comunque non ti spaventare per il fatto che si prendano spesso in considerazione parametri diversi dall'analisi deterministica canonica
la lettura dei livelli straosferici nella struttura del vortice polare infatti esula dalle innumerevoli problematiche relative alla fascia troposferica che risente dell'imprevedibilità tipica dei moti turbolenti presenti nel fluido gassoso atmosfera che ha il piccolo difetto di non essere un gas perfetto (dove le particelle si muovono solo in funzione del proprio modulo e non dall'orientamento del vettore velocità e quindi per velocità di pari modulo il numero di particelle sarebbe lo stesso in ogni direzione rispetto al punto di osservazione)
tieni conto che la troposfera per effetto della gravità locale vede una concentrazione dello spessore nell'ordine del 75% in uno spazio che equivale a meno del 15% dell'intera colonna d'aria in cui è anche concentrata la maggior parte del vapore acqueo per cui troviamo masse d'aria dalle caratteristiche molto diverse che interagiscono (ragion per cui la diminuzione della temperatura in funzione dell'altezza non è regolare) e dove al fattore radiativo indotto dall'incidenza solare si somma quello derivante dal riscaldamento delle superfici del globo che sono (acqua-terra) anch'esse caratterizzate da condizioni molto diverse in termini di risposta al riscaldamento
a questo poi si aggiunge le variabili indotta dalle modifiche nella composizione dell'atmosfera che complica ulteriormente il tutto
più ci alziamo di quota più analizziamo superfici isoentropiche che sono superfici a temperatura potenziale costante e stratificate sulla base della sola incidenza radiativa
a parte i casi, che qui consideriamo spesso, dei trasporti di calore verticale dalla fascia atmosferica sottostante che incidono sulla stabilità sulla struttura a cui si rifà l'ottimo post di Lucas
temperatura che contrariamente allo spessore sottostante varia leggermente con l'aumento di quota per effetto della dissocazione delle molecole di ozono (che infatti è un parametro da prendere in considerazione nelle aree polari per verificare la propensione a riscaldamenti improvvisi) che assorbe la dannosa radiazione uv e produce calore
si tratta in definitiva di una superficie stratificata senza fenomeni di sovrapposizioni molto più leggera (perchè molto meno densa) e dilatata nello spazio
tutto questo per dirti la ragione per cui tali caratteristiche rendono questo strato, se qualcuno non mi fucila per la definizione, un laboratorio di lettura relativamente semplificata che andrà comunque poi correlato a ciò che accade quaggiù perché la struttura non va analizzata a compartimenti stagni
ma che intanto ci fornisce una cartina di tornasole scevra da alcune problematiche tipice della tropo in merito alle caratteristiche del vortice, intensità e localizzazione dei flussi
scusa per il poema![]()
Ultima modifica di Alessandro1985; 12/11/2017 alle 12:19
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