[1] :«I mutamenti climatici possono minacciare le condizioni di vita dell’umanità e possono produrre migrazioni su larga scala e grandi competizioni per il controllo delle risorse».
Queste le motivazioni date dal comitato norvegese di assegnazione del Premio.
Aggiungerei, se posso: i mutamenti climatici modificano fondamentalmente la base esistenziale di molte persone in diverse regioni della Terra, potenziando destabilizzazioni regionali che possono essere causa di conflitti.
[2] Sulla problematica dei mutamenti climatici: Al Gore e l'IPCC si adoperano per studiarli, diffonderne la conoscenza e suggerire soluzioni. Premiando un politico come Gore e il Panel sui cambiamenti climatici, il comitato per l’assegnazione del Nobel per la Pace ha quindi lanciato un chiaro messaggio. Da un lato si riconosce il valore degli studi sui mutamenti climatici condotti e passati in rassegna ormai da un ventennio dal gruppo internazionale di scienziati ; dall’altro si premia lo sforzo di divulgazione sui rischi legati al surriscaldamento del nostro pianeta, portato avanti da Al Gore su diversi fronti.
EDIT: con alcune esagerazioni ed imprecisioni per quel che riguarda Gore (mi riferisco al suo film).
[3] Al Gore, che come si sa già ai tempi della sua alta carica politica aveva posto l’accento sulle tematiche ambientali (quindi non da ieri mattina), ha in effetti dato voce alle preoccupazioni di chi i mutamenti climatici li osserva da anni in modo meticoloso e scientifico.
[4] Non va poi scordato che sul fronte opposto vi è chi per anni ha cercato di minimizzare o, peggio ancora, ignorare, le conseguenze negative legate a uno sfruttamento senza limiti delle risorse naturali; in particolar modo per quanto concerne le fonti energetiche non rinnovabili. Per anni la priorità è stata data, ed è così ancora oggi in molti Paesi, alla crescita economica; indipendentemente dalla «pesantezza» delle ricadute negative che essa poteva avere sugli equilibri ambientali.
[5] Scopo: maggior consapevolezza generale. Infatti oggi, grazie alla professionalità di specialisti internazionali, come quelli attivi nell’ Ipcc, e alla determinazione di uomini politici come Al Gore, la sensibilità dell’opinione pubblica mondiale sulla questione ambientale è migliorata.
[6] Se il tuo invito ad un aggiornamento sul concetto di "fare" è rivolto al soggetto in questione, certo: su un piano generale, ora che l’opera di sensibilizzazione inizia a portare i primi frutti, la grande sfida è quella di passare dalle parole e dai buoni propositi ai fatti. A livello internazionale.
[7] Se il tuo invito ad un aggiornamento sul concetto di "fare" è invece rivolto al sottoscritto, tranquillo. So bene, per es., a chi e per cosa fu dato il Nobel 2006 o quello del 2004, quest'ultimo dato alla biologa kenyana Wangari Maathai per il suo operato nella difesa dell'ambiente e nel campo dei diritti delle donne.
Se rileggi quanto ho scritto nei punti [1]-[6] e rifletti sul fatto che ovviamente ci sarà sempre comunque qualcuno che meriterebbe un simile riconoscimento per la sua opera di tutela della pace (nel senso aggiornato del termine: comprendente dunque anche lotta alla povertà e savaguardia dell'ambiente), forse non ti servirà un simile invito.
Converrai, poi, che è estremamente diffilcile introdurre una sorta di scala meritocratica in un ambito come questo. Il Premio, in effetti, ha anche una forte valenza simbolica.
Infine un consiglio: attaccarsi alla solita apparente contraddizione di un uomo che sembrerebbe predicare bene ( = consiglia il risparmio di energia e l'utilizzo di fonti rinnovabili) e razzolare male (= consuma e spreca energia) è puerile. Sarebbe come voler criticare qualsiasi Nobel dato per la lotta alla povertà perché chi l'ha ricevuto non è povero.....
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