Intende dire che la situazione oggi è molto diversa da quella che si ebbe con i precedenti periodi di passaggio tra Nina e Nino, e i dati indicano un aumento della radiazione solare assorbita alle medie latitudini alla base del processo, non El Nino che libera calore
l'enso (el nino sotto) causa perdita di calore principalmente delle ssta elevate nel pacifico tropicale centro/orientale (e una ridistribuzione subito a nord e sud visibile a lag 0 nell'ohc). Questo flusso verso l'atmosfera è parzialmente compensato da uno verso l'oceano nell'estremo ovest del pacifico e oceano indiano/atlantico tropicale che si riscaldano(con lag).
Nel nord pacifico c'è una piccola perdita netta di calore, a causa della bassa delle aleutine più profonda del normale e dei venti zonali più intensi alle medie latitudini aumenta la perdita di calore latente e sensibile dall'oceano; mediato sull'intera area è un piccolo contributo con il caratteristico pattern della pdo.
In questo caso sovrapposto all'enso c'è un grosso anomalo e diffuso aumento della radiazione solare che entra nell'oceano alle medie latitudini e la stagionalità è anche diversa, le teleconnessioni dell'enso sul nord pacifico sono massime in inverno/inizio primavera, le ssta hanno un ciclo annuale con il massimo a fine estate/inizio autunno.
a. OHC change outside the tropics
In the North Pacific Ocean (20°–60°N), it appears that a small net ocean warming occurs about 5 to 10 months before El Niño (0.05–0.08 PW K−1) (Fig. 12), with a similar change of the surface flux (0.04–0.08 PW K−1) (Fig. 13). During El Niño, surface flux cools the ocean (from −0.05 to −0.02 PW K−1 at lag = 3; Fig. 13), and although the overall OHCT change is insignificant (Fig. 12), there are large regional changes with a characteristic pattern that arises from strong atmospheric teleconnections between the tropical and North Pacific Oceans (i.e., Trenberth et al. 1998; Alexander et al. 2002). Strong cyclonic flow around an anomalously deep Aleutian low during El Niño events cools the central North Pacific and warms the water along the west coast of North America. This fingerprint can be seen clearly in OHCT/OHC and SST patterns (Figs. 2 and 3) in the North Pacific and is also characteristic of the Pacific decadal oscillation (PDO). These local changes compensate and produce a small negative net surface flux in the North Pacific during El Niño that is compensated by net northward heat transport from tropical Pacific to the North Pacific (Fig. 6).
Evolution of Ocean Heat Content Related to ENSO in: Journal of Climate Volume 32 Issue 12 (2019)
sempre in attesa che escano delle pubblicazioni e che i dati siano corretti, ma come dice lo stesso gavin schimdt in questo video sono compatibili con i dati in situ:
Climate Change from Space with Gavin A. Schmidt - YouTube
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Ultima modifica di elz; 27/09/2023 alle 12:44
Entrambi e comunque un repentino passaggio NINA/NINO come quello di quest'anno, non su era mai visto.. negli episodi triennali di Nina citati da elz, il passaggio alla fase positiva fu graduale e passando per una fase neutra: quest'anno si è passati direttamente da fase negativa a fase positiva, il rilascio di calore non è stato graduale ma violento; ciò unitamente alla maggiore radiazione e al riscaldamento delle fasce tropicali sta comportando i record
Il riscaldamento di 4 gradi secondo me è decisamente eccessivo, tu prendi come baseline degli scenari decisamente pessimistici sia come emissioni sia come temperature.
Se parti da quella premessa logico che la cattura diventi indispensabile, ma a quel punto non ci dovresti proprio arrivare. Per intenderci, la situazione attuale è rappresentata in questo grafico: se ce ne sbattiamo di ridurre le emissioni si sforeranno i 4 gradi comodamente, se continuiamo con le timide politiche di riduzione delle emissioni attuali (che porterebbero un andamento medio globale sostanzialmente piatto fino al 2050) si arriverà vicino ai 3 gradi, se tutti rispettassero gli accordi e le promesse fatte fin'ora dovremmo restare attorno ai 2,
Ribadisco, la priorità assoluta è quella di ridurre le emissioni prima possibile, la cattura è solo una distrazione rispetto a questo obiettivo che deve essere preponderante e con uno sforzo enorme concentrato nei prossimi 30 anni. In questo arco temporale la cattura non può essere rilevante ed è sicuramente un modo estremamente costoso e inefficiente per raggiungere gli obiettivi.
Se continueremo allegramente ad andare verso il baratro nel prossimo trentennio probabilmente dovremo davvero dedicare risorse economiche colossali alla cattura, in misura molto maggiore di quelle che servono per eliminare l'utilizzo dei combustibili fossili. Ma sarebbe solo una misura estrema per evitare la catastrofe, con un costo immensamente superiore rispetto alle altre alternative di mitigazione del cambiamento climatico.
No, non prendo affatto scenari pessimistici. Rileggi bene snow, ho scritto "4° entro il 2300", ed è la verità se seguiremo lo scenario attuale (un misto tra RCP 4.5 e 6.0), con le temperature globali che si assesteranno sui +4° dalla preindustriale verso il 2300, guadagnando un ulteriore grado dal 2100.
Il grafico che hai postato tu mostra l'andamento delle emissioni, non della temperatura, che continuerà ad aumentare per altri due secoli.
Nota, la media è la 2000-2019, nemmeno la preindustriale.
Mi piacerebbe che tu ogni tanto usassi il condizionale ....e che ti rendessi conto che stai parlando di simulazioni modellistiche di un sistema caotico e non lineare .....queste proiezioni, a prescindere che non ci sarò né nel 2100 e né nel 2300, sono risibili soprattutto se usate come se fossero certezza matematica assoluta.
Io gradirei che tu invece non avessi questa indole ingenuamente ottimistica, ma non posso mica importela. Ognuno è fatto a modo suo.
Al momento stiamo seguendo le proiezioni indicate, non vedo dunque perchè avere una visione più prudenziale di quelle degli scenari sopra illustrati. Considera peraltro che quelle sono medie, il che significa che c'è un buon 50% di scenari peggiori (e un 50% di scenari migliori, ma non di tanto).
Aggiungo che per +1,3° dalla preindustriale le terre emerse hanno già guadagnato +2°, un ritmo quasi doppio. Quando dunque si legge +3° o +4° dalla preindustriale ciò potrebbe significare per le nostre zone un riscaldamento superiore a +5 o +6°, un cambiamento molto più pronunciato.
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