Citazione Originariamente Scritto da steph Visualizza Messaggio
[1] :«I mutamenti climatici possono minacciare le condizioni di vita dell’uma*nità e possono produrre migra*zioni su larga scala e grandi competizioni per il controllo delle risorse».
Queste le motivazioni date dal comitato nor*vegese di assegnazione del Premio.

Aggiungerei, se posso: i mutamenti climatici modificano fondamentalmente la base esistenziale di molte persone in diverse regioni della Terra, potenziando destabilizzazioni regionali che possono essere causa di conflitti.
Confermi anche tu che siamo di fronte ad un caso, come ho scritto qualche post fa, di "Nobel preventivo".
Certo che i cambiamenti climatici possono aver effetti devastanti.
Certo che "le guerre per l'acqua" sono qualcosa di paventato da tempo.
Non era certo il mio obiettivo mettere in dubbio i dati certi; resta il fatto che a mio modo di vedere "la guerra dell'acqua" avrebbe già oggi più di un motivo per essere dichiarata; non ricordo se è stata postata anche qui la cartina del mondo ridisegnata sulla base della disponibilità e dei consumi pro-capite di acqua; da questo punto di vista è un'emergenza già in essere come quella della fame.

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[3] Al Gore, che come si sa già ai tempi della sua alta carica politica aveva posto l’accento sulle tematiche am*bientali (quindi non da ieri mattina), ha in effetti dato voce alle preoccupazioni di chi i mu*tamenti climatici li osserva da anni in modo meticoloso e scientifico.
In altro contesto io chiamo questo modo di fare "la logica dell'urlo".
C'è un pericolo? Sì.
Il pericolo è 10? Sì.
Allora diciamo che è 100 così "si sensibilizza l'opinione pubblica" sulle tematiche.
Io continuo a dire che è un modo di fare sbagliato nonchè alla lunga controproducente; nel caso di Al Gore e del suo documentario invece viene premiato al massimo livello.
Sarà un problema mio, ma non riesco a digerirlo; non ci posso fare nulla; col tempo forse me ne farò una ragione ...

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[4] Non va poi scordato che sul fronte opposto vi è chi per anni ha cercato di minimizzare o, peggio ancora, ignorare, le conseguenze nega*tive legate a uno sfruttamento senza limiti delle risorse natura*li; in particolar modo per quan*to concerne le fonti energetiche non rinnovabili. Per anni la priorità è stata data, ed è così ancora oggi in molti Paesi, alla crescita economica; indipen*dentemente dalla «pesantezza» delle ricadute negative che es*sa poteva avere sugli equilibri ambientali.
Ma anche questo è fuori di dubbio; e, per quel che conta, condanno questo atteggiamento senza riserve.
Anche perchè oggi i mezzi per essere, uso un termine superinflazionato, più ecocompatibili ci sono.
Mi consolo con il fatto che non mi risulta che nessuno di questi sia stato premiato con il Nobel dell'economia; o almeno spero ............

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[6] Se il tuo invito ad un aggiornamento sul concetto di "fare" è rivolto al soggetto in questione, certo: su un piano generale, ora che l’opera di sensibilizzazione inizia a portare i primi frutti, la grande sfida è quella di passare dalle parole e dai buoni propositi ai fatti. A livello internazionale.
Claro che sì.

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Infine un consiglio: attaccarsi alla solita apparente contraddizione di un uomo che sembrerebbe predicare bene ( = consiglia il risparmio di energia e l'utilizzo di fonti rinnovabili) e razzolare male (= consuma e spreca energia) è puerile. Sarebbe come voler criticare qualsiasi Nobel dato per la lotta alla povertà perché chi l'ha ricevuto non è povero.....
Poichè non si sta parlando di santi questo tipo di problema mi tocca molto poco.
Se il messaggio che viene diffuso è corretto, specie se scientificamente corretto, dei "problemi" o delle incoerenze di chi lo diffonde se ne occupi qualcun altro; ne risponderà il soggetto, eventualmente, davanti a Dio, se ci crede.
Non è che il messaggio cambia valore se chi lo diffonde è meno degno; eventualmente il problema sarà che se chi parla è meno degno allora lo ascolteranno meno persone e parte della sua verità andrà perduta.

Se l'ultimo quotato fosse un principio perennemente valido nessuno potrebbe discutere di nulla probabilmente, perchè tanto ognuno di noi avrà sputato per terra o sarà passato col rosso almeno una volta.