
Originariamente Scritto da
Fenrir
Questo pomeriggio ero nervoso, probabilmente per via del lavoro che mi ha costretto a ricomprare tutti i biglietti aerei, per cui ho preso la bici e sono andato a fare un lungo giro nella tundra di Kvaløya, da solo. La cosa mi ha rilassato non poco. Ho rasentato i 20 km ma ne è valsa la pena. Ho preso anche un paio di foto. Ecco il percorso che ho fatto.
Tromsø non è molto importante, il "brutto" arriva dopo. Tutto in salita per quasi 500 metri di dislivello. Faticoso in due tratti, dove la pendenza è assurda, il resto è quasi una passeggiata molto didattica per il clima artico: si supera il confine degli alberi, si cammina su permafrost, muschi, licheni e fiori di cotone tipici della tundra, su nevai e infine sulle tipiche rocce spaccate dal ghiaccio fino in cima dove c'è un radar usato sia dall'aeroporto che dall'onu in condizioni speciali.
Il limite degli alberi è a circa 200 metri di dislivello: da quel punto alberi e arbusti si interrompono bruscamente e lasciano il passo al brullo scenario della tundra. Siamo a 70,11° N.
Il terreno è composto da una spugna formata da muschio, licheni, rocce sbriciolate e fango: è il permafrost che si è sciolto per una buona mezza metrata. In alcuni punti, dove l'acqua scorre poco sotto la terra, sembra di camminare su una spugna bagnata.
Quella al centro è l'impronta del mio piede.
L'erba termina a circa 300 metri di dislivello; da quel momento in poi solo muschio. A proposito di muschio, in mezzo al niente (ero davvero sperduto) ho trovato questi due cerchi concentrici praticamente perfetti... è un po' inquietante. Saranno fairy rings? Qualcuno ha un'idea? Era terra che sembrava marcia.
Dai 400 metri il muschio termina e ci sono solo immense pietraie di rocce spaccate dalla fusione/formazione del ghiaccio. Sono tipiche.
Il panorama è splendido, peccato per il cielo fosco, opaco e con una luce molto fastidiosa. Stava facendo sera tra l'altro.
La diga di Nedre Amundsenvatnet. Da qui Kvaløya prende da bere! Vietato fare pipì.
la prossima è un po' storta ma fa niente :D quello è il mare aperto, oltre Kvaløya.
Il radar in cima, a 550 m slm. La T era di +5,5 °C e c'era una brezza fresca piacevolissima che poi è diventata fredda appena il sole è sparito dietro ai monti.
cumulo di rocce dietro al radar
Mangio 3 biscotti seduto su una panca dietro al radar, mi sento delle canzoni dei summoning (ci stanno benisismo in quel panorama desolato) e poi torno indietro, il tramonto incalza.
Il lago di Øvre Svarthammer visto dalla sommità dell'anfiteatro glaciale.
Uno degli innumerevoli nevai che partivano da quota 400.
Lago vista fiordo. Il terreno è talmente saturo d'acqua e impermeabile che tutto ciò che non riesce a scorrere a valle si trasforma in stagno/acquitrino/palude.
Panorami verso la parte più impervia di Kvaløya, dove i monti raggiungono circa 1000 metri, verso ovest.
Mi lascio un tramonto incendiario alle spalle e una coscia dolorante.
Alla fine di questo tour posso confermare una cosa: questo qui, su Kvaløya, è il mio luogo ideale. E' inutile che ci provo, i boschi e le foreste non fanno per me, nè tantomeno le montagne. Io sono proprio il tipo da posti quasi marziani, freddissimi, brulli e desolati, da pietraie e rocce, da permafrost e paludi. La tundra mi porta emozioni che non provo da nessun'altra parte. Le pianure o gli altopiani freddi e sconfinati sono il mio luogo ideale, probabilmente la Siberia del nord, il Finnmark e le Svalbard sono i luoghi in cui mi troverei meglio. Non mi interessa nemmeno la neve: sarebbe perfetto se d'inverno non cadesse nemmeno un fiocco di neve e potessi andarmene in giro in questi paesaggi con il crepuscolo polare, la terra che scrocchia di gelo e -20, -30 attorno a me. La neve cancella ogni paesaggio (del tipo che piace a me, ovvero senza alberi) e diventa tutto noioso dopo 2 minuti.
E va bene... almeno d'autunno me la posso godere, col fresco, il crepuscolo e soprattutto senza insetti e zanzare che d'estate sono un tormento da queste parti.
Ora pioviggina, +9,5 °C.
Hade

Segnalibri