per tuchi

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