no caro, non è la stessa cosa. mi "preoccupo" di chi non è complice, chi è complice può andare all'altro mondo senza che me ne accorga. difatti sono stato uno dei primi a dire che il quartiere dove era rinchiuso Salah andava controllato a tappeto senza, diciamo, mezzi termini e chi lo ha aiutato a nascondersi andava messo sotto chiave.
io non giustifico i terroristi e chi li aiuta, semplicemente mi incazzo quando si parla di morti di serie A e morti di serie B, ma non per una mera questione morale, ma perché mi sembra di, come diceva il Bassini?, tafazzarsi e regredire al medioevo, soprattutto quando si dice (quando tu e pochi altri dite): sterminiamoli tutti, tanto sono tutti uguali. quando leggo frasi del genere la conclusione a cui arrivo è che stiamo calpestando le grandi evoluzioni ideologiche di noi occidentali.
di certo, meteopalio, non sto dalla TUA parte. ma non perché sei tu ma per quel che esponi.
Si vis pacem, para bellum.
No, basta semplicemente smettere di farsi menare per il naso facendo funzionare bene i vari sistemi giudiziari. E modificandoli anche, se è il caso.
Faccio un esempio, giusto per capire cosa intendo.
Ho un lontano cugino che, da 9 anni, vive e lavora a Tunisi.
Raccontava che le pene in Tunisia sono severissime, anche per le cose che noi considereremo "minori". Una notte due studenti ubriachi si sono messi a rigare alcune macchine sul lungomare. Questi due individui sono stati pinzati dalla polizia, pestati a sangue, denunciati, e si sono fatti 6 mesi di carcere. 6 mesi! Per aver rigato due macchine! E li hanno fatti tutti, con processo immediato, senza sconti, e andare.
Il tunisino che fa la stessa cosa qui o in Francia o in Norvegia che cosa mai gli potrà accadere? Prende una denuncia?Una multa?
E cosa se ne fa di una multa?
la straccia e ci ride sopra! Ed è inutile far finta di niente, perchè è risaputo - non solo a noi, ma anche agli stranieri africani e mediorientali - che le nostre pene (intendo europee) sono ridicole e patetiche.
Noi siamo i promotori della libertà di pensiero: benissimo, chiunque è libero di pensarla come vuole. Non siamo nessuno per "inculcare" ideali di tolleranza e libertà: che continuino a pensarla come preferiscono. Possono anche pensare che meritiamo tutti di morire perchè siamo degli infedeli, e chissenefrega. Non è imponendo qualcosa che si ottiene il risultato sperato. Dato che non possiamo cambiare mentalità, e allora che si righi dritto, punto.
Lou soulei nais per tuchi
Jack, secondo me non è questo il punto.
La cosa brutta da dire, perchè è molto politicamente scorretta, è questa: che c'è un Islam radicale (sarà l'1%? lo 0,5%?) formato da pazzi invasati. E su quello c'è poco da fare. La cosa brutta è che c'è una fetta silente di Islam che noi amiamo definire "moderato" a cui, sotto sotto, tutto sommato non dispiace molto la situazione, che tutto sommato non condanna così tanto i radicali, perchè in fondo hanno ragione: noi siamo gli infedeli, non conosciamo la verità, siamo nel torto. I terroristi sbagliano, per carità, però non hanno proprio torto...
O forse ci sono altre spiegazioni per le manifestazioni organizzate dalle varie comunità islamiche (quella di Roma in novembre, per esempio), quando, a fronte di una popolazione musulmana di migliaia di persone, se ne sono presentate 400 scarse??
Lou soulei nais per tuchi
Ancora con questa storia delle manifestazioni? Non è nella loro cultura manifestare (se non per motivi tribali religiosi).
Purtroppo a livello di società civile stanno quasi all'anno zero. è per questo che dovrebbero evolvere per conto loro. Nel senso che quando entrano in occidente, devono attenersi alle regole dei paesi civili, quindi niente carne halal nelle mense scolastiche, niente permessi speciali ramadan e stupidaggini simili. Nel loro paese invece in caso di guerre non vanno aiutati, devono imparare da soli il prezzo della sofferenza data dalla mentalità chiusa, retrograda, antiliberale, e lottare loro internamente per ottenerla. Insomma devono passare per una profonda loro crisi culturale, sociale, religiosa, senza la nostra interferenza.
