Il leggero (?) cambiamento cui sono andate incontro le previsioni dei modelli nel giro di due giorni.
Nelle due mappe sono rappresentate le previsioni della traiettoria della corrente fredda in arrivo dalla Russia per la giornata di lunedì prossimo: a sinistra la versione prevista mercoledì 6, a destra la versione di stamani.
Che dire? Finalmente i modelli si sono accorti che:
a) al suolo non c'è neve sull'Europa centrale, e quindi la corrente fredda fa una gran fatica a scorrere sopra questi territori. Da notare come nelle zone già innevate (Bielorussia, nord Russia, Repubbliche Baltiche) la previsione del campo di pressione NON sia cambiata.
b) dopo aver attraversato Danimarca e parte della Germania la corrente fredda - in iniziale movimento verso ovest - tende a ruotare leggermente in senso orario dato che viene rallentata nella sua parte più settentrionale dal passaggio sul Mare del Nord. Qui infatti scatena maggiore convezione (seppur poco profonda), e quindi il vento tende a rallentare la sua avanzata verso ovest, continuando più veloce a ridosso della terraferma. Si crea quindi una lieve vorticità negativa e da lì la rotazione della corrente.
Meglio tardi che mai ...
Senza nome.png
Ultima modifica di Lorenzo Catania; 08/03/2013 alle 08:42
"La meteorologia è una scienza inesatta, che elabora dati incompleti, con metodi discutibili per fornire previsioni inaffidabili" (A. Baroni)
Perfetto Lorenzo
Tutti i limiti delle avvezioni continentali durante la stagione ormai primaverile che avanza non solo nel calendario.
La vorticità in quota, laddove presente, tende a generare vorticità positiva anche al suolo proprio laddove incontra terre più calde o superfici marine di conseguenza rallentando il percorso della massa d'aria fredda.![]()
Matteo
mah..il discorso dell'opposizione alle avvezioni fredde, ad opera delle maggiori turbolenze di un PBL in fase di risveglio primaverile, la riterrei perfettamente calzante per le retrogressioni fredde continentali a lunga gittata, ma nel caso di irruzioni artico continentali non credo che in marzo possano trovare grosse difficoltà. Se così non fosse non spiegheremmo nemmeno l'irruzione potente del 18 aprile 91 oltre quelle assai più frequenti marzoline, di cui allego la prima che mi viene in mente. In questi casi i gpt tendono a scendere assai rapidamente in quota, assestandosi poi senza grandi difficoltà lungo l'intera colonna ad opera delle velocità verticali. Le differenze principali sono ancora a carico delle disposizioni bariche su grande scala, è chiaro che se queste propendono più facilmente per blocchi nordatlantici, la meridianità degli impulsi frontali ne risente in modo inevitabile
relativo.png
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In questi casi, secondo me, sarebbe il caso tenere a mente tutta la dinamica emisferica, esaminando ad esempio la profondità del forcing dinamico (che in questo caso è assai debole) che fa il paio con la diversa situazione delle correnti a getto e quindi la possibilità di strutturare promontori mobili ad onda lunga:
e la diversa disposizione delle masse artiche:
La situazione attuale invece è quella descritta ad inizio thread:
una situazione favorita dall'allocazione delle masse artiche e da una circolazione antizonale entro la quale le stesse ruotano, tenendosi alla larga o evitando per quanto possibile le aree maggiormente esposte al riscaldamento del suolo.
Le ipotesi da te citate hanno caratteristiche assai diverse (specie quella del 2006).
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Matteo
esatto, ciò che fa maggiormente ostacolo in questo caso è il carattere di "tracimazione artica" anzichè di una sciabolata concentrata, sorretta da un promontorio dinamico meridiano, ad alto gradiente. Un lago artico evolve con lentezza rallentato dalla propria instabilità radiativa marzolina, diffusa a macchia d'olio, e l'entrata più seria delle masse fredde non avviene prima che si strutturi una decisa depressione mediterranea di richiamo![]()
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Neanche GEM scherza...minimo da 975hpa sulla Toscana!
http://modeles.meteociel.fr/modeles/...m-0-114.png?12
Mi trovi d'accordo.
Se l'aria artica è strutturata bene in quota se ne frega abbastanza (non del tutto) delle temperature in basso.
Se però il terreno è già sufficientemente caldo occorre che la staffilata sia VELOCE, altrimenti la convezione che si scatena lungo il fronte rallenta o può addirittura fermare (e deviare) l'avvezione nell'avanzata verso sud.
Una volta arrivata sul Mediterraneo poi è "salva", perché scava la depressione al suolo ed i geopotenziali (e le correnti in quota) si rimodellano in funzione di questa
Nell'aprile del 1991 la goccia era scesa come un proiettile verso sud; questa è stata la caratteristica fondamentale. Nonostante ciò i geopotenziali - dopo un primo netto calo nel pomeriggio-sera del 16 dovuto all'arrivo dell'aria fredda da parte di un secondo impulso (il primo, passato sulla Finlandia era rapidamente sfilato ad est) - erano leggermente aumentati una volta arrivata la perturbazione sull'Europa centrale (durante il giorno 17) per effetto della convezione. Poi sono tornati a diminuire una volta giunto il fronte sul Mediterraneo (il giorno 18), ma come effetto dell'arrivo di un terzo impulso freddo in quota e del calo di pressione vicino al suolo.
Insomma, si parla di 3 "botte" che si sono susseguite in rapida sequenza in 2 giorni. Se ci sono le condizioni iniziali in termini di disposizione delle correnti è facile che scavino velocemente verso ovest e sud.
Nel 2006 invece aveva fatto parecchio freddo e in manirea abbastanza costante sull'Europa centrale, con punte anche di -10°C ed oltre ad 850 hPa nelle 3 settimane precedenti. Probabile che di neve ce ne fosse al suolo, così come di freddo![]()
Ultima modifica di Lorenzo Catania; 09/03/2013 alle 15:02
"La meteorologia è una scienza inesatta, che elabora dati incompleti, con metodi discutibili per fornire previsioni inaffidabili" (A. Baroni)
Beh... sono infatti i 2 elementi che occorrono o forcing dinamico forte e discesa veloce e ben strutturata di masse artiche (quota) o precedente forte raffreddamento al suolo..
Meglio ovviamente se entrambe
Nel nostro caso concreto....cosa abbiamo?
Forse la persistenza?![]()
Matteo
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