Sono sostanzialmente d'accordo con Strass. E temo, come ha fatto notare Stefano, di essere stato frainteso.
Come non tollero la "superiorita'" di un gruppo, un individuo, una razza sancita sopra un altro gruppo per via legislativa o con la forza (Nazismo, Comunismo, Apartheid) sono dell'idea che considerare tutti uguali sia altrettanto sbagliato. Seguitemi: a tutti devono essere date le stesse opportunita' (e, in queste societa' cio' non accade), ma una volta partiti da basi simili non e' corretto considerare in modo uguale chi ha avuto "successo" e chi ha "fallito". Chi ha avuto successo deve avere, nei campi in cui ha avuto successo, piu' voce in capitolo di chi ha fallito. Ritengo sia scorretto nei confronti delle persone piu' capaci attribuire a loro la stessa identica capacita' di migliorare la nostra societa' che e' attribuita agli incapaci.

Ripeto, il discorso e' vago, non ho nessuna teoria alle spalle ne saro' mai in grado di proporla, ma se mi chiedete opinioni riguardo all'attuale sistema democratico non ho alcuna vergogna a ritenerlo imperfetto.