Purtroppo partecipando a causa della globalizzazione a queste guerre, faremo si che la popolazione non prenda mai coscienza e non evolva mai riguardo al proprio potere in termini di "opinione pubblica"
Lo scontro di civiltà deve essere loro interno.
http://golfodigaeta.altervista.org/
Webcam Formia su http://www.meteoliri.it/#!prettyPhoto/10/
Stazione meteo http://www.wunderground.com/weathers...p?ID=ILAZIOFO2
Quoto, e incornicio.
Il problema l'hai evidenziato bene: globalizzazione a cui aggiungo "interessi economici".
Non solo dei quattro magnati dell'industria degli armamenti, ma di interi Paesi.
Guardiamo il caso della Libia.
Avrebbe potuto essere una guerra civile "classica", nella quale, alla fine, il popolo ottiene il governo che si merita. E invece non è stato così, perchè l'Occidente ha bisogno di contratti più favorevoli per l'importazione di gas e petrolio, perchè le industrie delle armi hanno bisogno di un mercato di sbocco. E dunque, non appena si crea una qualsiasi guerra interna immediatamente ci sono mani straniere che la fomentano, sposando l'una o l'altra fazione. Con il risultato che, chiunque prenda il potere dopo, sarà sempre il risultato di un'interazione straniera, e non interna.
Ma accade anche con l'Isis, e direi quotidianamente. Stati Uniti e Russia in maniera indiretta forniscono armi e munizioni agli jihadisti, nel contempo armano anche i pasdaran curdi, l'Arabia Saudita fornisce supporto logistico all'Isis, la Turchia e in seguito l'Europa ne acquistano il petrolio a prezzo inferiore a quello di mercato, l'Iran drizza le orecchie e freme all'idea di un ennesimo stato sunnita come vicino di casa, gli Hezbollah libanesi spalleggiano Assad perchè anti-sunniti, i foreign fighters indottrinati da fanatici vanno lì a combattere da ogni angolo,e chi più ne ha più ne metta. Risultato? I siriani e gli iracheni sono ancora e sempre, per l'ennesima volta, in balìa di potentati stranieri.
Se vogliamo finirla una volta per tutte, sul piano ideologico e legislativo usiamo il pugno di ferro, e sul piano economico/di sviluppo ci liberiamo una volta per tutte dalla dipendenza dal petrolio e dal gas naturale e dalla dittatura delle industrie degli armamenti.
Lou soulei nais per tuchi
Peccato che qualche occidentale non conosce le regole del mondo occidentale...
Art. 3.Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di *****, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
E dove sarebbero gli ostacoli di carattere economico e sociale?
Un musulmano ha il diritto ad avere lo stesso stipendio del collega cattolico, così come un musulmano ha il diritto allo studio per poter diventare medico, ingegnere, avvocato o che sia (pieno sviluppo della persona umana ed effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese).
Il fatto che alla mensa ci sia un tipo di carne che tu, per i tuoi motivi (religiosi, dietistici, ideologici, o di gusto) non mangi non è un ostacolo, mi spiace.
Lou soulei nais per tuchi
Non é una concessione, ma la legge in vigore nella repubblica islamica dell Iran. Anche se dalla "notizia" riportata dal sito nostrano non era molto chiaro, in effetti. Il velo infatti é richiesto solo quando scendono dall aereo e mettono piede sul suolo iraniano. Come vale per qualsiasi altra donna dovesse passare da quelle parti, comprese le nostre mogli semmai ci capitasse di farci un giro a Tehran. Lo fanno gia tutte le altre compagnie aeree che sbarcano la, e lo fara la British quando riprendera a volarci.
Air France bows to pressure and allows cabin crew to refuse flights to Iran | Europe | News | The Independent
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